Branca: «La trattativa più complicata? Forse quella per Sneijder. Il confronto con Vieri? È stato lui a cer­carlo. Vi racconto il litigio con Mourinho…» | OneFootball

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·13 settembre 2026

Branca: «La trattativa più complicata? Forse quella per Sneijder. Il confronto con Vieri? È stato lui a cer­carlo. Vi racconto il litigio con Mourinho…»

Immagine dell'articolo:Branca: «La trattativa più complicata? Forse quella per Sneijder. Il confronto con Vieri? È stato lui a cer­carlo. Vi racconto il litigio con Mourinho…»

L’ex dirigente nerazzurro Marco Branca si è raccontato alla Gazzetta dello Sport: «La trattativa più complicata? Forse quella per Sneijder. Il confronto con Vieri…»

Marco Branca, ex direttore tecnico dell’Inter oggi diventato agente sportivo, ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, ricca di retroscena legati alla sua lunga esperienza in nerazzurro e non solo.

Dai contrasti avuti con José Mourinho e Christian Vieri ai colpi di mercato andati a segno, passando per i giocatori trattenuti nonostante le richieste di partenza fino a quelli lasciati partire e poi rivelatisi altrove: ecco alcuni dei passaggi più interessanti dell’intervista.


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SU MORATTI – «Quando Moratti mi propose di diventare capo scout? Avevo 38 anni: un po’ spa­ven­tato, ma soprat­tutto felice. Da cal­cia­tore pen­savo sem­pre: “Vedo cose che non vanno, per­ché non c’è un diri­gente con cui con­fron­tarmi?»

CONFRONTO CON VIERI – «Il confronto duro con Vieri? È stato lui a cer­carlo: se mi tra­sci­nano in qual­cosa, non mi tiro indie­tro»

LITIGIO MOURINHO – «La trattativa più complicata? Forse quella per Sneijder: chiusa grazie ad uno stratagemma deciso con Ernesto Bronzetti, che non posso raccontare, e un quasi litigio con Mourinho. Anzi, senza quasi. Lui mi diceva che Wesley non sarebbe mai venuto. “Devi prendermi uno fra Pandev, Julio Batista e Van der Vaart”, visto che Deco costava troppissimo. Ma io volevo Sneijder: era perfetto. Ero stato al telefono fino alle 4 del mattino con il suo procuratore per convincerlo, quando Mou mi vede mi fa: “Bravo, ma non siamo riusciti a fargli fare l’ultimo allenamento prima del derby”. L’ho proprio mandato a quel paese»

RETROSCENA MAICON – «È vero che Francesco Guidolin le sconsigliò Maicon? Sì, diceva che non era un professionista»

MAICON-TEVEZ – «È vero che Francesco Guidolin le sconsigliò Maicon? Sì, diceva che non era un professionista. Ma per tenere lui, finiti i posti da extracomunitario, rinunciammo a Tevez: volevamo mettere Zanetti a centrocampo e Maic dietro a destra, anche se nel Monaco non aveva mai giocato in quel ruolo»

GUARIN-VUCINIC – «Il famoso “non scam­bio” Gua­rin-Vuci­nic? Ero già in uscita, arri­vai a cose fatte: ricordo una stretta di mano Fas­sone-Marotta e poi il casino suc­ces­sivo, esa­ge­rato»

TRA SCUDETTI E CHAMPIONS – «Il più bello dei quin­dici titoli vinti con l’Inter? Facile dire la Cham­pions, ma io ho amato molto gli scu­detti: per un diri­gente il coro­na­mento di un lavoro gior­na­liero fatto di un pro­blema da risol­vere ogni 5-6 minuti, di cin­que alle­na­menti non visti sul campo in dieci anni. La scelta di non ven­dere, dopo il Tri­plete, almeno uno fra Mai­con, Milito e Snei­j­der Par­lare quin­dici anni dopo non vale niente. Se cambi prima, spesso duri di più? Ci sta. Ma allora pre­valse la voglia di Moratti di tenerli e dei gio­ca­tori di restare: non voglie da poco»

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