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·8 settembre 2026

Bordeaux: i pro dei Girondins rompono il silenzio con un duro comunicato

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I giocatori dei Girondins de Bordeaux hanno diffuso un comunicato durissimo contro i propri dirigenti e le recenti decisioni prese ai danni del loro club.

Quando è troppo, è troppo. Questo martedì 8 settembre, mentre tutti gli sguardi sono puntati sulla Champions League e sull’esordio del primo club francese qualificato, un mostro sacro ha deciso di gridare il suo dolore un’ultima volta. Escluso dalle competizioni nazionali dalla DNCG, il FC Girondins de Bordeaux ha visto respinti tutti i suoi ricorsi. Dopo essersi chiusi nel silenzio negli ultimi mesi, i giocatori bordolesi hanno finalmente preso la parola.


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«Noi, giocatori professionisti dei Girondins de Bordeaux, sostenuti dall’UNFP, abbiamo mantenuto il silenzio e la speranza per molte lunghe settimane. Siamo costretti a esprimerci sulla nostra situazione, che continua a peggiorare settimana dopo settimana. Il potenziale acquirente ha rinunciato a rilevare il club. Da allora, la dirigenza ha moltiplicato i ricorsi per guadagnare tempo di fronte alla minaccia di una liquidazione giudiziaria. Il tribunale commerciale di Bordeaux ha concesso un ultimo rinvio: i Girondins non conosceranno la sentenza né questa settimana né la prossima», esordisce il comunicato dei giocatori del FCGB.

La dirigenza finisce nel mirino

«Rispettiamo gli sforzi compiuti per evitare il fallimento e conosciamo l’estrema difficoltà della situazione del club. Noi stessi abbiamo accettato, da diversi mesi, di mettere tra parentesi le nostre iniziative personali e di pazientare, perché abbiamo voluto credere al progetto portato avanti dal club. Ma ciò che viviamo oggi ha cambiato natura. Non abbiamo più alcuna prospettiva: niente più allenamenti collettivi, nessun progetto sportivo e la sensazione di essere stati abbandonati. In quanto dipendenti, abbiamo la sensazione di non essere più rispettati. Tutti i campionati sono ormai ripresi, compreso il Régional 1», proseguono i Marine et Blanc.

Questi ultimi ricordano di aver «lasciato passare opportunità sportive perché [credevamo] ancora nell’impossibile. Questo accanimento dell’azionista, che potevamo ancora comprendere qualche settimana fa, oggi non è più sostenibile. Ogni giorno che passa riduce le nostre possibilità di proseguire le nostre carriere. Il tempo che ci siamo presi per restare fedeli al progetto bordolese ha avuto un impatto su ciascuno di noi. Non ce ne pentiamo, ma non possiamo più farcene carico nel caos più totale». Prima di concludere: «Non possiamo più aspettare all’infinito un chiarimento che non arriva. Ogni ulteriore giorno di silenzio ci priva sempre di più della possibilità di rialzarci e ormai mette in gioco il nostro futuro professionale tanto quanto quello del club. Chiediamo risposte chiare e immediate su quale sarà il seguito per ciascuno di noi». Il messaggio è arrivato.

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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇫🇷 qui.

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