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·22 aprile 2026
Boni: «In Italia bisogna resettare tutto e togliere potere ai procuratori. CT? Il nome giusto è solo uno, no a Conte» – ESCLUSIVA PODCAST

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Loris Boni, ex centrocampista di Sampdoria e Roma, è intervenuto in esclusiva a Calcionews24 per analizzare il difficile momento del calcio italiano e non solo. Queste le sue dichiarazioni in merito
Buongiorno Loris. Con lei vorrei cominciare analizzando quello che è un difficile momento per il calcio italiano dopo la terza mancata qualificazione al Mondiale. Lei che fu acquistato a 19 anni dalla Sampdoria può dirci cosa ci sia di diverso rispetto ai suoi tempi e quali sono le soluzioni per riportare l’Italia ai Mondiali?
«Sicuramente la delusione per la mancata qualificazione al Mondiale è grande. Ma è chiaro che i problemi si sono accumulati già da 20 anni ed essendo arrivati alla terza mancata qualificazione consecutiva dovremmo ora resettare tutto e cercare di cambiare certe regole che ci penalizzano in maniera gravissima, soprattutto per quanto concerne l’utilizzo di troppi stranieri in Italia. Ci sono squadre che scendono in campo con 11 giocatori e sono tutti e 11 stranieri. Questa mi sembra veramente una roba assurda e ridicola. Certamente però questo non è l’unico problema perchè poi bisognerebbe dare modo ai nostri giovani di potersi affacciare nei campionati senza magari avere la pretesa di vederli crescere immediatamente. Bisogna avere la pazienza e la speranza che qualcosa di buono possa davvero esserci. Infine sarebbe da fare una riflessione anche su certi tipi di allenatori che magari prediligono molto la tattica a discapito della tecnica. In Italia non si vede più un dribbling, vediamo solo un tatticismo esagerato. Queste cose erano già evidenti anni fa e penso che adesso bisognerebbe solo avere il coraggio di cambiare tutto».
Nella formazione del calciatore giovane quale aspetto andrebbe a ripescare rispetto ai suoi tempi? Crede veramente che non ci siano più talenti in Italia?
«Io credo che fino ai 12-13 anni i giocatori andrebbero lasciati liberi di giocare, di pensare e di poter ragionare con le proprie capacità. Invece io vedo che ai nostri giovani, già a quell’età, gli viene insegnata la tattica a discapito della tecnica. E poi soprattutto l’avvento dei procuratori che secondo me penalizzano molto la crescita di certi giocatori perchè vanno avanti a promesse. Già a 12 anni si promettono delle cose che poi magari strada facendo non si avverano e questi giovani vengono poi abbandonati alla loro strada e si perdono. Andrebbero riviste queste regole: fino ai 16 anni i procuratori non dovrebbero avere la possibilità di avvicinarsi a nessun giovane».
Lei pensa che sia opportuno per l’Italia copiare qualcuno dei modelli esteri vincenti, tipo quello tedesco o quello spagnolo?
«Io penso che noi non dovremmo copiare nessuno perchè noi abbiamo sempre avuto grandi giocatori a livello tecnico e non vedo perchè non si torni a puntare molto su un certo tipo di insegnamento: i giovani giocatori devono arrivare a 16 anni sapendo fare determinati gesti tecnici che ora non si vedono più a vantaggio di uno sterile fraseggio. Come non si vedono più difensori che sanno difendere. Si bada a costruire e non a distruggere. Si pensa a fraseggiare quando si potrebbe osare. Nel nostro calcio queste cose non si vedono più ma non dobbiamo copiare gli altri. Abbiamo bisogno di tornare a fare ciò che abbiamo sempre fatto».
Entrando nello specifico e partendo dai discorsi fatti finora, chi vedrebbe come CT al posto del dimissionario Gattuso, considerando che ad oggi manca anche il presidente Federale?
«Io spero che i quadri dirigenziali lavorino per il bene del calcio e non per fare pressioni politiche o ostacoli politici… Tutte quelle mosse che servono solo per salvaguardare le loro posizioni. Io un allenatore ce l’ho nella mia testa però in questo momento sta allenando la Roma e spero resti lì. Parlo di Gasperini. Per me è l’unico allenatore adatto a guidare la Nazionale Italiana. Questo perchè è bravo con i giovani e sa insegnare calcio. Non vedo altre soluzioni o minestre riscaldate tipo Conte o Mancini. Abbiamo già visto cosa hanno fatto e cosa potrebbero fare. Ok che Mancini ha vinto l’Europeo sfruttando magari un mese favorevole ma poi anche lui ha mancato la qualificazione al Mondiale e inoltre ha lasciato la Nazionale in un modo non molto felice. Spero che si punti su qualcos’altro
Ritornando a Gasperini e analizzando l’infuocata situazione in casa Roma, lei crede che le tensioni con Ranieri possano essere appianate e che la proprietà debba fare di tutto per tenere l’ex Atalanta in panchina?
«Secondo il mio punto di vista Gasperini è l’unico allenatore venuto a Roma a insegnare calcio creando un qualcosa che ha un futuro. Può avere una crescita costante. Ricordo che quest’anno lui ha lavorato sempre con grandi difficoltà, con molti infortuni, con giocatori arrivati non pronti subito e nonostante questo ha saputo portare la Roma a certi livelli. E’ vero che non arrivare in Champions può essere una delusione però dobbiamo valutare tante altre cose. Io mi auguro che la società sistemi questa situazione che non è simpatica a nessuno».
L’altra grande squadra della sua carriera è la Sampdoria, club che sta vivendo da anni momenti complicati. Pensa che presto la situazione possa volgere al sereno per rivedere così i blucerchiati stabilmente in Serie A?
«Io francamente vedo che c’è una situazione societaria molto strana, non vedo una serietà d’intenti. Vedo solo una società che ha fatto un investimento nella speranza di portare la Sampdoria a certi livelli per poi cederla. Non ci è riuscita nell’immediato e ora la società è in difficoltà. Mi auguro che si pensi al bene della Sampdoria mettendola magari in mani più affidabili soprattutto dal punto di vista calcistico perchè la Sampdoria non merita questa situazione».
SI RINGRAZIA LORIS BONI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA









































