Calcionews24
·21 marzo 2026
Calciomercato Milan: incontro Tare-Modric, sul piatto il futuro in rossonero. La decisione del croato in vista della prossima stagione

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Come riferito da Tuttosport, giovedì sera è andato in scena un importante rendez-vous tra Igli Tare e Luka Modric nel cuore di Milano. Un’apericena informale che testimonia il feeling fortissimo nato lo scorso giugno a Zagabria, quando il fuoriclasse croato scelse il Milan per la sua last dance. Le prestazioni in campo sono talmente brillanti da far dimenticare che il giocatore viaggia verso i 41 anni (che compirà a settembre). Dirigenza e compagni sono in pressing sul metronomo affinché decida di guidare la squadra anche nella prossima stagione, per fare da alfiere nell’anno del ritorno in Champions dei rossoneri.
Per convincere l’ex Real Madrid, la società ha già pronto un annuale da 4,5 milioni più bonus. L’aspetto economico, tuttavia, è secondario: Luka deve soltanto decidere se proseguire la sua carriera dopo il Mondiale, ma da Milanello filtra grande ottimismo.
A benedire l’operazione c’è anche Massimiliano Allegri, che ha dichiarato: «Modric è un esempio per tutti. Vedere un uomo di 40 anni, con questa passione e amore per quello che fa, è incredibile. Crea entusiasmo e positività. Futuro? Non ho parlato con lui di questo, lo fanno la società e il direttore, dipenderà da Luka».
Parallelamente alle questioni di campo, tengono banco le dichiarazioni del patron Gerry Cardinale, rilanciate dal Financial Times. Il numero uno di RedBird si è lasciato andare a uno sfogo sul clima vissuto in Italia e sulle strategie aziendali:
«Negli ultimi 3 anni in Italia ho affrontato qualcosa che non avevo mai visto. Non riesco nemmeno a prendere parola senza che mi chiedano: la squadra è davvero tua o di Elliott? È assurdo e frustrante. Vorrei che mi venisse riconosciuta fiducia. Tutti mi vedono come il nuovo Berlusconi e si aspettano che spenda senza limiti. Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno. Negli Usa potrei farlo ad occhi chiusi. Qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali. Mi piacerebbe arrivare al punto in cui potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia».
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