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·7 gennaio 2026

Calcio scommesse, un nuovo caso scuote la Turchia: 104 agenti sospesi!

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Calcio scommesse, un nuovo caso scuote la Turchia: 104 agenti sospesi! L’accusa è pesantissima: ecco cosa sta succedendo

Un vero e proprio terremoto giudiziario sta scuotendo le fondamenta del calcio anatolico. La Federazione Calcistica Turca (TFF) ha annunciato oggi un provvedimento disciplinare di portata storica, destinato a cambiare per sempre la percezione della lotta al betting nel Paese. Con una comunicazione ufficiale diramata in mattinata, il massimo organo calcistico locale ha reso noto il deferimento di ben 104 agenti di calciatori al Comitato Disciplinare del Calcio Professionistico (PFDK). L’accusa è gravissima: violazione sistematica delle normative sulle scommesse sportive, un comportamento assolutamente proibito per chi detiene una licenza professionale all’interno del sistema federale.

Scatta l’Articolo 57: stop immediato

L’indagine, condotta con estrema riservatezza negli ultimi mesi, ha fatto emergere un quadro inquietante. I soggetti coinvolti, tutti regolarmente tesserati e operativi sul mercato, avrebbero effettuato puntate su eventi sportivi proprio nel periodo in cui esercitavano la professione. La risposta della Federazione è stata durissima e immediata: appellandosi all’articolo 57 del Codice Disciplinare, è stata disposta l’applicazione di misure cautelari d’urgenza. A partire da oggi, 7 gennaio 2026, tutti i 104 procuratori indagati sono stati sospesi in via preventiva da qualsiasi attività, bloccando di fatto una fetta consistente del calciomercato turco.


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Rischio stangata e integrità del gioco

Ora la palla passa al PFDK, l’organo di giustizia sportiva incaricato di valutare le singole posizioni. Il ventaglio delle possibili sanzioni è ampio e severo: si va da pesanti ammende pecuniarie a sospensioni temporanee, fino alla revoca definitiva della licenza per i casi più gravi. Questa maxi-operazione conferma la linea della “tolleranza zero” adottata dalla TFF per proteggere l’integrità del calcio professionistico. Dopo aver colpito in passato arbitri e calciatori, l’istituzione punta ora il dito contro i manager, considerati anelli sensibili della catena, ribadendo che il fenomeno delle scommesse illegali rappresenta una minaccia esistenziale per la credibilità dell’intero movimento sportivo nazionale.

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