Calcio e Finanza
·24 gennaio 2026
Calcio in lutto, è morto Canuti: vinse lo Scudetto 1980 con l'Inter e giocò in B col Milan

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«Ci ha lasciato Nazzareno Canuti. Prodotto del Settore Giovanile, in nerazzurro 183 presenze e 7 stagioni. Con l’Inter ha vinto due Coppe Italia e il campionato del 1979-80 onorando sempre la maglia con orgoglio, dedizione e spirito di sacrificio. FC Internazionale Milano e tutto il popolo nerazzurro si stringono attorno ai suoi familiari».
Con questo breve messaggio di cordoglio, l’Inter ha annunciato la scomparsa di Nazzareno Canuti, morto all’età di 70 anni. Ex difensore dei nerazzurri e del Milan, Canuti era stato fino agli anni Ottanta uno dei pochissimi calciatori – appena 14 – ad aver indossato entrambe le maglie delle due squadre milanesi. La sua fede, però, non è mai stata in discussione: «L’Inter è l’Inter: si ama», aveva confidato in un’intervista di qualche mese fa.
Soprannominato “Nazza”, era cresciuto nel vivaio nerazzurro, con cui aveva esordito in prima squadra nel 1975. Il periodo più significativo della sua esperienza all’Inter – 183 presenze complessive e una rete in sette stagioni – coincise tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta. In quegli anni, sotto la guida di Bersellini, contribuì alla conquista dello scudetto 1979-80 e di due Coppe Italia.
Subito dopo quell’ultimo trionfo arrivò il trasferimento in prestito al Milan, che nella stagione 1982/83 militava in Serie B. «Eravamo in tournée in Cile, mi sono molto incazzato. Ma come? All’improvviso, senza dirmi niente? Mi avevano inserito, assieme a Pasinato e Serena, nell’affare Collovati – ha raccontato recentemente ricordando il passaggio in rossonero –. Ma non si poteva rifiutare, allora funzionava così. Poi sono stato contento, abbiamo vinto, c’erano ragazzi splendidi e Ilario Castagner, gran persona, allenatore sensibile e delicato».
Dopo le esperienze con Genoa, Catania e Solbiatese, Canuti aveva scelto di non proseguire il proprio percorso professionale nel mondo del calcio, intraprendendo invece la carriera di rappresentante e successivamente di dirigente in Sony, insieme al suo ex compagno Evaristo Beccalossi.








































