Bonolis ammette: «Bastoni ha simulato, ma il calcio è anche un gioco d’inganni. Gli juventini li capisco perché…» | OneFootball

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·24 febbraio 2026

Bonolis ammette: «Bastoni ha simulato, ma il calcio è anche un gioco d’inganni. Gli juventini li capisco perché…»

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Il noto conduttore TV e tifoso interista, Paolo Bonolis, interviene così sul caso Bastoni esploso dopo Inter Juventus: le sue parole

Paolo Bonolis, ospite a Viva El Futbol, è intervenuto sul discusso episodio avvenuto durante la sfida dello scorso 14 febbraio. Lo showman ha ammesso che la caduta di Alessandro Bastoni è stata una simulazione, inserendola però in un contesto di gioco fatto spesso di astuzie e inganni tattici.

Secondo Bonolis, sebbene il contatto non fosse reale, la prospettiva dell’arbitro ha indotto all’errore, ma la vera criticità risiede nel mancato intervento del VAR. Pur comprendendo l’amarezza dei sostenitori avversari, il conduttore ha sottolineato come tali episodi siano frequenti, deplorando tuttavia le reazioni rabbiose ed eccessive che scaturiscono da simili dinamiche di campo.


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PAROLE – «Alessandro ha simulato. Il calcio per me è anche un gioco d’inganni, dove si fanno le finte, le tattiche cercando di mandare l’avversario da una parte per poi approfittarne dall’altra, e vedo che in ogni partita ci stanno dieci-quindici tipi di simulazioni di tutti i tipi. Dall’inquadratura della Refcam si è visto che per quello che vedeva l’arbitro era fallo. Però c’è il VAR, che non capisco perché in alcuni momenti deve essere silente. Ma la cosa che più mi stupisce non è che il VAR è silente con l’arbitro: l’arbitro, che è quello che potrebbe intervenire, non viene messo al corrente e lo fanno vedere a me che non posso fare niente e mi incazzo. Per cui io, tornando a Inter-Juventus, li capisco i tifosi juventini, li comprendo. È inutile che lo dici a me che alimento polemiche, lo scrivo sul giornale, scrivo infiniti articoli… In effetti Alessandro ha fatto una simulazione come se ne fanno decine nel corso di una partita, ma la conseguenza genera anche fenomeni di rabbia sociale gratuiti al fronte di una situazione accaduta come tante altre che ci sono state».

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