Bologna in crisi, vertice a Casteldebole tra la dirigenza e Tedesco: di cosa si parlerà e quali sono i problemi urgenti da risolvere | OneFootball

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·15 settembre 2026

Bologna in crisi, vertice a Casteldebole tra la dirigenza e Tedesco: di cosa si parlerà e quali sono i problemi urgenti da risolvere

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È in programma un vertice a Casteldebole tra la dirigenza del Bologna e Domenico Tedesco. Ecco tutti i dettagli

Secondo Il Resto del Carlino, a Casteldebole è tempo di confronti diretti. Sfruttando la giornata di riposo concessa ai giocatori, la dirigenza del Bologna ha in programma un summit approfondito con l’allenatore Domenico Tedesco. Nessun rischio esonero all’orizzonte per la guida tecnica, ma emerge la forte urgenza di analizzare un avvio di stagione decisamente al di sotto delle aspettative. Il bilancio recita un misero bottino di un punto in quattro match e un eccessivo nervosismo generale, testimoniato dai cartellini rossi rimediati da Tarozzi e dallo stesso allenatore. Nelle prossime ore, il club ufficializzerà il ricorso nella speranza di poter riavere il mister a bordo campo per la fondamentale sfida contro il Torino.


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I malumori interni e il vuoto del Maradona

L’ambiente rossoblù risulta appesantito anche da complesse dinamiche di spogliatoio. Spicca il dietrofront tattico di Bernardeschi, il quale, rinnegando mesi di sperimentazioni estive nel ruolo di mezzala, ha chiesto espressamente di tornare a galoppare in fascia, scombinando i piani tattici. Si aggiunge poi la spigolosa questione Skorupski, esplosa poco prima della trasferta contro il Napoli. Proprio la severa lezione subita allo stadio Maradona ha certificato un allarmante regresso tecnico e mentale, smentendo di fatto l’ottimismo che l’allenatore aveva manifestato alla vigilia: “Stiamo giocando bene, non vedo preoccupazioni se non di classifica e punti”. In terra campana, al contrario, la squadra è apparsa totalmente spenta e rinunciataria.

Il rebus del centrocampo e le parole di Di Vaio

La gara casalinga contro i granata assume già i contorni di un crocevia vitale per ritrovare serenità. I dubbi più grandi si concentrano sulla mediana. Rispondendo alle critiche su un presunto impoverimento tecnico della rosa al termine del mercato, il direttore sportivo Marco Di Vaio aveva difeso le mosse societarie: “Non sono d’accordo, è stata mantenuta un’ossatura e in mediana abbiamo due giocatori che hanno fatto il mondiale”.

Eppure, il campo racconta dinamiche differenti. La convivenza dal primo minuto tra Ferguson e Moro resta un miraggio. Lo scozzese, costretto a compiti di estrema copertura, appare fuori posizione e meno brillante, mentre il croato (trattenuto in estate respingendo una maxi offerta dall’Al Jazira) stenta a trovare spazio tra i titolari inamovibili. Anche l’inserimento di Pobega non ha finora garantito l’impatto auspicato. Il paradosso di un Bologna che in estate promuoveva il rinnovamento giovanile ma che oggi schiera formazioni dall’età media molto alta impone una riflessione immediata: società e tecnico sono chiamati a tracciare una rotta condivisa per invertire la marcia.

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