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·11 maggio 2026

Bove: “Roma in Champions? Lo spero. Sul calcio in Inghilterra…”

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Edoardo Bove è stato intervistato da IlRomanista a margine dell’evento per l’ottantesimo anniversario della Boreale: ecco le sue parole

Come ti sei trovato? Qual è il tuo bilancio dell’esperienza in Inghilterra?


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“Mi sono trovato bene, un’esperienza nuova e la prima volta che sono andato a vivere fuori dall’Italia e mi sto trovando bene. ll calcio è un pochino differente, come ho già detto molte volte c’è una differenza nell’intensità e il calcio è un pochino più diretto, però mi sta piacendo e sono contento”.

Edoardo quanto ti dispiace però non poter riprendere il percorso che avevi lasciato in Italia, di non poter giocare in Italia?

“Non lo chiamerei proprio dispiacere. Per me la Serie A è un campionato importante. In futuro non so come andranno le cose, non nego la possibilità che ritornare per me sarebbe un piacere, però sono davvero contento della mia esperienza all’estero. Anzi, era uno dei miei obiettivi giocare in Inghilterra, soprattutto perché mi volevo mettere a confronto con una realtà differente, come ho detto prima sono molto contento di come sta andando. Ora vediamo cosa ci riserverà il futuro”.

Edoardo io però ho letto un tuo post su Instagram in cui ammettevi le tue difficoltà, credevi fosse più facile giocare in Inghilterra?

“No sì mi spiego bene, non è che pensavo fosse più facile giocare a calcio, nel senso un calciatore vuole giocare il maggior numero di partite possibili È solo che durante le gare, trovi un determinato ritmo, una determinata concezione degli spazi anche a livello fisico ed è differente dal puro allenamento. Forse non ho avuto la possibilità di mettere minuti consecutivi sulle gambe come mi aspettavo. Era un pochino questo il riferimento alla facilità nel giocare. Sono contento però di come è andata l’esperienza al Watford e ringrazio assolutamente il club e i tifosi per come mi hanno accolto, perché naturalmente sono stati il punto da cui da cui sono ripartito. E anche le mie condizioni fisiche sono state assolutamente perfette, per me era anche un pochino un test per vedere come mi sentivo e da questo punto di vista sono sono molto contento. Ecco se ti devo dire, un giocatore vuole giocare tutte le partite perché naturalmente torno a giocare ma per farlo al massimo e per farlo bene. Quindi è un pochino quella la parte che non è andata al meglio, però vediamo come andrà l’anno prossimo”.

Hai sentito i tuoi compagni della Fiorentina che si sono salvati? E secondo te, la Roma ce la farà ad andare in Champions League?

“Sì i compagni li sento un pochino tutti, è un po’ questo che cerco dal calcio. Sono dei rapporti che mi porto dietro sempre. Credo che, e ho parlato anche con ex calciatori, alla fine, quello che ti rimane quando quando smetti, al di là delle vittorie e di tutti i trofei, delle sconfitte, sono i rapporti che crei con le persone, con gli staff, con i calciatori con cui ha giocato nelle squadre- Sì ho sentito i ragazzi della Fiorentina e sono sono contento per un club a cui sono affezionato, per un club che ha anche un rapporto con la Boreale, perché la Fiorentina mi ha dato la possibilità di unire la Boreale al viola  alla maglia della Fiorentina, quindi anche celebrare gli ottant’anni con la affiliazione con la Fiorentina è un motivo per me di grandissimo orgoglio. Li ringrazio per la loro disponibilità, per quanto mi sono stati vicini. Per quanto riguarda la Roma in Champions non ho una risposta diretta, lo spero assolutamente. Lo spero per la piazza e per i miei compagni, ma non parliamo prima. Vediamo come come va. Diciamo che ieri è stato una una partita molto importante”.

Ti stupisce quello che accade a Roma? Le ultime cose che sono accadute con Ranieri e Gasperini… quasi come se Roma fosse sempre a un passo per diventare grande, però poi succedono sempre delle cose che destabilizzano l’ambiente.

“Io stavo a Londra quando sono successe queste cose, nel senso non entro nei dettagli perché non non ne sono nemmeno a conoscenza. Devo essere sincero, ho cercato di isolarmi un pochino perché per me era troppo importante ripartire al massimo e farlo nel modo più concentrato possibile. La Roma è un club che cerca sempre di di fare tutto per arrivare al massimo e quindi assolutamente l’ambizione è sempre quella e si lavora per fare quello ed è sempre stato così, e sempre sarà così secondo me”.

Credi che Gasperini sia la persona giusta per il progetto della Roma?

“Non credo di essere la persona giusta per rispondere a questa domanda, nel senso che ognuno ha le sue idee. Il mister sappiamo che storia ha, e comunque la stagione che sta facendo è una stagione importante dal mio punto di vista”.

Non so quanto ti fermi, ma domenica o lunedì, ancora non lo sappiamo, lo vedi il derby?

“Allora sabato è il mio compleanno e quindi speriamo domenica in un bel regalino in ritardo. Quindi vediamo. Sul vederla io solitamente preferisco vederla a casa, nel senso che sono un pochino più tranquillo diciamo”.

Non vai allo stadio?

“Non lo so ancora. Anzi, non ti rispondo (ride, ndr)”.

Alla finale di Champions League ci vai invece?

“Anche questa è una bella domanda, sto decidendo in questi giorni perché anche io dovrei fare delle vacanze, visto che a giugno inizierò subito col ritiro. Quindi ne ho parlato anche con Riccardo e vediamo cosa uscirà fuori”.

A giugno ci sarà il Mondiale, che impressione ti ha fatto vedere di nuovo l’Italia fuori? Cosa si dice di questo in Inghilterra?

“No in Inghilterra non è che io abbia avuto modo di parlarne se questa la domanda. Io l’ho vista naturalmente e sono stato molto dispiaciuto, perché al di là del movimento proprio nazionale del calcio, conosco benissimo le persone che hanno lavorato lì ed è stata una una delusione molto grande per tutti e per me compreso”.

Posso chiederti quale pensi sarà il futuro di Dybala, visto che avete avuto un bel rapporto qua a Roma?

“Sì abbiamo avuto un bel rapporto, ma non al punto da dirmi qual è il suo futuro (ride, ndr). Sicuramente posso dirti che Paulo è stato uno dei giocatori più forti con cui io abbia mai giocato assolutamente. Anche come persona, al di là delle doti calcistiche, è una delle persone che mi ha aiutato di più e questo non è assolutamente scontato. Perché magari chi è davvero forte in campo poi al di fuori può essere un pochino più presuntuoso, ma lui è tutto il contrario, quindi lo ringrazio per quanto mi ha aiutato qui a Roma”.

Mourinho lo hai più risentito?

“Sì sì l’ho sentito, ma come sento persone con cui ho giocato, è normale. La comunità calcistica ti permette di mantenere un determinato tipo di di rapporti, visto che sei comunque unito da esperienze vissute insieme nella vita. È come se fossi andata all’università con un mio amico, è normale che se ho condiviso qualcosa, poi dopo 2/3 anni anche lui lo continui a sentire”.

Hai vissuto anche mesi da dirigente durante questo periodo. Da dove deve ripartire il calcio italiano? Hai parlato anche di impianti, di problematiche.

“Sì, sì, assolutamente. Ma di nuovo, non non deve essere Edoardo Bove a dire da dove deve ripartire dal calcio italiano. Io devo pensare a fare bene sul campo, a divertirmi, perché è quello che che mi è mancato per per molto tempo e il fatto di aver avuto la possibilità di rimettere il calcio al centro della mia vita, è stata la cosa più importante di questi mesi. Ora tornando alla alla mia felicità, io sono sono felice, ho rimesso il calcio al centro, però allo stesso tempo voglio giocare il maggior numero di partite possibili”.

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