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·13 marzo 2026

Bologna-Roma 1-1: il Tosco l’ha vista così…

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Tempo di Lettura: 3 minuti

Il Bologna ha affrontato col giusto piglio questo ottavo di finale di Europa League, e la cosa fa ancora più arrabbiare se si pensa ad una stagione piena di occasioni sprecate, di vantaggi dilapidati e di partite affrontate col piglio sbagliato. Italiano a fine gara era felice e rammaricato allo stesso tempo: difficile dargli torto, ma i suoi calciatori quest’anno non gli sono stati tanto amici…


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Il campionato cacciato pressoché nel rusco per quelle maledette sconfitte casalinghe contro squadre decisamente alla portata (per usare un eufemismo) ha fatto diventare l’Europa League l’ultimo appiglio a cui aggrapparsi per non far diventare questa stagione del tutto deludente.

Deludente proprio perché l’organico messo a disposizione del mister era tale da pensare di poter lottare davvero per un posto nelle prossime coppe europee: a parte Inter e Milan, tutte le altre squadre (Roma compresa) hanno avuto alti e bassi per problemi di infortuni che ne hanno minato la concretezza. Ma purtroppo il Bologna non è risuscito a rimanere in scia.

La partita di ieri sera è stata l’ennesima dimostrazione di un gruppo di calciatori che, per un motivo o per l’altro, si perdono in sciocchezze: colpevolizzare stavolta Joao Mario vale come quando nelle altre occasioni si è colpevolizzato Skorupski per errori grossolani, Lucumí per qualche disimpegno allegro, Cambiaghi e Pobega per dei cartellini rossi sciocchi, Orsolini per la poca lucidità sottoporta, Casale per alcuni passaggi a vuoto, Vitik per qualche preventiva sbagliata, Ferguson perché essersi fatto sverniciare da Dele-Bashiru, Holm per averla servita su un piatto d’argento agli avversari contro la Fiorentina. A turno praticamente tutti i calciatori che compongono l’organico rossoblù hanno commesso errori madornali, figli più di poca concentrazione e scarsa attitudine a stare sul pezzo.

Ieri sera la Roma aveva più di qualche problema: non è facile rinunciare nella stessa partita a calciatori del calibro di Koné, Soulé e Dybala. Infatti la manovra dei giallorossi è apparsa scollegata: dietro a Malen nessuno riusciva a costruire qualcosa di interessante e/o di costante.

I meriti del Bologna sono stati proprio quelli di evidenziare le difficoltà nello sviluppo della manovra dei giocatori di Gasperini: bene il centrocampo, sempre pronto alla pressione e a ripartire (con un Ferguson finalmente positivo); Castro, maltrattato a dismisura da Ndicka, ha comunque permesso la risalita del campo con una certa frequenza insieme agli esterni, bravi a far abbassare la linea difensiva giallorossa; qualche sbavatura invece dei terzini, ma ben controllate in seconda battuta dalla coppia di centrali, autori di una prova convincente.

‘Gasp’ nella ripresa, mentre la partita gli stava scappando via, ha deciso di intervenire sparigliando gli equilibri, abbassando Cristante in mediana e inserendo Pellegrini sulla trequarti, permettendo così alla Roma di avere più fisicità in mediana e più qualità sulla trequarti.

Di contro, invece, Italiano, ha avuto fino a quel momento risposte positive: il BFC, tenendo in mano la gara, era andato con merito in vantaggio grazie ad un colpo balistico di Bernardeschi (che evidentemente ha bisogno dell’Europa per trovare stimoli, in campionato anche lui insomma…), servito da una magia prolungata di Rowe, che ha addomesticato un pallone all’apparenza impossibile prima da trattenere, poi da difendere e infine da trasferire col giusto tempismo al numero 10 rossoblù.

Assurdo che un gruppo con così tanta qualità (in panchina Orsolini, Cambiaghi, Dominguez e Odgaard, solo per citare la profondità della rosa) abbia lasciato sul campo di casa sette sconfitte in campionato, la qualificazione alle semifinali di Coppa Italia contro una Lazio in difficoltà e, sperando nel contrario, una qualificazione ai quarti di Europa League: forse, con un filino di attenzione in più (e mi limito al filino perché sono incazzato come un puma con questi calciatori), la stagione sarebbe stata ancora aperta in tutte le competizioni.

Tuttavia, la speranza di passare il turno in Europa League possiamo trovarla nelle parole al termine della gara di mister Gasperini: il tecnico dei giallorossi ha evidenziato come il Dall’Ara ieri sia stato un fattore (manco fosse il Marakana di Belgrado), e come al ritorno anche l’Olimpico dovrà esserlo. Richiamare la tifoseria per rendere complicato il fattore campo agli avversari è un segnale di debolezza.

Evidentemente ‘Gasp’, che non è certo uno sprovveduto, ha intravisto le potenziali possibilità di perdere la qualificazione davanti ad un Bologna che, se sta lì con la testa, non teme di certo squadre come la Roma. E la mia incazzatura, paradossalmente, si alza ancora di più.

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