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·2 ottobre 2026

Calcio cileno in allerta: arbitri votano sciopero e pressano l'ANFP

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Il calcio cileno affronta un nuovo focolaio di tensione. Il Sindacato degli Arbitri Professionisti del calcio cileno ha reso noto questo venerdì che i suoi iscritti hanno approvato a larghissima maggioranza il ricorso al diritto di sciopero, nell’ambito della contrattazione collettiva che la categoria sta portando avanti con l’ANFP.

Il risultato della votazione rappresenta un segnale forte del livello di malcontento esistente tra gli arbitri e aumenta la pressione sull’Associazione affinché sblocchi un processo che minaccia di incidere direttamente sulla continuità dell’attività professionistica.

Secondo il comunicato diffuso dal sindacato, alla votazione ha partecipato il 97,7% dei suoi membri, dimostrando un alto livello di partecipazione in un passaggio decisivo per il futuro delle trattative. Di questo totale, il 99,2% si è espresso a favore dello sciopero, dopo aver respinto l’ultima offerta presentata dall’ANFP.


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L’entità del voto costituisce uno degli elementi centrali di questa nuova fase della trattativa. Non si tratta soltanto dell’approvazione formale di un’eventuale astensione dal lavoro, ma di un sostegno praticamente unanime degli arbitri alla posizione adottata dalla loro organizzazione sindacale. Di conseguenza, lo scenario dipende ora dalla capacità di entrambe le parti di trovare un punto d’incontro prima che il conflitto possa spostarsi dal tavolo negoziale direttamente ai campi.

Oltre a comunicare il risultato della votazione, il Sindacato degli Arbitri ha confermato di aver richiesto una mediazione presso l’Ispettorato del Lavoro, cercando di creare uno spazio che consenta di avvicinare le posizioni ed evitare che il conflitto finisca per compromettere il normale svolgimento del calcio professionistico. La decisione riflette che, nonostante la nettezza del voto, la categoria mantiene ancora aperta la possibilità di raggiungere un’intesa con l’ANFP.

“In ragione del nostro costante interesse a collaborare per un esito positivo con il datore di lavoro, questo Sindacato ha richiesto all’Ispettorato del Lavoro una mediazione, sempre con l’obiettivo di mantenere la continuità del calcio professionistico e considerando che c’è sempre stata la migliore volontà di giungere a un accordo che vada a beneficio di tutte le parti”, hanno dichiarato dal sindacato nel comunicato.

La richiesta di mediazione assume particolare rilevanza considerando che un’eventuale astensione dal lavoro degli arbitri avrebbe conseguenze dirette sulla programmazione delle partite e, di riflesso, sul funzionamento delle diverse competizioni organizzate in ambito professionistico. Per questo motivo, la trattativa entra in una fase particolarmente delicata, nella quale la possibilità di raggiungere un accordo prima che lo sciopero si concretizzi appare come l’obiettivo principale per evitare una nuova alterazione del calendario calcistico.

Tuttavia, dal sindacato hanno criticato duramente l’ultima proposta presentata dall’ANFP, ritenendo che non abbia risposto alle principali preoccupazioni sollevate nel corso della contrattazione collettiva. Per la categoria, l’offerta dell’Associazione non ha rappresentato un progresso significativo rispetto alle condizioni attualmente in vigore e, al contrario, ha evidenziato una distanza importante tra le due parti.

“Ci rammarica profondamente che l’ANFP abbia formulato un’ultima offerta che è sostanzialmente uguale al contratto collettivo vigente, limitandosi unicamente a respingere tutte e ciascuna delle proposte del Sindacato”, hanno espresso gli arbitri.

Dal loro punto di vista, la mancanza di modifiche sostanziali è stata determinante per spiegare il netto risultato della votazione. “Ciò non è stato altro che una dimostrazione nulla della scarsa volontà di esaminare le preoccupazioni della categoria e ha portato al risultato della votazione, che è stato chiaro”, hanno aggiunto.

Le parole del sindacato riflettono il livello di distanza che attualmente esiste tra le posizioni delle due parti. Mentre gli arbitri sostengono che le loro richieste non abbiano ricevuto una risposta sufficiente, l’ANFP dovrà ora affrontare uno scenario in cui praticamente la totalità dei lavoratori sindacalizzati aventi diritto al voto ha sostenuto la possibilità di sospendere le proprie funzioni.

In questo modo, il conflitto entra in una fase decisiva. L’approvazione dello sciopero non significa necessariamente che l’astensione dal lavoro si concretizzerà immediatamente, soprattutto considerando la mediazione richiesta presso l’Ispettorato del Lavoro, ma configura comunque uno scenario di notevole pressione per l’ANFP. La continuità del calcio professionistico resta, per ora, strettamente legata all’esito delle prossime trattative e alla capacità delle parti di avvicinare le rispettive posizioni.

Infine, il sindacato ha rivolto un appello diretto all’ANFP affinché modifichi il proprio atteggiamento e riprenda la trattativa con una diversa disposizione. “Invitiamo l’Associazione a esaminare meglio il rifiuto totale che ha mostrato nel processo, sempre con l’obiettivo che il calcio professionistico cileno possa avere uno sviluppo migliore”, hanno concluso.

Con una votazione del 99,2% a favore dello sciopero, una partecipazione del 97,7% degli iscritti e una mediazione già richiesta presso l’Ispettorato del Lavoro, il calcio cileno si ritrova ancora una volta di fronte a uno scenario di incertezza. La palla, almeno per ora, resta nel campo della trattativa: la sfida sarà trovare un accordo che consenta di chiudere il conflitto prima che la vertenza lavorativa finisca per incidere direttamente sulla competizione.

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Questo articolo è stato tradotto in italiano dall'intelligenza artificiale. Puoi leggere la versione originale in 🇪🇸 qui.

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