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·5 gennaio 2026

Bologna, la sconfitta con l’Inter induce riflessioni: cosa manca ai rossoblu

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Il Bologna non riesce più a vincere: la squadra rossoblu deve però ora rialzarsi con un chiaro obiettivo ben in mente nel tour de force

Dopo un dicembre spoglio e la vittoria che manca in campionato dal 22 novembre scorso il Bologna si arrende alla furiosa Inter. Accade al “Meazza” dove gli uomini di Chivu (allenatore sottovalutato dai più per la corsa allo scudetto) hanno surclassato (nel gioco e nelle idee) quelli di Italiano.


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Infatti, non sono bastati i miracoli di Ravaglia a tenere a galla la truppa rossoblù in quanto i campioni nerazzurri si sono fatti valere in ogni reparto, anche per dimenticare l’eliminazione nella Supercoppa italiana alla vigilia di Natale. Il fraseggio dei nerazzurri è stato praticamente perfetto e se qualcuno afferma che l’Inter di ieri ha giocato la miglior partita della stagione non è distante, ma tuttavia sul piano del risultato (3-1) poteva far meglio rispetto alle occasioni prodotte. E qui darei merito ai rossoblù per avere contenuto i danni.

Italiano recita il mea culpa: cosa manca al Bologna

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Italiano recita il mea culpa: cosa manca al Bologna (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Zielinski, Lautaro e Thuram hanno confezionato la vittoria, poi Castro su suggerimento di Lykogiannīs ha reso la sconfitta meno amara. Consolazione da poco, si dirà, ma il ‘delantero’ argentino ha fatto quel che doveva fare, cacciarla dentro, visto il suo personale digiuno in campionato da oltre due mesi (ovvero dalla doppietta a Parma del 2 novembre scorso).

D’altronde è quello che chiede insistentemente l’allenatore dei Felsinei, maggiore concretizzazione in avanti. La rete di Castro non risolve i problemi di Italiano e del Bologna, ma in attesa di ritrovare il miglior Immobile fa intravedere uno spiraglio. Basta una scintilla e si può tornare in pista a cominciare dalla sfida contro gli Orobici che sono lì alle spalle dei Felsinei, ad un solo punto.

Non a caso la scintilla che cerca l’allenatore l’ha individuata nel reparto avanzato: “Nel momento in cui torneremo ad avere qualità davanti, sono convinto che torneremo a far vedere le nostre qualità sia a livello di gioco che individuale”. Condivisibile, ma quando si parla della sconfitta con i nerazzurri tiene a sottolineare che si vince e si perde tutti, compreso l’allenatore.

Non si nasconde dietro un dito l’allenatore siciliano, anzi recita il mea culpa indicando l’unica via di uscita: “Mettere mano all’assetto sia dal punto di vista tattico sia nelle scelte delle formazioni”. Evidentemente qualche scelta operata non l’ha soddisfatto e lui per primo si sente in debito per quanto si è visto nel tempio del calcio italiano.

Bernardeschi e Freuler: assenze che pesano

Allo stesso tempo non si può biasimare Italiano quando afferma che il suo Bologna non può essere sparito nell’arco di 20 giorni, quando è uscito dallo Stadio Balaídos di Vigo con una convincente vittoria: ricordarsi la doppietta di Bernardeschi, oggi assente per infortunio e luce della miglior squadra vista nell’ultimo periodo. Bernardeschi manca a questo Bologna come è mancato Freuler.

La sua esperienza e le sue geometrie avrebbero fatto la differenza? Con il senno di poi dico sì, ma allo stesso tempo sono consapevole che Moro e Pobega (peraltro titolari con il Celta de Vigo e ben supportati da un infaticabile Fabbian) hanno fornito fin qui un buon contributo, a volte eccellente, come a Vigo, ma ho la netta sensazione che la cosiddetta fragilità difensiva non sia solo figlia di un evidente calo di rendimento di qualche giocatore, vedasi Lucumi (complice anche un fastidio al tendine d’Achille) ma anche della mancanza di un adeguato supporto del centrocampo.

Aggiungo, mio malgrado, che Ferguson non riesce più ad incidere come un tempo, prima dell’infortunio occorso al ginocchio. A questa squadra manca anche il miglior Capitano.

Bologna, che tour de force: che sfide tra Serie A ed Europa League

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Bologna, che tour de force: che sfide tra Serie A ed Europa League (Ansa Foto) – BolognaSportnews

Bisogna essere preoccupati? A mio avviso la preoccupazione deve tenere alta l’attenzione e credo che lo stesso Italiano ne sia consapevole. Al tempo stesso la preoccupazione è soggetta alle aspettative e qui si apre un discorso più ampio. La quinta sconfitta in campionato (di cui tre negli ultimi 35 giorni in cui sono arrivati solo due punti con Lazio e Sassuolo) di per sé preoccupa se vogliamo vedere una squadra aggrappata alla zona Europa, ma la filosofia dello sport insegna altro: si vince e si perde, al netto delle variabili. Bisogna accettare gli eventi senza farne drammi.

Siamo già nel bel mezzo del tour de force. Dopo l’Inter spazio all’Atalanta rivitalizzata dall’ex Cagliari e Fiorentina Palladino (di scena al “Dall’Ara” già questo mercoledì). Fin troppo facile dire che ci si aspetta il riscatto. Eppoi un altro brutto cliente, il Como, già avanti di 4 punti rispetto al Bologna.

E ancora le “abbordabili” (pur sempre affamate di punti volti alla salvezza) e qui i rossoblù devono far valere la superiorità contro Verona, Fiorentina e Genoa. Senza dimenticare gli impegni in Europa League con il Celtic giochiamo il 22 gennaio e con il Maccabi di Tel Aviv il 29. Quest’ultima, per questioni legate al confitto fra Israele e Palestina, si disputerà in Serbia alla TSC Arena di Bačka Topola.

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