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·5 gennaio 2026
Caicedo: “Sarri va aiutato, alla Lazio servono più leader e qualità”

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·5 gennaio 2026

Intervenuto nel corso di Lazialità, in onda ogni lunedì su T9 (canale 17 del digitale terrestre) e condotto da Guido De Angelis, Felipe Caicedo ha analizzato senza filtri il momento della Lazio, toccando numerosi temi legati al presente e al passato biancoceleste.
Secondo Caicedo, la squadra sta attraversando una fase delicata e ha bisogno di rinforzi concreti:
“Sarri va aiutato, la squadra è in difficoltà. Una società che vuole lottare per l’Europa deve avere una rosa più ampia e più forte. Speriamo che in questi giorni possano arrivare altri giocatori”.
Guardando al confronto imminente con la Fiorentina, l’ex attaccante ha sottolineato come, rispetto al passato, si sia persa qualità e identità:
“Rispetto alla mia Lazio si è persa qualità. Forse manca anche un po’ di spirito e di figure importanti come Radu e Lulic, che ti facevano capire cosa fosse la lazialità. Probabilmente oggi l’unico è Cataldi”.
Caicedo ha poi ricordato quanto fosse ricca di leader la Lazio dei suoi anni, citando giocatori come Lucas Leiva, Parolo e Immobile. Proprio su Sarri ha aggiunto:
“Ha le sue idee e fa fatica a cambiarle, ma questo modo di giocare sarebbe stato ideale per me. In questa Lazio probabilmente avrei giocato”.
Spazio anche a un momento personale e toccante, legato alla scomparsa di Mario Pineida:
“Giocava con me da tantissimo tempo, era come un fratello. Questa vicenda mi ha colpito profondamente e da quel momento ho deciso di dire basta con il calcio”.
Parlando di attaccanti, Caicedo ha commentato l’addio di Castellanos:
“È un attaccante forte, se è stato pagato 30 milioni un motivo c’è. Forse non c’è stato il feeling giusto alla Lazio, e poi essere l’attaccante dopo Immobile non è facile”.
Su Ciro Immobile e Simone Inzaghi, Caicedo ha speso parole di grande affetto:
“Ciro voleva sempre giocare, ogni tanto lo mandavo a quel paese, ma gli voglio davvero bene. Inzaghi era l’attore principale di quella Lazio: un allenatore bravissimo, il numero uno nella gestione del gruppo”.
Impossibile non citare anche Luis Alberto e Milinkovic Savic
“Luis Alberto è un fantasista puro, vede cose che nessun altro vede. Milinković è completo, il calciatore ideale: Sergej era impressionante, vinceva le partite da solo”.
Caicedo ha ricordato anche Pedro Neto, già allora considerato un talento fuori dal comune, e ha raccontato l’emozione del ritorno all’Olimpico:
“La Lazio e l’Olimpico sono casa mia. Non venivo qui da quattro anni, è stata una sensazione incredibile. La lazialità ti entra dentro”.
Non sono mancati i ricordi più iconici, come i gol in “Zona Caicedo”, quello al 98’ contro il Cagliari e la rete nel derby vinto 3-0, definita la partita più completa della sua carriera. Ampio spazio anche alla stagione 2019-2020 e alla finale di Coppa Italia contro l’Atalanta, definita “una notte magica”.
In chiusura, un messaggio chiaro e carico di sentimento:
“Ho deciso di smettere, cambierei idea solo se mi chiamasse la Lazio. Ai tifosi dico che gli voglio bene e che sarò sempre con loro. Mi hanno dato tanto”.
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