Bologna, Palladino è il nuovo allenatore: contratto fino al 2029 e idee chiare per il rilancio. Sistema di gioco e calciatori valorizzati: chi sale e chi scende | OneFootball

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·16 settembre 2026

Bologna, Palladino è il nuovo allenatore: contratto fino al 2029 e idee chiare per il rilancio. Sistema di gioco e calciatori valorizzati: chi sale e chi scende

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Dopo l’esonero di Tedesco, il club rossoblù riparte dall’ex tecnico di Fiorentina e Monza: il nuovo Bologna punta su un calcio più offensivo

Il ribaltone in casa Bologna è diventato ufficiale: Raffaele Palladino è il nuovo allenatore della prima squadra. Dopo la separazione con Domenico Tedesco, arrivata dopo un avvio di campionato negativo con appena un punto conquistato nelle prime quattro giornate, la società rossoblù ha deciso di affidare la panchina all’ex tecnico di Fiorentina e Monza.

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Il club emiliano ha formalizzato rapidamente l’accordo con il nuovo allenatore, pronto a iniziare una nuova fase del progetto tecnico.

Bologna, il comunicato ufficiale su Tedesco e Palladino

Il Bologna ha annunciato la scelta attraverso una nota ufficiale: «Il Bologna Fc 1909 comunica di avere sollevato dall’incarico di allenatore della Prima squadra Domenico Tedesco, cui va un sentito ringraziamento per il lavoro svolto con professionalità e competenza. A lui e ai suoi collaboratori il Club augura le migliori fortune professionali. La guida tecnica della squadra è affidata a Raffaele Palladino, che ha sottoscritto un contratto fino al 30 giugno 2029, e che oggi dirigerà il primo allenamento alle 16 al centro tecnico».

La firma è arrivata dopo la risoluzione del contratto che ancora legava Palladino all’Atalanta. L’allenatore ha quindi sottoscritto un accordo triennale con il Bologna e guiderà immediatamente il primo allenamento della squadra.

Bologna, il 4-2-3-1 e il rilancio delle ali: le idee di Palladino

Uno dei primi obiettivi del nuovo tecnico sarà quello di restituire identità e incisività offensiva alla squadra. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Palladino avrebbe già individuato nel 4-2-3-1 uno dei sistemi più adatti alle caratteristiche dell’attuale rosa del Bologna.

Il modulo potrebbe infatti permettere di valorizzare maggiormente gli esterni offensivi presenti in organico, elementi come Orsolini, Cambiaghi, Mbangula e Bernardeschi, che nelle ultime settimane hanno avuto meno possibilità di esprimere le proprie qualità nella metà campo offensiva.

La priorità del nuovo allenatore sarà quindi quella di riportare i giocatori nei ruoli più congeniali, aumentando la pericolosità negli ultimi metri e restituendo maggiore libertà agli uomini di qualità. In questo scenario, Bernardeschi potrebbe diventare uno dei riferimenti principali del nuovo progetto tecnico, alternandosi tra la posizione di esterno e quella di trequartista alle spalle della punta.

Palladino arriva con l’idea di costruire un Bologna più aggressivo e verticale, capace di sfruttare meglio le caratteristiche dei propri attaccanti e delle proprie ali. L’obiettivo sarà recuperare quella spinta offensiva che negli ultimi mesi è sembrata meno evidente, senza rinunciare all’equilibrio tattico.

Anche perché il tecnico campano ha già dimostrato in carriera di non essere legato a un solo sistema di gioco: alla Fiorentina ha alternato il 3-4-2-1 al 4-2-3-1, modificando l’assetto in base alle caratteristiche dei calciatori a disposizione. Una flessibilità che potrebbe diventare un elemento importante anche nella sua nuova esperienza sulla panchina rossoblù.

Palladino e la flessibilità tattica: difesa a quattro o linea a tre?

Una delle caratteristiche principali del tecnico campano è la capacità di adattare il sistema di gioco ai giocatori a disposizione. Durante l’esperienza alla Fiorentina, Palladino ha alternato diversi moduli, passando dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1, fino ad altre soluzioni come il 3-5-2.

Il nuovo Bologna potrebbe quindi non avere un sistema rigido, ma una struttura più dinamica in base alle caratteristiche della rosa.

Per la sfida contro il Torino, però, il tempo per sperimentare sarà limitato. I cambiamenti più profondi arriveranno probabilmente durante la sosta per le nazionali.

Anche la difesa potrebbe essere uno dei reparti da valutare: la linea a tre rappresenta una possibile alternativa grazie alla presenza di giocatori come Helland, Heggem, Theate, Vitik e Casale.

Il compito principale di Palladino sarà però quello di ridare entusiasmo al reparto offensivo. Il Bologna dovrà ritrovare velocità nella manovra e maggiore presenza negli ultimi metri, riportando protagonisti gli esterni offensivi che negli ultimi mesi hanno faticato a incidere.

Il nuovo corso rossoblù riparte dunque da un allenatore giovane, con idee moderne e una forte attenzione alla valorizzazione dei singoli.

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