Juventusnews24
·19 marzo 2026
Calciomercato Juve, dilemma portieri: quale futuro per Perin e Di Gregorio? Possibile questa decisione. Gli aggiornamenti

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·19 marzo 2026

Il futuro della porta bianconera è uno dei temi più caldi all’interno del calciomercato della Juve. Con la programmazione per la stagione 2026/2027 già entrata nel vivo, la dirigenza si trova a dover gestire due situazioni speculari ma profondamente diverse: la stabilità rappresentata da Mattia Perin e l’incertezza che circonda il futuro di Michele Di Gregorio.
Il punto fermo, paradossalmente, sembra essere proprio il “dodicesimo”. Come riferito dal Corriere dello Sport, Mattia Perin appare destinato a proseguire la sua esperienza in bianconero, consolidando un rapporto che nell’ultimo biennio è diventato fondamentale per l’equilibrio dello spogliatoio. Dopo il rinnovo contrattuale firmato nel settembre 2024, il portiere di Latina ha continuato a fornire prestazioni di altissimo livello ogni volta che è stato chiamato in causa.
Nonostante l’interesse costante di club come il Genoa e alcuni sondaggi da squadre di fascia media, nessuna offerta ha mai soddisfatto i parametri economici della società, complice anche un ingaggio importante. All’interno della Continassa, Perin è considerato una garanzia nel ruolo di vice, un leader silenzioso capace di reggere le pressioni di Torino. Salvo colpi di scena legati alla sua volontà di giocare titolare in una competizione europea, il suo percorso in bianconero sembra tracciato fino alla scadenza del 2027.
Diverso è il discorso per l’attuale numero uno. Sebbene sia arrivato con grandi aspettative, il calciomercato della Juve potrebbe riservare sorprese clamorose su questo fronte. Nonostante un contratto lungo fino al 2029, l’estremo difensore potrebbe lasciare Torino al termine della stagione. La valutazione a bilancio tocca i 10 milioni di euro e la Juventus non intende registrare minusvalenze; tuttavia, la dirigenza sta valutando con attenzione le dinamiche del mercato dei portieri.
Non si esclude una cessione a titolo definitivo o, in alternativa, la formula del prestito con diritto di riscatto per favorire l’uscita. Questo movimento libererebbe spazio salariale e di manovra per puntare su profili diversi, in un valzer di guantoni che coinvolge nomi di primo piano.
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