Bonazzoli: «Mi dispiace che non siano stati confermati Lombardo, Invernizzi e Mancini! Brunori? Può essere importante se si punta davvero su di lui» – ESCLUSIVA | OneFootball

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·8 giugno 2026

Bonazzoli: «Mi dispiace che non siano stati confermati Lombardo, Invernizzi e Mancini! Brunori? Può essere importante se si punta davvero su di lui» – ESCLUSIVA

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Emiliano Bonazzoli, ex attaccante della Sampdoria, ci ha concesso un’intervista esclusiva sull’attualità dei blucerchiati e sui suoi anni a Genova

Emiliano Bonazzoli, ex attaccante della Sampdoria, ci ha concesso un’intervista esclusiva sull’attualità dei blucerchiati e sui suoi anni a Genova

La Sampdoria è reduce dall’ennesima stagione deludente. Cosa ne pensi dell’annata vissuta dai blucerchiati?


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«Sì, un’altra stagione in Serie B, purtroppo ed è terminata a metà classifica, non sono riusciti neanche ad andare ai play-off. E’ stata un pochino meglio di quella precedente, nella quale hanno rischiato di retrocedere. Anche se comunque quest’anno ha avuto dei problemi sempre legati alle ultime annate. Si stanno ripresentando e la società non riesce far uscire la squadra dalla B. E’ brutto per una squadra importante come la Sampdoria, spero che quest’anno possa arrivare la promozione».

Nonostante i meriti per la salvezza conquistata, la dirigenza ha scelto di fare a meno di Attilio Lombardo, Andrea Mancini e Giovanni Invernizzi. Qual è la tua idea su questa decisione

«Sicuramente il lavoro di Lombardo dopo l’esonero di Foti è stato un buono perché comunque ha portato la salvezza alla Sampdoria in un momento difficile. E quando si hanno tanti allenatori, come ho già detto anche l’anno scorso, non hai stabilità nelle scelte, non si dà stabilità ai giocatori, sicuramente porti delle mancanze e delle incertezze a queste. Il cambio di tecnico non è sempre negativo, io penso che sono i giocatori che vanno in campo, qui la colpa è la loro. Poi c’è anche la colpa legata al fatto di fare tutti questi cambi di guida tecnica, così non si dà continuità nelle prestazioni e di conseguenza nei risultati. Con l’addio di Lombardo Invernizzi e Mancini adesso non capisco quali siano i pensieri della società. Sicuramente si è voluto dare una svolta, un cambio nonostante il lavoro che hanno fatto, sicuramente vorranno porranno il portare altra gente. Vorranno affidarsi a gente che possa fare un lavoro migliore. Si spera che che abbiano scelto persone importanti, che riescano ad avere competenze e che riescano a portare la Sampdoria nella massima serie. Poi il motivo di queste scelte lo sanno soltanto i massimi dirigenti doriani!».

E questo non rischia di peggiorare ulteriormente l’umore della piazza?

«Sì, come ho detto prima, devo capire il pensiero di chi ha deciso questo cose. Sicuramente, da una parte, lasciar andare via allenatori e persone che sono legate all’ambiente Sampdoria, è un qualcosa che dispiace; soprattutto per chi vive ogni giorno la Sampdoria. Però penso anche dall’altra parte, non so se sia stato giusto o sbagliato, vedremo se arriveranno dei sostituti importanti o se si rimarrà nel punto in cui siamo adesso. Penso che sia stato fatto perché vogliono nuovi stimoli, gente che magari viene da fuori per portare freschezza, per portare innovazione, non lo so, ecco. Ora bisognerà resettare, ripartire da capo con persone magari che non sono state proprio all’interno per anni e che quindi magari conoscono anche delle dinamiche diverse. Sinceramente non saprei se è giusto o sbagliato. Queste comunque sono decisioni di chi comanda adesso la Sampdoria. Sicuramente vedere Lombardo, Invernizzi e Mancini non confermo, persone che hanno dato tanto e che sono molto legate alla Sampdoria, mi ha dato dispiacere».

Matteo Brunori tornerà a Palermo dopo la fine del prestito, ma si parla di un suo possibile ritorno a Genova. Credi sia l’uomo giusto per guidare l’attacco?

«E’ arrivato a gennaio e non è semplice arrivare e dimostrare al cento per cento il proprio valore. Ci vuole magari un piccolo periodo di assestamento: arrivi in una piazza importante, quindi devi dare subito tutto. Gli è mancata questa continuità sotto l’aspetto realizzativo. Se dovesse rimanere sarebbe positivo perché ora conosce meglio l’ambiente, ha la fiducia della società e fa già parte del progetto. Potrebbe alzare l’asticella, penso che possa diventare un attaccante prolifico per la Sampdoria, i suoi possono incidere per fare un buon campionato. E’ un giocatore conosciuto, un attaccante che ha fatto benissimo al Palermo. E’ stato un punto di riferimento come attaccante in una piazza importante come quella della Samp. Palermo e Genova hanno delle tifoserie importanti, sono due città importanti. Se ripartirà da un progetto nel quale si fa riferimento su di lui può dare tanto!».

In questi giorni sono emersi dei dubbi relativi al riscatto di Nicholas Pierini e Tjas Begic. La Sampdoria deve fare uno sforzo per trattenerli?

«Dipenderà tutto dalla possibilità di fare mercato anche in base ai debiti, sicuramente sono due giocatori importanti e che hanno fatto bene. Se c’è la possibilità di riscattarli la Sampdoria penso che lo farà! Dipende poi quanto bisogna sborsare, se c’è la possibilità di farlo e comunque non avere dei buchi negli altri reparti. C’è da valutare la spesa, il mercato in entrata e quello in uscita, far bilanciare i conti per poi arrivare a fare questi due importanti acquisti».

Qual è il tuo ricordo più bello degli anni vissuti con la maglia del Doria?

«Su tutti il primo gol a Marassi, ma penso anche alle partite nella vecchia Coppa UEFA. Ho davvero tanti bei ricordi con i miei compagni, Era bellissimo segnare, andare sotto alla curva e guardare i tifosi: mi vengono i brividi a ripensarci. Questi ricordi sono i più belli che mi vengono in mente in questo momento».

Quanto incidono i tifosi della Sampdoria secondo la tua esperienza?

«I tifosi della Samp, con la Sud sempre piena, si sente sempre, cantano per tutta la partita. E’ una tifoseria attaccatissima alla squadra e alla maglia. Sentire quei tifosi che ti incitano dall’inizio alla fine, secondo me è una spinta in più per un giocatore. Ci sono calciatori che soffrono la piazza Sampdoria e magari hanno un po’ di timore ad avere la palla tra i piedi. Però, secondo me è un fattore positivo avere dalla tua parte una tifoseria così. Bisogna capire, essere bravi a portarsi la gente dalla propria parte vincendo, facendo grandi prestazioni. Se fai delle prestazioni importanti e dai il cento per cento sicuramente loro ti daranno il loro cento per cento in modo positivo».

In questi giorni la Nazionale sta affrontando delle amichevoli e il CT Silvio Baldini ha puntato quasi interamente con il blocco dell’U21. Che ne pensi della sua scelta? Solo una provocazione o è qualcosa di più?

«Condivido la scelta del mister! Baldini l’ho avuto a Brescia tantissimi anni fa, è uno che va anche abbastanza controcorrente, non gli frega niente di chi parla in modo negativo, va avanti con la sua testa. Ora sarà importante capire chi sarà il giovane che, in tempi brevi o comunque medi, che si può portare definitivamente in Nazionale Maggiore. Penso abbia fatto così per mettere questi ragazzi su un palco scenico più importante rispetto all’Under 21. Vorrà vedere chi è già pronto e chi meno, ha fatto bene. Ha permesso ai ragazzi dell’Under 21 di giocare contro gente già adulta, non è come giocare contro i propri coetanei. Ha fatto bene ad iniziare a buttarli, farli giocare con quelli grandi, contro quelli che hanno già esperienza in campo internazionale.

Pio Esposito penso che adesso come adesso sia un giocatore giovane, sta giocando con abbastanza continuità nell’Inter, anche dati i vari piccoli infortuni di Lautaro e Thuram. Gioca in un club importantissimo e ha dei giocatori fortissimi da cui imparare. In prospettiva potrebbe essere il nostro attaccante per la Nazionale. Sicuramente deve fare esperienza, deve maturare ancora, però restando sempre a questi grandi livelli e con umiltà possa farcela. Si vede che ne ha tanta, che vuole migliorare, quindi penso che possa essere, date queste caratteristiche, l’attaccante del futuro dell’Italia».

Si ringrazia Emiliano Bonazzoli per la gentilezza e disponibilità in questa intervista con la nostra redazione

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