Buffon: «Italia? Io avrei scelto Conte, poi Baldini e poi gli altri. Maldini e Leonardo mi avevano proposto questo ruolo» | OneFootball

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·2 agosto 2026

Buffon: «Italia? Io avrei scelto Conte, poi Baldini e poi gli altri. Maldini e Leonardo mi avevano proposto questo ruolo»

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Buffon si è raccontato alla Gazzetta dello Sport: «Io avrei scelto Conte, poi Baldini e via via gli altri. Maldini e Leonardo mi avevano proposto…»

Gigi Buffon vive per la prima volta dopo trentacinque anni una stagione lontano dal calcio giocato e dai ruoli dirigenziali. La sua intervista sulla Nazionale e molto altro alla Gazzetta dello Sport:

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano‘PERDONO’ MANCINI– «Devono rispondere gli italiani e i giocatori. Dallo spoiler di Malagò sul messaggio di Donnarumma mi pare di capire ci sia condivisione. Bene così. Alla fine, Mancini è una scelta tecnicamente giusta perché ha dimostrato un gioco funzionale a un progetto. Se fossi Psg, Bayern, Real, Juve, una big, lo prenderei in considerazione. Addio di agosto? Sta parlando con uno che è sceso in Serie B con la Juve e s’è tagliato cinquecentomila euro di stipendio. Solo per il senso di appartenenza»


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RETROSCENA POST SPALLETTI – «Avevo un ruolo importante, ma non mi spettava l’ultima parola. In quel momento Gattuso era il meglio che ci fosse sul mercato per quel ruolo. Poco tempo e spareggi praticamente certi: c’era bisogno di motivare una squadra un po’ abbattuta e restituirgli entusiasmo e senso di orgoglio. Penso di conoscere il calcio, so che un risultato non si valuta da un’espulsione o da un rigore in più o in meno. Bisogna vivere la quotidianità e intercettare le dinamiche che si creano tra squadra e allenatore, e poche volte ho percepito tanta armonia, stima e comunione d’intenti»

RUOLO DT ITALIA «Capisco che da fuori si possa avere qualche dubbio, è legittimo, però in questo momento è importante una figura così in un ruolo delicato. Ranieri dà mille garanzie personali e tecniche»

PIRLO – «Sono contento che Andrea si sia evitato un percorso così impervio, visto che le premesse non erano delle migliori. Il discorso sito russo è stato un tentativo politico, goffo e mal riuscito per farlo etichettare come ‘impresentabile’… Ma nonostante queste cose spiacevoli, rimango fervidamente convinto del fatto che bisogna amare l’Italia con l’austera passione dell’esule in patria»

E LEI? – «Bello parlare con Maldini e Leonardo, mi avevano proposto un ruolo da dirigente delle nazionali, coordinamento tra la A e le Under. Il loro entusiasmo mi ha fatto vacillare, ma sono rimasto della mia idea: dal 1991 a oggi non mi sono permesso più di venti giorni di sabbatico ed era il momento di dedicarsi a chi si è dedicato a me, moglie, figli, genitori. Ho bisogno di ricaricarmi»

GUARDIOLA – «Il solo nome avrebbe dato una spinta e ne avremmo avuto bisogno. Però neanche con lui ci sarebbe stata la certezza dei risultati: è il più grande da trent’anni, ma ha allenato i club. La Nazionale è un’altra cosa»

LIPPI – «Lippi era un fenomeno. Combinava intuizioni e visioni tecniche di talento con un’arte oratoria con la quale riusciva a convincerti che avresti scalato l’Everest con le infradito»

SE IO FOSSI DT? – «Proporrei: obiettivo principale qualificarsi al Mondiale tra quattro anni. Su questa base, avrei scelto Conte, poi Baldini e via via gli altri. Ma bisogna avere il coraggio delle scelte e la bravura a comunicarle a tutti, anche alla stampa. Troppo spesso sento dire ‘quello è la persona giusta’, senza una tangibile motivazione. Ok, ma sono scelte istintive, non studiate. Prima, il progetto e poi la persona funzionale»

FUTURO – «Sento da anni tante parole ma nessuna che si trasformi in un progetto sostenibile. Per me, la prima cosa è avere un’idea, metterla sul tavolo e discuterla per capire se è quella giusta. In questi tre anni con Gravina abbiamo proposto e fatto qualcosa, tipo il progetto Under 14, l’idea di lavorare per un tecnico federale, ma non solo, però il problema vero sa qual è? Che non importa a nessuno, compresi i tifosi che pensano solo al risultato. Non sanno che Maurizio Viscidi è stato premiato come miglior coordinatore delle Under grazie ai successi delle giovanili. Non sanno della fatica per far giocare i giovani. Una volta poteva essere comprensibile, oggi è inaccettabile. Perché eravamo il campionato di riferimento e c’erano i campioni. Oggi siamo forse il quinto in Europa, ma ci sono le solite pressioni, allenatori che si giocano il posto ogni domenica, tifosi che non perdonano: siamo un campionato di passaggio, i grandi club mandano qui i giocatori a crescere e, nonostante ciò, non c’è spazio per i nostri giovani! Si rende conto?»

MA QUINDI SIAMO SCARSI? «Ma quando mai. Abbiamo giocatori importanti e bravi anche in Premier. Solo che facciamo finta di non capire che il calcio in vent’anni è stato stravolto. Si può andare in Bosnia e perdere ai rigori, così come la Germania perde con Ecuador e Paraguay e la Spagna fa 0-0 con Capo Verde. Siamo l’Italia è una bella frase, lo saremo sempre perché la storia non si cancella, ma gli altri stanno imparando a essere come noi o più bravi. O vogliamo dire che la Norvegia era modesta?»

CAOS FIFA – «Ho conosciuto il primo Infantino, quello che si candidava, e mi aveva impressionato. Il Mondiale è stato bello ma certe cose non le ho digerite. Avvicinare gli investimenti privati al Mondiale, però, mi fa paura. Se si superano certi limiti servono decisioni forti, solo così si rende il mondo migliore. Come non è stato fatto quando il povero arbitro somalo è stato rimandato a casa senza che nessuno dicesse una parola».

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