Calcio e Finanza
·29 settembre 2026
Bufera sul calcio turco: arrestati i vertici arbitrali. Sette persone in custodia

In partnership with
Yahoo sportsCalcio e Finanza
·29 settembre 2026

Terremoto ai vertici arbitrali del calcio turco. Ferhat Gündoğdu, presidente del Comitato centrale degli arbitri della Federcalcio turca (MHK), è stato arrestato insieme al suo vicepresidente e ad altre cinque persone nell’ambito di un’inchiesta che riguarda presunte interferenze nella gestione degli arbitri.
A rendere nota l’operazione è stato il ministro della Giustizia turco Akın Gürlek, che ha ribadito la volontà delle autorità di «lavorare per un calcio pulito». Secondo quanto riportato dall’agenzia Anadolu e dalla stampa turca, l’operazione ha coinvolto complessivamente quattro province e ha portato alla custodia di sette sospettati.
Nell’ambito dell’indagine sono state inoltre effettuate perquisizioni nelle abitazioni, nei luoghi di lavoro e negli uffici delle persone coinvolte. Al centro degli accertamenti ci sarebbero, secondo quanto riferito dal ministro, «presunte interferenze nelle valutazioni degli arbitri, nelle designazioni per le partite, nei processi di valutazione e indicazione, nonché nelle verifiche dell’applicazione del regolamento».
Si tratta quindi di contestazioni che toccano direttamente il funzionamento del sistema arbitrale turco e, in particolare, uno dei settori più delicati: quello delle designazioni e delle valutazioni delle prestazioni dei direttori di gara. Al momento le accuse restano oggetto dell’indagine. Gündoğdu guida l’organismo responsabile degli arbitri della Türkiye Futbol Federasyonu (TFF) dal luglio 2024, quando era stato nuovamente nominato presidente dopo una precedente esperienza alla guida della Commissione. Ex arbitro e osservatore, negli ultimi anni è stato uno dei protagonisti del tentativo della Federazione di modificare il sistema di gestione delle designazioni e delle valutazioni arbitrali.
Proprio sotto la sua presidenza la TFF aveva introdotto il VeTAS, il sistema di designazione basato sui dati, presentato come uno strumento per ridurre il peso dell’intervento umano nell’assegnazione degli arbitri alle partite di Süper Lig e di prima divisione. Nel presentare il progetto, Gündoğdu aveva sottolineato l’obiettivo di aumentare trasparenza e affidabilità del sistema arbitrale.
La vicenda arriva però al termine di mesi particolarmente turbolenti per il mondo arbitrale turco. Nelle ultime settimane si erano moltiplicate le polemiche sulle designazioni e sui sistemi di valutazione, con diversi ex direttori di gara e addetti ai lavori che avevano sollevato dubbi sulla gestione della Commissione. Le contestazioni riportate oggi dalle autorità riguardano proprio alcuni dei meccanismi finiti al centro del dibattito pubblico.
L’inchiesta si inserisce in una più ampia offensiva delle autorità turche contro illeciti, scommesse illegali e possibili condizionamenti nel calcio. Già nei mesi scorsi il ministro Gürlek aveva indicato la lotta alle scommesse clandestine e alle combine come una priorità, ricordando le indagini avviate mentre ricopriva l’incarico di procuratore capo di Istanbul.
«Il calcio deve rimanere pulito», aveva spiegato lo stesso Gürlek lo scorso marzo, sottolineando l’impatto che il movimento calcistico ha sulla società turca e annunciando una prosecuzione delle attività investigative contro il gioco illegale e le possibili manipolazioni.
L’arresto di Gündoğdu porta ora l’indagine direttamente al vertice dell’organizzazione arbitrale, aprendo inevitabilmente anche una questione di governance per la Federazione turca. Il presidente era ancora regolarmente alla guida della MHK all’inizio della stagione 2026/27 e aveva partecipato ai programmi di formazione e riorganizzazione della classe arbitrale.







































