Calcionews24
·10 aprile 2026
Braida non ha dubbi: «Giocatori di alto livello come Paolo Maldini o Alessandro Del Piero sarebbero dei grandi competenti»

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·10 aprile 2026

Ariedo Braida, storico dirigente del Milan nell’epoca d’oro targata Silvio Berlusconi e per anni al fianco dell’amministratore delegato Adriano Galliani, oggi ricopre il ruolo di vicepresidente del Ravenna in Serie C. Intervistato da Il Messaggero Veneto, ha ripercorso parte della sua esperienza e ha affrontato uno dei temi più discussi del momento: la necessità di una riforma profonda del calcio italiano, soprattutto dopo l’ennesima delusione che ha impedito alla Nazionale di qualificarsi al Mondiale per la terza volta consecutiva.
Nel corso della conversazione, Braida ha analizzato criticità, responsabilità e possibili soluzioni per rilanciare il movimento, sottolineando come l’attuale sistema necessiti di interventi strutturali e di una visione più moderna. Di seguito un estratto delle sue dichiarazioni, che offrono uno spunto significativo sul dibattito in corso.
PAROLE – «Nessuno ha la bacchetta magica, il problema del nostro campionato non sono gli stranieri ma i pochi italiani che giocano. Proporrei una scuola per istruttori di calcio permanente, preparando gli insegnanti a istruire gli allievi. Una base indispensabile, costruendo poi accademie e centri di formazione come proposto dal compianto presidente Tavecchio. Servono idee e uomini di spessore, come ha fatto la FIFA che ha acquisito Arsene Wenger. Ex giocatori di alto livello come Paolo Maldini o Alessandro Del Piero sarebbero dei grandi competenti».
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