Calcionews24
·7 giugno 2026
Braida non se ne capacita: «Mi viene quasi da piangere a vedere il Milan in questa situazione»

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Il momento storico e le recenti dinamiche del Milan continuano a far discutere, suscitando reazioni forti specialmente in chi ha contribuito a rendere leggendario il club rossonero. A margine del Festival della Serie A andato in scena a Parma, lo storico dirigente Ariedo Braida, attuale vicepresidente del Ravenna, ha analizzato con estrema lucidità e palpabile amarezza la delicata situazione della società meneghina. Le sue parole, rilasciate ai microfoni di Sky Sport, fotografano un profondo disagio verso l’attuale gestione dirigenziale.
L’ex direttore generale e sportivo non ha utilizzato mezzi termini per descrivere lo stato d’animo che lo accompagna osservando le difficoltà della sua ex squadra: “Mi viene quasi da piangere a vedere il Milan in questa situazione“. Una dichiarazione schietta che racchiude l’affetto di chi conosce a fondo il DNA vincente del club.
Secondo l’esperto manager, la problematica principale non è solo tecnica, ma riguarda le fondamenta stesse del progetto sportivo: “Diciamo una cosa: c’è una crisi d’identità. Bisogna ricostruire una storia. La storia è importante, senza quella non c’è futuro. Quindi auguro a chi ha la responsabilità di ricominciare da questo punto”.
L’attenzione dell’intervista si è poi spostata sull’attualità e sul calciomercato, toccando il tema spinoso legato a Rafael Leao. L’attaccante portoghese ha recentemente aperto alla possibilità di valutare nuove sfide professionali all’estero. Sulle prospettive del numero 10, Braida ha espresso un giudizio tattico e mentale molto preciso, richiamando il giocatore alla continuità: “Non voglio sostituirmi a chi ne ha la responsabilità. Io cerco di fare quello che so fare. Leao comunque ha delle qualità importantissime. È chiaro che se poi tu non le trasmetti sul campo tutto è vano”.
Un passaggio cruciale e nostalgico ha riguardato la figura di Paolo Maldini, il cui addio consumatosi tre anni fa continua a pesare sull’ambiente. Il richiamo alla tradizione è categorico: “Maldini, a cominciare dal papà, ha scritto la storia del Milan. Prima il padre poi Paolo hanno vinto tutte le Champions League del Milan. Non si può non partire dalla storia”.
Infine, l’analisi si è conclusa con una riflessione incisiva sul nuovo ruolo operativo di Zlatan Ibrahimovic. Pur riconoscendo l’immensa caratura dello svedese, Braida ha voluto lanciare un chiaro avvertimento al neo-dirigente del Milan: “Ibra non si discute, è stato un grande campione. Calcisticamente parlando chapeau. Però a volte deve avere l’umiltà di imparare”.
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