Bologna, ora è solo tempo di correre e lottare: mai più atteggiamenti come quello contro la Fiorentina | OneFootball

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Zerocinquantuno

·20 gennaio 2026

Bologna, ora è solo tempo di correre e lottare: mai più atteggiamenti come quello contro la Fiorentina

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Il Bologna, oggi, non è da Europa. Su questo dovremmo essere tutti d’accordo. La merita ad esempio il Como, il cui percorso ricorda tanto la cavalcata Champions dei rossoblù con Thiago Motta, ma con la differenza che i lariani hanno riversato sul mercato una cifra esorbitante, mentre Joey Saputo si è affidato alle brillanti intuizioni di Giovanni Sartori e Marco Di Vaio. Il che non vuol dire non spendere, ma in prevalenza reinvestire il ricavato delle cessioni dei pezzi pregiati e scovare nuovi talenti in giro per il mondo.


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Per provare a riacciuffare il treno delle prime sei, in attesa di capire se pure il settimo posto (e magari l’ottavo) varrà qualcosa, i felsinei devono per forza infilare qualche vittoria di fila e in generale limitare al minimo le sconfitte. In parole povere: correre, correre e correre. Anche Sinisa Mihajlovic, quando sostituì Pippo Inzaghi alla guida di un Bologna che sembrava spacciato, per compiere il miracolo salvezza sfoderò un ruolino di marcia da stropicciarsi gli occhi. Oggi la squadra appare in enorme difficoltà (6 punti nelle ultime 9 gare di campionato, con 4 sconfitte nei 5 match al Dall’Ara, 9 gol fatti e ben 16 subiti), ma nel calcio le cose possono cambiare rapidamente: c’è un intero girone di ritorno a disposizione.

Per quanto riguarda il mercato, non comprendiamo a pieno la cessione di Giovanni Fabbian, specie dopo che domenica in conferenza stampa Vincenzo Italiano aveva auspicato la permanenza del numero 80 sotto le Due Torri, ma non ci addentriamo in un discorso che non ci compete. Vale anche per Simon Sohm: sbagliato etichettare addirittura come ‘mediocre’ un giocatore senza conoscerlo bene. Se poi, in attesa che il mister trovi (si spera) la soluzione ai problemi che affliggono il BFC, arrivasse un centravanti con il gol nel sangue, non sarebbe affatto male.

In ogni caso ci preme mettere in chiaro una cosa: il Bologna (che comunque è ancora in corsa sia in Europa League che in Coppa Italia) non deve per forza centrare un piazzamento europeo, la Serie A checché se ne dica resta un campionato difficile e non è affatto scontato concludere ogni stagione con una festa di piazza. Visti i valori in campo, un settimo-ottavo posto non sarebbe da disdegnare, a patto che si lotti fino alla fine e non si ripetano più atteggiamenti come quello visto contro la Fiorentina.

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