Bologna-Lazio, top e flop: Bernardeschi dà la scossa, Piccoli volenteroso. Dovbyk in ritardo | OneFootball

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·25 agosto 2026

Bologna-Lazio, top e flop: Bernardeschi dà la scossa, Piccoli volenteroso. Dovbyk in ritardo

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Esordio amaro in campionato per il nuovo Bologna di Domenico Tedesco. I top e i flop di serata

Il Bologna saluta la nuova stagione con una sconfitta che spinge a fare delle valutazioni. La Lazio, ben messa in campo da Gattuso, soffre la pressione rossoblù solamente in alcuni frangenti, meritando di vincere. Gli uomini di Tedesco appaiono ancora fuori condizione e a risentirne è una manovra poco fluida.


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I cambi sparigliano un minimo le carte e mettono maggiormente in apprensione la difesa dei biancocelesti. Tuttavia non bastano per cambiare l’esito del match.

Bernardeschi e Piccoli ci provano, ma senza successo

Dopo due mesi di preparazione in cui si è lavorato sui nuovi compiti per Bernardeschi come mezzala, Tedesco ha optato per Odgaard, relegando il numero dieci in panchina e utilizzandolo come esterno: una gestione sicuramente rivedibile, ma che non ha scalfito la percezione sul valore del giocatore. Quando entra, è come se una folata improvvisa attraversasse la partita, ne spezzasse l’inerzia e restituisse alla squadra la possibilità di cambiarne il destino. Solamente il palo e un controllo sbagliato di Dovbyk negano al numero dieci di cambiare realmente il corso del match. Fondamentale.

Il suo arrivo sotto i Portici è stato accolto da un certo scetticismo, figlio di un’ultima stagione tutt’altro che esaltante e una carriera con pochissimi acuti, tuttavia Roberto Piccoli risponde con un buona prestazione sul piano dell’atteggiamento. L’ex Fiorentina lotta su ogni pallone e mette in scena un interessante duello fisico con Doekhi. Propositivo.

El Azzouzi troppo timido e in difficoltà. Dovbyk in ritardo

Si alza il sipario e Tedesco stupisce subito con un coup de théâtre: El Azzouzi regista davanti la difesa. A metà spettacolo però viene voglia di alzarsi e chiedere il prezzo del biglietto. Troppo timido e compassato nel primo tempo, addirittura dannoso nel secondo. Inadatto.

Chiamato a tornare nella sua versione, che lo ha visto esplodere come Pichichi della Liga, Artem Dovbyk non risponde al telefono, complice anche una condizione fisica non ottimale. Nonostante ciò, ha anche l’occasione per riscrivere la storia del match, ma la cestina con uno stop disastroso. In ritardo.

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