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·13 maggio 2026

Calendari nel caos: Spalletti e la Juventus sono furiosi per un motivo

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Calendari nel caos: Spalletti e la Juventus sono furiosi per un motivo. Tutti ancora in attesa di scoprire quando si giocherà il match con la Fiorentina

Il caos che sta avvolgendo la definizione del calendario di Serie A rappresenta l’ennesimo autogol di un sistema che espone i club a incertezze inaccettabili. La decisione della Prefettura di Roma di spostare il derby a lunedì sera, per evitare la concomitanza con le finali degli Internazionali d’Italia, ha innescato un effetto domino: Juventus, Napoli, Como e Milan rischiano di conoscere la data definitiva dei propri impegni solo all’ultimo minuto. Il regolamento parla chiaro: negli ultimi due turni, le squadre in lotta per lo stesso obiettivo devono giocare in contemporanea. Pertanto, se slitta il derby, slittano tutti i match Champions. Lo riporta Tuttosport.


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La frustrazione in casa Juventus è palpabile. Chi pensa che giocare domenica a mezzogiorno o lunedì sera sia la stessa cosa ignora la complessità della preparazione atletica moderna. A questi livelli, l’improvvisazione è bandita: ogni ora di lavoro o di riposo è calcolata per prevenire infortuni e ottimizzare la performance. Spostare una gara di oltre trenta ore significa dover resettare i carichi di lavoro e la “sveglia biologica” dei calciatori, tarata minuziosamente sui ritmi del match originale.

Mentre la Fiorentina arriverà all’Allianz Stadium senza particolari pressioni di classifica, la squadra di Luciano Spallettisi gioca il futuro del proprio progetto sportivo. Per ora, i bianconeri hanno mantenuto il piano di lavoro originale, ma il tecnico toscano potrebbe essere costretto a stravolgere la programmazione in corsa, magari sacrificando il giorno di riposo per gestire l’attesa. Resta il paradosso di un’industria calcistica che si ritrova ostaggio di un braccio di ferro tra istituzioni e Lega, dove le esigenze di ordine pubblico e i diritti televisivi finiscono per calpestare l’integrità sportiva di chi si gioca un intero anno di lavoro. Club e tecnico sarebbero furiosi.

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