Zerocinquantuno
·19 luglio 2026
Brutto il gesto di Rowe, ancora più brutte le illazioni di mercato sul conto del ragazzo

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·19 luglio 2026

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Non conosco a fondo le altre piazze italiane, probabilmente ha ragione chi sostiene che tutto il mondo è paese, ma ogni giorno che passa mi rendo sempre più conto di quanto Bologna si complicata a livello mediatico. Sono consapevole che mi attirerò svariate antipatie, però non riesco nella maniera più assoluta ad accettare bugie ed insinuazioni. Mi riferisco al «caso Rowe», che un caso non è. È evidente che Jonathan abbia sbagliato a reagire così, solo uno stupido potrebbe asserire il contrario, ma bisogna anche analizzare l’intera dinamica dell’accaduto.
Tutto il Bologna era un po’ nervosetto, vuoi per le fatiche dei primi giorni di lavoro, vuoi perché quando vai subito sotto 2-0 ti scende un po’ la catena o perché gli avversari erano particolarmente fallosi. E Rowe, che ora viene dipinto dai più come un folle pistolero, era stato più volte preso a calci e spintoni dal suo diretto marcatore, fino a ricevere una brutta gomitata in bocca.
Non vuole essere una giustificazione, il gesto dell’inglese non va bene, ma costruirci un dietro le quinte di pura fantasia è da sciacalli. Ne ho lette di cotte e di crude: il giocatore non è sereno per via del mercato, dietro la reazione c’è la sua voglia di andarsene e così via. Falso e, perdonatemi, abbastanza ridicolo. Rowe a Bologna e nel Bologna sta benissimo, e ad oggi non risultano offerte ufficiali per lui né avvicinamenti concreti: si è trattato di un semplice seppur spiacevole episodio di campo.
Questo non significa che al 100% non verrà ceduto, non lo sappiamo e lo scopriremo nel corso dell’estate, perché come noto nel calciomercato può sempre succedere di tutto e le proposte allettanti possono arrivare da un momento all’altro. Oggi di certezze non ce ne sono, nemmeno su una sanzione al ragazzo da parte del club, che sta valutando. Quindi non inventiamoci le cose: meglio una pagina vuota che fare del male al BFC e nello specifico ad un patrimonio della società con elucubrazioni campate in aria.







































