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·31 maggio 2026
Calciomercato, Torino made in Italy: Esposito sogno, via alla rivoluzione

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·31 maggio 2026

Il futuro del Torino parlerà sempre più italiano. È questa la linea tracciata dalla dirigenza granata in vista della stagione 2026-27, con l'obiettivo di costruire una squadra più giovane, sostenibile e con una presenza molto più marcata di calciatori italiani rispetto al recente passato.
Secondo quanto riportato da La Stampa, il club di Urbano Cairo starebbe lavorando a una vera e propria rivoluzione tecnica e identitaria. I numeri della stagione appena conclusa raccontano infatti una tendenza netta: appena cinque italiani in rosa contro ben ventuno stranieri. Un rapporto che il Torino vuole invertire nei prossimi mesi.

La svolta partirà dalla panchina. Il profilo individuato dal responsabile dell'area tecnica Gianluca Petrachi è quello di un allenatore giovane e con idee moderne.
Al momento la corsa sarebbe ristretta a due nomi: Alberto Aquilani e Ignazio Abate. Due tecnici emergenti che incarnano perfettamente il progetto granata, orientato alla valorizzazione dei giovani e alla crescita del patrimonio tecnico interno.

Il nome più caldo per il reparto offensivo è quello di Sebastiano Esposito. L'attaccante, reduce da un'ottima stagione al Cagliari, rappresenta il principale obiettivo per rinforzare il reparto avanzato.

Il Torino si prepara infatti a importanti cambiamenti in attacco. Il futuro di Duván Zapata e Che Adams appare tutt'altro che certo e il club sta valutando profili in grado di garantire qualità, prospettiva e margini di crescita.
Esposito, classe 2002, risponde perfettamente all'identikit tracciato dalla società: giovane, italiano e con ancora ampi margini di sviluppo.
Non c'è soltanto l'attacco nei piani del Torino.
Per la porta piace Wladimiro Falcone, uno dei profili più apprezzati per affidabilità ed esperienza in Serie A. Sulle corsie esterne, invece, attenzione a Tommaso Barbieri, reduce dalla retrocessione con la Cremonese ma considerato un elemento di prospettiva.

In difesa il club segue con interesse due giovani della Fiorentina, Niccolò Fortini e Pietro Comuzzo, entrambi monitorati da diverse società italiane. Su Comuzzo ci sentiamo di sottolineare che sia un'operazione che non rientra nelle possibilità granata, data la valutazione del centrale viola: 18 milioni di euro.
Resta inoltre in orbita granata Andrea Pinamonti, mentre il Torino proverà a trattenere Luca Marianucci dopo il prestito dal Napoli.
Tra i profili valutati figura anche Federico Baschirotto, difensore classe 1996 che garantirebbe esperienza e leadership a un reparto destinato a rinnovarsi.
Uno dei pilastri del nuovo corso sarà la valorizzazione dei talenti cresciuti nel settore giovanile granata.
Tornerà alla base Cacciamani, protagonista di una stagione molto positiva alla Juve Stabia proprio sotto la guida di Abate. Rientrerà anche Alessandro Dellavalle, reduce da due campionati consecutivi in Serie B con il Modena.

Alessio Cacciamani
Sotto osservazione anche Dalla Vecchia, classe 2005 che nell'ultima stagione ha giocato in prestito all'Entella.
Saranno poi valutati durante il ritiro estivo Aaron Ciammaglichella e alcuni dei talenti più promettenti del vivaio granata: Carrascosa (classe 2008), Siviero, Acquah e Perciun.
La strategia è chiara: abbassare l'età media della rosa, aumentare la presenza di giocatori italiani e costruire una squadra capace di creare valore tecnico ed economico nel tempo.
Il mercato estivo sarà quindi il primo banco di prova del nuovo progetto granata. Da Esposito a Falcone, passando per Fortini, Barbieri e i tanti giovani di proprietà, il Torino prepara un profondo restyling con un'identità ben precisa.
Un Toro sempre più made in Italy, con l'ambizione di tornare competitivo partendo dai giovani.
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