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·24 maggio 2026

Bologna-Inter, top e flop: Rowe elettrico, Bernardeschi spietato. Castro non sa più segnare

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Gol e spettacolo al Dall’Ara: il Bologna di Italiano chiude la stagione con un pareggio. I top e i flop di serata

Bologna e Inter salutano la stagione con un pareggio ricco di sorprese e improvvisi ribaltamente di fronte. Il pressing alto dei rossoblù manda inizialmente in tilt i campioni d’Italia, visibilmente in affanno, consentendogli di volare sul 3-1. La reazione d’orgoglio della formazione di Chivu, rimpolpata dalla freschezza dei giovani, stampa il punteggio sul 3-3. I rossoblù chiudono la stagione con due vittorie e un pareggio e la certezza dell’ottavo posto. Andiamo a vedere, come di consueto, i top e i flop di serata.


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Bologna: Rowe imprendibile, Berna cinico. Lucumí solido

L’uomo del momento in casa Bologna si conferma anche nell’ultimo turno di campionato, inutile ai fini della classifica. La nota lieta degli ultimi mesi è sicuramente l’exploit di Jonathan Rowe: quando si accende l’ex Marsiglia si infiamma il Dall’Ara e si sveglia la squadra. Bisseck soffre maledettamente le sgroppate del numero 11. Dal suo lato arrivano i pericoli principali per i campioni d’Italia. La stagione dei rossoblù termina con un’evidenza: se si vuole pensare in grande e superare i propri limiti, bisogna ripartire dal classe 2003 inglese. Imprendibile.

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Bologna: Rowe imprendibile, Berna cinico. Lucumí solido. Bologna Sport News (Foto di Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)

I mugugni al suo arrivo sotto i Portici li ricordiamo tutti, eppure nove mesi dopo siamo ancora qui a celebrare l’ennesima grande prova di Federico Bernardeschi. L’ex Juve ha ascoltato in silenzio e tramutato i dubbi in applausi con la freddezza di chi conosce il peso di indossare un numero così altisonante in una città che ha avuto il privilegio di ammirare le gesta di Baggio e Signori. Ieri arriva anche il nono gol della sua eccellente stagione, mettendo in mostra una dote spesso non riconosciutagli: il cinismo. Risorsa.

A prescindere da quello che sarà il suo futuro, ormai quasi tracciato, Lucumí resta un pezzo di storia recente del Bologna. La sua (probabile) ultima partita davanti i propri i tifosi è un inno al calcio. Fa la voce grossa lontano dall’area di rigore, intercettando d’anticipo le trame nerazzurre, fallendo un solo intervento in avvio su Esposito. Provvidenziale anche in fase di uscita dal pressing: essenziali le sue verticalizzazioni per superare la prima aggressione dell’Inter. Trovare un giocatore del suo livello sarà uno dei crocevia del futuro del Bologna. Totem.

Castro: altro disastro. L’argentino in crisi profonda

La celebre legge di Murphy (se qualcosa può andar male, lo farà) sembra schernire da mesi Santiago Castro. L’argentino è sempre disponibile e lavora per la squadra, ma la crisi del gol è ormai preoccupante, tanto che la suddetta legge sembra averlo avvolto completamente, portandolo in un tunnel piuttosto pericoloso. Ieri ha due occasioni colossali per sbloccarsi e ritrovare un gol, assente da mesi, ma le cestina entrambe in maniera clamorosa. Allargando il discorso al suo periodo sotto i Portici, c’è un dato che ormai va preso in considerazione: 105 partite giocate, appena 22 reti segnate, numeri emblematici e che onestamente non rispecchiano la valutazione economica che viene fatta del giocatore. Crisi.

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