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·9 gennaio 2026

Bologna, quattro competizioni e rosa corta: ricetta di un crollo verticale

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Il Bologna non sa più vincere: ora è crisi. Le possibili cause di questo crollo. Il mercato potrebbe aiutare. Il commento nel nostro editoriale

Dopo la perentoria sconfitta di San Siro contro l’Inter di Chivu, un’altra partita (contro l’Atalanta) scivola via senza lasciare traccia. E se è vero che due indizi fanno una prova ora di tracce del vero Bologna ce ne sono veramente poche e per giunta sbiadite. Nessuna esagerazione sia chiaro, di tempo per recuperare ce n’è ancora tanto, ma è opportuno fare delle valutazioni a tutto tondo sul momento di impasse che stanno vivendo i felsinei.


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Bologna: serve più qualità. Giocare ogni tre giorni ha evidenziato questo aspetto. E il mercato…

In questo quadro la stanchezza e gli infortuni pesano però meno di quanto si possa pensare. Sicuramente hanno avuto una rilevanza, tuttavia nascondere la polvere sotto al tappeto non aiuta ad analizzare lucidamente la situazione. A questo proposito, la scarsa lucidità e freddezza sotto porta potrebbero essere figlie di un aspetto, che andrò a snocciolare.

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Bologna: serve più qualità. Giocare ogni tre giorni ha evidenziato questo aspetto. E il mercato…Bologna Sport News (Foto di Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)

La stagione esaltante scorsa, conclusa con uno storico trionfo in Coppa Italia, ha fornito ai rossoblù la meritata opportunità di disputare ben quattro competizioni. Tuttavia al giro di boa è possibile tirare le prime somme ed evidenziare come forse sia stato sottovalutato quanto questo privilegio sia al tempo stesso dispendioso su più livelli. Motivo per cui Italiano avrebbe avuto bisogno di una rosa lunga, non soltanto a livello numerico, ma anche a livello qualitativo. E oggi, di qualità, a dirla tutta, se ne vede poca, in particolar modo nelle seconde linee.

L’infortunio di Freuler e le condizioni di Ferguson hanno costretto agli straordinari Moro, per distacco uno dei migliori dell’ultimo periodo, e Pobega. Quest’ultimo, gregario nella stagione scorsa, nel giro di pochi mesi è stato utilizzato con sorprendente assuidità e il che la dice lunga… Questo spinge perciò a fare delle valutazioni anche sul mercato. Il centrocampista è stato inseguito a lungo in estate; alla fine è arrivato Sulemana, a cui però Italiano ha riservato pochi scampoli di partita. Perciò per lunghi tratti di stagione il tecnico è stato costretto a “spremere” alcuni interpreti, visti i pochi a disposizione. Normale dunque che poi le consuete rotazioni hanno portato a galla alcuni difetti strutturali della rosa.

Ora, seppur io abbia portato in analisi il centrocampo, il discorso è applicabile anche ad altri reparti. Per esempio: la crisi di Orsolini è figlia anche di una stanchezza e di un calo fisiologico, ma chi può farne in questo momento le veci manentenendo lo stesso livello, considerando anche l’infortunio di Bernardeschi? Onestamente? Nessuno.

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Bologna: serve più qualità. Giocare ogni tre giorni ha evidenziato questo aspetto. E il mercato…Bologna Sport News (Foto di Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)

A mio modo di vedere avere la rosa lunga è un concetto che deve inglobare anche l’idea di qualità, ovvero la possibilità di poter cambiare gli interpreti senza abbassare eccessivamente il livello e in questo momento il Bologna questa scelta obiettivamente non ce l’ha, a differenza di Inter e Atalanta per citare le ultime due avversarie. Sicuramente lo scarso apporto del mercato estivo, eccezion fatta per Heggem (anche lui spremuto a livello fisico e inevitabilmente poco lucido) e Bernardeschi, incide particolarmente. Anche perché tornando a un concetto sempre attuale, vendere per poi ricomprare non sempre è garanzia di qualità e la cessione di Ndoye è stata emblematica in questo senso. Se si vuole tornare in Europa serve ben altro e lo sappiamo tutti benissimo, avversarie comprese…

Il mercato invernale può aiutare, però…

Il mercato invernale arriva dunque a puntino per cercare di risollevare una situazione complicata, ma non compromessa. Nel brusio di queste settimane sono diversi i calciatori accostati al Bologna, così come quelli dati in partenza. L’auspicio però è che si possa mantenere il blocco di giocatori ora in rosa e aggiungere ingredienti di qualità da portare a chef Italiano per consentirgli di tornare a cucinare piatti prelibati. In primis un difensore, ma anche un centrocampista in grado di verticalizzare e velocizzare la manovra oltre a un vice Odgaard.

Il mercato sicuramente può aiutare ma non può risanare da solo una situazione. Occorre ritrovare smalto, qualità e lucidità nelle due aree, a cominciare da sabato pomeriggio contro il Como, a questo punto il primo vero crocevia della stagione. Tutto l’ambiente al contempo deve fare quadrato per aiutare i rossoblù a risalire la china e scrivere altre pagine indelebili di storia.

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