❗ Calafiori: “Blessin mi chiamava ‘italian bastard’! Devo tanto a Thiago Motta, su Bove…” | OneFootball

❗ Calafiori: “Blessin mi chiamava ‘italian bastard’! Devo tanto a Thiago Motta, su Bove…” | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: PianetaChampions

PianetaChampions

·21 marzo 2026

❗ Calafiori: “Blessin mi chiamava ‘italian bastard’! Devo tanto a Thiago Motta, su Bove…”

Immagine dell'articolo:❗ Calafiori: “Blessin mi chiamava ‘italian bastard’! Devo tanto a Thiago Motta, su Bove…”

Riccardo Calafiori, difensore dell’Arsenal, ha concesso una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha parlato del difficile rapporto con Alexander Blessin al Genoa e della convivenza con Edoardo Bove a Londra. Di seguito le dichiarazioni più rilevanti.

ROMA – “Quando ero alla Roma ho comprato casa ai miei genitori. In 23 anni ho ricevuto davvero più complimenti come persona che come calciatore: il merito è loro, mi sembrava giusto ripagarli”. 


OneFootball Video


MOURINHO – “Pazzesco. Avevo staccato il telefono per un paio d’ore e, quando l’ho acceso, avevo 300 notifiche da leggere. La gente mi inviava il video con le mie statistiche pubblicato da Mou. Ero contentissimo, poi probabilmente l’ho deluso e dopo il Bodo è cambiato tutto. Doveva andare così, è stata una batosta ma mi ha aiutato a crescere”. 

RAPPORTO CON BLESSIN – “Io tendo sempre a giustificare i comportamenti degli altri e sicuramente ho sbagliato qualcosa. Anche a distanza di anni, però, non ho sensazioni positive su di lui. Il Genoa retrocesse e noi litigammo: penso che, anche se mi avesse fatto giocare un po’ di più, la mia carriera non sarebbe cambiata. L’allenatore Blessin mi trattava male e mi chiamava ‘italian bastard'”. 

ALLENATORI – “A Thiago Motta devo tantissimo. Lui, Spalletti e Arteta mi hanno cambiato”.

RAPPORTO CON BOVE – “Abitiamo nello stesso palazzo. I centri sportivi di Arsenal e Watford sono adiacenti, quindi Edo ha cercato casa nella mia stessa zona. Credo sia destino: una vita insieme nelle giovanili della Roma, ora vicini di casa a Londra. Qualche giorno fa l’ho abbracciato e ho toccato il defibrillatore sottocutaneo, mi ha fatto un po’ strano. Invece, lui è sereno e ha voglia di spaccare il mondo. Sono contento per Edo”.

Visualizza l' imprint del creator