Calcionews24
·13 giugno 2026
Brasile Marocco: il fascino di una sfida che ci riporta alle notti di Francia ’98

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In attesa del fischio d’inizio di stanotte, che vedrà scendere in campo Brasile e Marocco in una sfida ricca di talento e altissime aspettative, la mente degli appassionati non può che volare a quasi trent’anni fa. Esiste infatti un solo, iconico precedente ai Mondiali tra queste due formazioni: era il 16 giugno 1998, si giocava allo Stade de la Beaujoire di Nantes, e la Francia ospitava l’ultima Coppa del Mondo del XX secolo.
Il Brasile guidato da Mário Zagallo si presentava in terra transalpina con i gradi di campione in carica (dopo il trionfo a USA ’94) e con un tridente d’attacco da brividi. Il Marocco del ct Henri Michel era però una squadra da non sottovalutare, dotata di ottime individualità come la stella Mustapha Hadji e il difensore Noureddine Naybet, alla ricerca di punti preziosi nel Gruppo A.
Tuttavia, quel pomeriggio, la superiorità verdeoro fu schiacciante e si tradusse in un 3-0 senza appello, scandito dalle firme di tre leggende assolute:
Quella sconfitta pesò come un macigno sulle ambizioni del Marocco. Nonostante una successiva e splendida vittoria per 3-0 contro la Scozia nell’ultima giornata, i nordafricani vennero beffardamente eliminati a causa dell’incredibile vittoria in rimonta della Norvegia contro un Brasile già matematicamente qualificato. I verdeoro proseguirono poi la loro corsa fino alla famigerata e dolorosa finale di Parigi persa contro i padroni di casa.
Oggi, in questo Mondiale 2026, lo scenario è radicalmente diverso. Il Marocco non è più visto come una potenziale sorpresa, ma come una corazzata solidissima, forte del miracolo sportivo compiuto in Qatar nel 2022 con la storica conquista delle semifinali. Il Brasile, dal canto suo, va a caccia di una redenzione e di una Coppa che manca ormai da ventiquattro anni.
Stanotte non ci saranno le accelerazioni di Ronaldo o le geometrie di Rivaldo, ma la sfida promette di essere molto più equilibrata e pronta a scrivere una nuova, imprevedibile pagina di storia calcistica. E chissà se nella gestione Ancelotti si starà attenti all’equilibrio in maniera ferrea: in quella gara del 1998, si vide Dunga sgridare fino all’inverosimile Bebeto, colpevole di una palla persa, tanto che dovette intervenire Leonardo per evitare che lo scontro degenerasse in campo, prima di un calcio di punizione del Marocco.
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