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·18 gennaio 2026
Bologna, un ko che fa male. La Fiorentina espugna il Dall’Ara

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·18 gennaio 2026

Quarta sconfitta nelle ultime cinque partite in casa (in campionato), per i rossoblù per perdono per 1-2 contro la Viola
Bologna, questa non ci voleva proprio. Una sconfitta che fa veramente male, dura da digerire nel momento dove stava mettendo da parte quella crisi di risultati, che aveva colpito i rossoblù tra la fine del 2025 e l’inizio del nuovo anno. Al Dall’Ara è quindi la Fiorentina a prendersi del derby dell’Appennino, in una domenica di metà gennaio, con una vittoria mai in discussione, legittimata con un primo tempo perfetto.
Formazione di Vincenzo Italiano che quindi interrompe la (mini)serie di due risultati utili consecutivi, in una sfida che sulla carta sembrava essere pienamente alla portata, perchè di fronte c’era una squadra che naviga in una situazione di classifica abbastanza delicata, nonostante abbia dato dei segnali di ripresa con l’arrivo del 2026.

Fiorentina padrona al Dall’Ara (Ansa Foto) – BolognaSportnews
Viola che ha fatto il bello (ma non il cattivo) tempo (per quello ci hanno pensato le non perfette condizioni meteorogiche), dimostrando come alla base ci siano dei valori importanti per tirarsi fuori dalla zona retrocessione. Quella europea, per il Bologna, nonostante il brutto incidente di percorso contro i toscani, rimane ancora alla portata, anche se è stata persa una ghiottissima opportunità per rimettere la nave rossoblù agganciata a quel settimo posto (complice il pari dell’Atalanta a Pisa), che significherebbe un’eventuale qualificazione in Conference League (con l’epilogo finale della Coppa Italia a fare da ago della bilancia).
Chiaro che non tutto è ancora perduto, ma la sensazione è che pensare d’iniziare a concentrare le attenzioni sulla Coppa Nazionale (e perché no anche all’Europa League), con il sogno e l’ambizione di ripetere la straordinaria impresa della scorsa primavera, potrebbe diventare un esercizio fondamentale per ritrovare gli stimoli e le motivazioni necessarie per chiudere bene la seconda stagione di Italiano nella città dei portici.
Genoa a Marassi, Milan al Dall’Ara, saranno i prossimi impegni di campionato in cui si capirà, ancor di più, che obiettivo può raggiungere il Bologna a fine stagione. E dire che il pari conquistato in riva al Lario, unita all’affermazione del Bentegodi, avevano fatto pensare come gli emiliani stavano gradualmente ritornando quel collettivo che a novembre stava iniziando a sognare in grande, cavalcando l’onda addirittura oltre una semplice qualificazione europea.
Quattro sconfitte nelle ultime cinque partite al Dall’Ara in A, un dato che spiega come il fortino sorretto in massa dal popolo bolognese, da un mese e mezzo a questa parte si sta dimostrando di facile perforazione. Fiorentina cinica e spietata nel pianificare l’impresa in terra emiliana con un primo tempo, in cui la sensazione è sembrata essere stata quella d’aver visto una delle versioni durante la sua stagione (almeno da quando è arrivato Vanoli al posto di Pioli), facendo le prove generali subito dopo un quarto d’ora con la rete (annullata però) a Ndour per fuorigioco (dopo revisione al Var).
Tre minuti dopo ecco arrivare un altro gol, quello buono però, con Madragora che si traveste da perfetto incursore nel tramutare in rete un perfetto assist dalla sinistra di Gudmundsson. Una rete che spacca in due la sfida, che mina quelle certezze che il Bologna stava gradualmente riacquisendo dopo il passaggio a vuoto vissuto nella fase centrale dell’inverno.

Il raddoppio fiorentino importante per la vittoria (Ansa Foto) – BolognaSportnews
A differenza di Verona, è una formazione, quella bolognese, che subisce la botta mentale e psicologica del gol subito dagli avversari, che ancora dimostrano d’essere gli assoluti padroni di un primo tempo che li vedrà protagonisti di una chiusura da vincenti. Il raddoppio viola, arrivato dopo un’altra revisione del Var, realizzato da Piccoli, ha certificato la resa (se non definitiva ma quasi), di un Bologna che continua a vivere sull’altalena di alti e bassi da paura.
Un primo tempo chiuso in carrozza dai toscani, per una ripresa in cui Italiano prova subito a cambiare e rimodellare il suo Bologna, con scarsi risultati. D’altra parte si era già capito dal principio che non era proprio giornata o meglio la domenica ideale per far ricantare di gioia il popolo bolognese, sulle note dell’anno che verrà del grande Lucio Dalla.
Il perfetto inserimento di Fabbian, su cross di Rowe (che ha anche colpito un palo), rimette un po’ d’incertezza alla sfida, fino al triplice fischio finale di Doveri. Finisce 1-2 un derby dell’Appennino che si portava dietro la tragedia per la morte di Rocco Commisso, che ha probabilmente dato quella spinta emotiva e morale maggiore ad una Fiorentina colpita dal dolore, ma non a livello mentale e psicologico.









































