🎙️ Buffon: “Pio Esposito è il futuro della Nazionale, mi rivedo in Carnesecchi. Di Gregorio? Fasi che capitano” | OneFootball

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·24 febbraio 2026

🎙️ Buffon: “Pio Esposito è il futuro della Nazionale, mi rivedo in Carnesecchi. Di Gregorio? Fasi che capitano”

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Gianluigi Buffon, capo delegazione della nazionale italiana di calcio, ha offerto il suo punto di vista in merito a numerosi temi calcistici di attualità. Rilasciate a La Gazzetta dello Sport, riprendiamo le sue parole da TMW:

Come vede Gennaro Gattuso?


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“Il ct lo vedo bene, come al solito ha scorte di energia che accenderebbero e illuminerebbero anche il posto più buio e remoto della Terra. Lui riesce a canalizzarla in modo positivo, rendendo tutti partecipi in questo avvicinamento e in questo percorso che ci condurrà ai playoff. Meno rimpianti abbiamo, più tranquilli ci si avvicina a questi appuntamenti. La Federazione ci ha dato tutto per arrivarci nelle migliori condizioni possibili”.

Pio Esposito ha le qualità per essere in futuro il titolare della Nazionale?

“Sì. Ha un fisico strabordante e inevitabilmente l’impatto che in area e nei contatti è significativo e questo conta tanto. Poi ha un’umilta incredibile, è intelligente, è determinato, vuole migliorare sempre e accetta di stare nel gruppo, anche se adesso non ha un ruolo da protagonista assoluto, con l’approccio giusto di chi sa che tra uno, due, tre o quattro anni toccherà a lui e dovrà dimostrare. Si sta preparando per questo. Rido su questa cosa perché con un dirigente molto importante italiano abbiamo iniziato a mandarci messaggi su di lui a dicembre 2024, dicendoci: Non si scherza su uno cosi. E ogni domenica ci aggiornavamo. L’idea di pensare che reggesse il grande salto così non era scontato. Me lo sarei preso un rischio così fossi stato l’Inter e infatti lo hanno fatto (ride, ndr)”.

Gattuso chiamerà anche qualcuno nuovo? Pensiamo a Palestra e Vergara.

“E’ un allenatore che in maniera giusta e coerente dà la priorità alla coesione e alla conoscenza di un gruppo, poi però giustamente si accorge che c’è qualcuno che sta facendo qualcosa di speciale che merita una chiamata o l’occasione di poter esserci. Non ci sono preclusioni da parte sua. Chi manterra determinate performance o chi comincera a farle ha buone probabilita di essere chiamato”.

Qual è il suo giudizio sulla Juventus di oggi?

“Il calcio è veramente una materia che sfugge a ogni logica perché, mentre si dipanava la partita contro il Como, mi arriva un messaggio da una persona del calcio che stimo molto che mi dice: “Vedere la Juve così mi fa tenerezza’. lo rispondo: ‘Sì, oggi sì, ma alla fine se torniamo indietro a 7 giorni fa stavano giocando una partita magnifica a San Siro’. Con lucidità c’è da analizzare il percorso della Juventus con Spalletti. Ho visto un’identità precisa, era da tantissimi anni che non rivedevo la Juve con quella ferocia nel voler dominare e attaccare l’avversario, ha proposto un calcio di livello. lo non credo in queste cose, ma penso la Juve sia stata un po’ sfigata. Con il Lecce è finita 1-1 con 100 tiri, a Cagliari ha subito mezzo tiro e ha perso, ma ha reagito sempre. Con l’Atalanta doveva vincere 2-0 al 35, poi Lazio e Inter… A Istanbul nel primo tempo i bianconeri avevano risposto alle difficoltà. Nella ripresa hanno finito le energie psicofisiche e hanno preso l’imbarcata, poi contro il Como rischi quelle figure senza energie. Si vede il lavoro dell’allenatore, ma vanno capiti i momenti. Non sono stati fortunati, sono sicuri”.

Lei confermerebbe Spalletti?

“Ho le idee molto chiare, ma sarebbe indelicato dirlo perché c’è Giorgio che conosce la Juve a menadito e saprà perfettamente cosa dire e cosa suggerire. In 4 sanno di calcio e si parleranno. Da dentro valuti meglio poi”.

Crede nella rimonta contro il Galatasaray?

“Se fosse stata al completo il motivo per guardare e spendersi c’era. Venendo dal ko con il Como e con queste defezioni… Poi all’andata Osimhen non ha segnata, servono 4 gol per andare ai supplementari”.

Di Gregorio è finito nell’occhio del ciclone.

“È stata una piacevole sorpresa l’anno scorso, è stato decisivo per la qualificazione in Champions. Nell’ultimo periodo qualcosina non sta andando come si aspettava lui e come ci si aspettava, ma sono fasi che possono capitare in un portiere. Deve essere bravo lui, il mister e tutto l’ambiente nel far quadrato, stargli vicino, parlargli, confrontarsi e capire qual è la cosa migliore da fare. Non vuol dire che se uno si prende un turno di riposo è una bocciatura, può servire per ritrovare serenità e distanza da certe pressioni. Non mi è mai capitato e non lo avrei accettato, più che altro per ciò che ho sempre rappresentato, dover subire un’onta… Ci sono state volte in cui ho detto di far giocare l’altro, ma lo acquisisci invecchiando, li ti dedichi alla squadra. Era un modo anche per preservarsi”.

I nuovi portieri italiani le piacciono?

“La fucina dei portieri italiani sta sfornando degli elementi di grande valore. Abbiamo Donnarumma, Vicario, Meret, Carnesecchi, Caprile che sta facendo cose importanti. L’unico problema che non avrà mai l’Italia sarà quello dell’estremo difensore. L’unica scuola che ha preservato un valore elevato è quella. Ne abbiamo 3-4 tra i primi 20 del mondo, non so negli altri ruoli se siamo messi così”.

Carnesecchi la ricorda un po’ nel modo di approcciarsi al match?

“Sì, è vero. Ha quel modo guascone e un po’ spavaldo di affrontare la gara, mi ci rivedo parecchio in questo. Ognuno deve fare la propria strada”.

Come mai in Champions non siamo andati bene con le nostre squadre?

“Per quello che riguarda Inter e Juventus il risultato dell’andata è frutto delle polemiche di San Siro. L’Atalanta invece ha trovato una squadra che le è stata superiore per 70 minuti, ma negli ultimi 20 la Dea ha dimostrato che può avere chance. Insieme all’Inter è quella che ne ha di più per ribaltare la gara”.

Un commento sulla corsa Champions?

“A inizio stagione le prime tre che avevo nella mia testa sono quelle che ci sono adesso. Non pensavo che la cura Gasperini attecchisse a presa diretta, credevo ci volesse un po’ più di tempo, l’avrei vista da Champions l’anno prossimo magari. La Juventus sapevo che avrebbe lottato per quel traguardo, pensavo avesse fatto meglio il Bologna, mi impressionò in estate, credevo potesse dare fastidio fino alla fine e fino a dicembre è stato così, poi non so cosa sia successo. Le grandi devono stare attenti anno prossimo a Como e Atalanta, noi non le calcolavamo”.

Gasperini sfiorò la Juventus?

“È strano che uno come lui che ha fatto un percorso così importante alla Juve non abbia avuto questa soddisfazione. Mi sarebbe piaciuto far parte delle sue squadre, ho sempre visto giocatori maturi e professionali, c’era la sensazione di condivisione molto forte”.

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