Bologna, Rowe si racconta: ”Voglio battere l’Aston Villa. Ritorno in Premier? In futuro lo spero” | OneFootball

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·7 aprile 2026

Bologna, Rowe si racconta: ”Voglio battere l’Aston Villa. Ritorno in Premier? In futuro lo spero”

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È l’uomo del momento a Bologna: Jonathan Rowe si è raccontato al Corriere di Bologna, tra la casa a Webley, l’idolo di sempre e le prospettive future

Nato a Londra da genitori Giamaicani, Jonathan Rowe ha debuttato in Premier League nel 2021 con il Norwich, per poi passare al Marsiglia tre anni dopo. La sua avventura francese si conclude solo dopo una stagione e dalla scorsa estate è un giocatore del Bologna.


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Dopo una prima fase di orientamento, Rowe ha iniziato a fare le fortune dei rossoblù. Ora, con grandi giocate, assist e gol importanti, è diventato uno degli uomini chiave dello scacchiere di Italiano e ha raccontato al Corriere la sua storia.

Rowe si racconta: “È il mio miglior momento a Bologna, voglio battere l’Aston Villa”

Jonathan Rowe sta vivendo uno dei momenti migliori della sua carriera: 6 gol con il Bologna, di cui 5 arrivati in questi primi mesi del 2026.

È il miglior momento dal mio arrivo a Bologna, il migliore in carriera resta il mio ultimo anno al Norwich in Championship. Giocavo molto spesso, ho segnato tanti gol (12, ndr), anche importanti

Ma non è stato tutto così facile dal principio, Rowe ha avuto bisogno di ambientarsi:

Capire il vostro calcio non è stato immediato e l’allenatore ci ha messo un po’ più di tempo per integrarmi al meglio in squadra. Ho continuato a lavorare duro per cercare di conquistarmi spazio. Io e Italiano stiamo iniziando a capirci molto di più, il tempo favorisce la chimica e una buona relazione

Il calcio sembrava nel destino per lui, nato a due passi da Wembley:

Sapevo di voler essere un calciatore. Non so dire perché, era la mia sensazione. Ho capito presto di essere bravo a giocare: ero fisicamente pronto, veloce, atletico

E da casa si vedeva lo stadio?

Nel giardino sul retro della casa dove sono cresciuto c’era un piccolo trampolino elastico e quando ci saltavo sopra arrivavo a vedere il mitico arco che lo sovrasta. Sentivo i cori del pubblico, ci sono entrato per la per la prima volta come mascotte in una partita dell’inghilterra (febbraio 2013, 2-1 al Brasile, ndr)

Ma la vita non è facile: tra difficoltà e infortuni, Rowe è riuscito a superare le barriere e farsi forza per arrivare dov’è oggi.

Fortunatamente sono riuscito a superare diversi ostacoli, in campo e fuori: questo ha forgiato il mio carattere e la mia personalità, cercando di migliorare ogni giorno per diventare un uomo e un calciatore migliore Ho affrontato dolori a legamenti e articolazioni, l’Osgood-Schlatter colpisce il ginocchio ed è comune a molti giovani calciatori. Poi gli infortuni fanno parte del calcio, specie ora che si gioca tanto: ci sono tanti rischi, anche per il modo in cui gioco dato che subisco molti contrasti. Lavoro molto sul recupero e preparo al meglio il mio corpo per massimizzare il potenziale fisico ed essere pronto al 100% in ogni gara

L’idolo di sempre e la voglia di migliorare:

Da bambino guardavo le punte. Su tutte Fernando Torres, al Liverpool: un grande realizzatore I dettagli fanno la differenza. Chi riesce a migliorare i dettagli alza il livello. La paura di sprecare le mie qualità mi ha spinto a dare sempre il massimo ogni giorno, per non avere rimpianti nel momento in cui avrei guardato indietro alla mia carriera o alla mia vita. Credo che si veda, quando gioco. Quanto al rapporto con i compagni, ringrazio mia mamma e la mia famiglia: loro mi hanno reso la persona che sono, non ho mai avuto paura di dire la mia in partita o in spogliatoio. Ho sempre cercato di trovare un buon bilanciamento tra umiltà fuori dal campo e arroganza in campo

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Rowe si racconta: “È il mio miglior momento a Bologna, voglio battere l’Aston Villa”. BolognaSportNews (Photo by Alessandro Sabattini/Getty Images Via OneFootball)

L’Aston Villa e i sogni futuri

Rowe dà il meglio sotto pressione e spesso lo ha già dimostrato:

Alcuni gol segnati nella mia carriera lo dimostrano. Nelle grandi gare in cui serve il gol pesante o la giocata speciale cerco di essere quello che se ne incarica. Come a Roma

Per un inglese come lui, la Premier League è il sogno di una vita?

È il campionato migliore al mondo. Debuttare nel 2021 è stato un onore e mi ha fatto venire voglia di giocarci tante partite. Si aspira sempre al massimo livello. Non so quando, ma un giorno voglio tornare a giocarci

Marsiglia e il caso Rabiot:

A Marsiglia non è stato facile, c’era tanta pressione. Poi De Zerbi ha cambiato modulo e questo non mi ha aiutato. Lui era la ragione per cui avevo scelto Marsiglia, gli auguro il meglio al Tottenham. Rabiot? Non porto rancore, siamo adulti. Nella vita succede tutto per una ragione: in fondo quell’episodio mi ha portato qua

Giovedì l’Aston Villa, che sfida si attende?

Voglio vincere e passare il turno. Ho giocato spesso contro i Villans, un club di livello. Hanno un buon allenatore e grandi giocatori, come Elliott che ha giocato con me in Under 21. Non sarà facile, ma non lo sarà nemmeno per loro I tifosi ci spingeranno come sempre, in campo noi dovremo pareggiare la loro energia e dare a loro il risultato positivo che meritano. Sono tra le favorite: se riusciremo a batterli, sarà benzina preziosa per la nostra fiducia Non c’è bisogno di complicarci la vita: il calcio è un gioco semplice, dobbiamo segnare più gol di loro. E possiamo farlo

Ma nel mirino c’è anche il Mondiale:

Sì, mancano due mesi e cercherò di attirare l’attenzione del Ct il più possibile

“Bologna è una regola” cantava Luca Carboni, qual è il suo posto preferito in città?

Lo stadio. In fondo è la ragione per cui sono qui. Quando ho tempo faccio un giro intorno alla città, come in Appennino e vado a rilassarmi. E poi il cibo: mesi fa dissi che adoravo la pasta al pesto ma inizio ad apprezzare anche tortellini e lasagne

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