Bucciantini in esclusiva a Milannews24: «Tutti sanno che la qualificazione alla prossima Champions League è un obiettivo vitale»  | OneFootball

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·24 gennaio 2026

Bucciantini in esclusiva a Milannews24: «Tutti sanno che la qualificazione alla prossima Champions League è un obiettivo vitale» 

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Bucciantini parla in esclusiva a Milannews24: «Tutti sanno che la qualificazione alla prossima Champions è un obiettivo vitale»

Marco Bucciantini, intervenuto in esclusiva ai microfoni di Milannews24, ha offerto la sua lettura sulla sfida tra Milan e Roma in programma domenica all’Olimpico, soffermandosi anche sulle strategie di mercato che il club rossonero potrebbe adottare nelle prossime settimane, Le sue parole:

Dopo l’importante vittoria contro il Lecce, il Mila si appresta ad affrontare la Roma nel big match dell’Olimpico. Qual è il tuo parere sulla sfida in ottica corsa scudetto e corsa alla prossima Champions League?


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«Innanzitutto queste corse si somigliano. L’Inter ha un pò di vantaggio e in questa settimana potrebbe approfittarne allungando ulteriormente. Tuttavia è evidente dalla classifica che lottare per il secondo posto o per il quarto sia al momento la stessa identica cosa. Tutti sanno che la qualificazione alla prossima Champions League è un obiettivo vitale per tutte le squadre, soprattutto dal punto di vista economico. In questo senso Milan e Roma non hanno nulla da rimproverarsi. Se proietti la media punti di entrambe le squadre da qui al termine del campionato verrebbero fuori punteggi molto al di sopra di quelli conseguiti nello scorso campionato. Lo scorso anno è stato un anno atipico per il Milan mentre la Roma nel 2025 è la squadra che ha fatto più punti di tutti. Non trovo assolutamente sorprendente che i giallorossi lottino per lo scudetto. Entrambe le squadre devono sapere che Inter e Napoli sono le due più attrezzate ma niente è precluso. Devono sicuramente migliorare in personalità. Il Milan a inizio campionato ha giocato 2-3 gare di alto livello con un atteggiamento propositivo che poi ha perso per colpa degli infortuni, dell’alternanza degli attaccanti e per il fisiologico calo di Modric. Ora stanno giocando di più anche Jashari e Ricci. L’unica cosa che sappiamo è che a fine campionato una delle prime cinque andrà incontro ad un risultato fortemente deludente perchè stanno investendo tutte tantissimo per la Champions».

Spalletti ha cambiato il volto della Juve…

«La Juve si vede palesemente che stia migliorando grazie all’arrivo del tecnico di Certaldo, il cui lavoro ha sempre migliorato i giocatori. Tuttavia è una squadra che ha dei limiti, parte da una base di 70 punti. Non è stata migliorata dal mercato, ha speso male i soldi. Questo è il cruccio. Lo scorso anno aveva speso male i soldi ma comunque gli acquisti erano buoni (vedi Nico Gonzalez e Koopmeiners) e hanno avuto la pecca di non integrarsi con le idee dell’allenatore, quest’anno si sono mossi senza criterio perchè non avevano piena fiducia in Tudor. Ora questa componente c’è, hanno un modo di giocare riconoscibile ed è più facile intervenire. Serve un vice Yildiz e un centravanti perchè lì ci gioca sempre qualcuno in attesa di qualcun altro e questa è una lacuna evidente. Le squadre che migliorano hanno forza ma il centravanti di queste squadre è una figura chiave e seria. Spalletti non lo chiede in conferenza ma nelle sedi opportune sì, non può metterci un giocatore qualsiasi. Non a caso l’Inter e il Napoli sono le più forti: hanno centravanti di livello, da Thuram a Lautaro a Lukaku e Hojlund. Il Milan lo scorso anno addirittura ne aveva 6!».

Per quanto riguarda il clima in casa Lazio, cosa ne pensi della situazione che si sta trovando ad affrontare Sarri?

«Sarri secondo me andrebbe abbracciato. Inizialmente ha provato a polemizzare ma poi l’ha buttata sullo scherzo dicendo che la situazione poteva essere anche peggiore se avessero venduto dei calciatori e puntualmente la società questo sta facendo. Dal punto di vista tattico Sarri deve abiurare molto rispetto al suo credo perchè sta praticamente allenando la squadra di Baroni. Senza mercato non ha potuto riconvertirla, lui non fa il calcio dell’attuale tecnico del Torino, ne fa un altro. Gli posso augurare il meglio ma sono tempi difficili e sicuramente, se questo mercato non avrà una svolta positiva, il clima negativo si accentuerà rendendo ancora più difficile lavorare e di conseguenza sognare in grande. Sarri contro il Como ha messo dentro due giocatori che allenava da 10 giorni, se ripensiamo alla sua esperienza a Napoli c’erano nuovi acquisti che videro il campo addirittura dopo 6 mesi. L’attaccante ha ammesso di non conoscerlo. Situazione tragicomica».

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