Inter Milan
·23 agosto 2026
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·23 agosto 2026
La nuova stagione dell'Inter è ufficialmente iniziata. Una giornata di sole e un San Siro già pieno, impaziente di tornare ad abbracciare i suoi campioni: il popolo nerazzurro fremeva dopo un'estate di attesa, dopo l'ultimo saluto di maggio nella festa Scudetto. L'Inter è ripartita con quattro gol contro un Monza combattivo, che si è arreso nel secondo tempo all'assalto degli uomini di Chivu: quattro marcatori diversi, giocate di qualità assoluta, delizie per gli occhi dei tifosi interisti. Sono arrivati i primi tre punti in classifica, gli abbracci e i sorrisi al termine del match, la consapevolezza di aver iniziato nel modo giusto una stagione lunga e ricca di impegni.
Riviviamo Inter-Monza attraverso cinque momenti, cinque istantanee rimaste negli occhi della prima giornata di campionato.
L'arbitro si porta il fischietto alla bocca e decreta l'inizio del nuovo campionato. È il momento in cui lo sguardo si focalizza e la concentrazione sale al massimo, in campo, sugli spalti, sul divano davanti al televisore. È l'attimo in cui si inizia a portare sul campo il lavoro di oltre un mese di preparazione, in cui si riassapora la sensazione di competitività, di quel familiare formicolio nello stomaco per una partita che mette in palio tre punti. Lo stadio si riempie dei cori dei tifosi, migliaia di voci diventano un unico, impressionante boato che spinge la squadra all'alba della nuova stagione. È iniziata Inter-Monza, è iniziata la Serie A 2026/27.
Ad Hakan Calhanoglu sono bastati appena sei minuti per inaugurare la nuova stagione. Sei minuti di studio, di possesso palla e ritmi blandi tipici del calcio di agosto, quando le gambe sono ancora pesanti dal lavoro svolto in preparazione. Non per Calha, però: sei minuti di attesa, acquattato come il miglior predatore, per poi colpire in un lampo. Una saetta, talmente forte e improvvisa da risultare quasi inaspettata, anche se negli anni Hakan ci ha abituato a questo tipo di colpi. Non ci ha pensato un secondo, il turco, vedendo arrivare l'appoggio di Diouf: è arrivato in corsa, si è coordinato e ha lasciato che il suo destro magico facesse il resto. L'esplosione del suo tiro è stata l'esplosione di San Siro, un ruggito di gioia che Calha non viveva dal 21 aprile scorso, il giorno della sua ultima presenza ufficiale con l'Inter, in quella magica semifinale di Coppa Italia contro il Como in cui aveva rivitalizzato i nerazzurri con una doppietta. È ripartito da dove aveva lasciato, senza tagliare il filo. Una rete che ha un valore particolare anche a livello statistico, perché gli ha consentito di entrare nel gruppo di giocatori con attivo almeno 60 gol e 60 assist in Serie A dall'inizio dello scorso decennio: Calha è a quota 60 gol e 62 assist, ed è diventato anche uno dei tre centrocampisti capaci di segnare più di 20 gol sia da fuori area (21) che da dentro (27) in Serie A da quando questo dato è disponibile (dal 2004/05). Ha impiegato sei minuti per realizzare il primo bolide dalla distanza, sei minuti per far esultare il Meazza e farci rivivere quelle sensazioni di gioia e meraviglia dopo un gol dei suoi.
La partita di Esposito è stata una lotta continua: spalle alla porta, prese di posizione, strattoni e difese del pallone, sponde e contatti. Non si è risparmiato un secondo, Pio, per cercare di aiutare i compagni a risalire il campo: contro un Monza intenso, fisico e capace di pareggiare, l'attaccante nerazzurro non si è mai perso d'animo, consapevole che prima o poi sarebbe arrivato il momento giusto. Il momento di trasformare il sacrificio in gol, di mostrare i muscoli sotto la curva dopo averli usati per tenere a distanza gli avversari. È successo al minuto 55, quando Diouf è andato via sulla fascia destra entrando in area: Pio è giovane, ma conosce quella zona di campo come se ci vivesse da sempre: usa il fisico per prendere posizione, capisce dove arriverà il pallone e si prepara già alla magia. Il cross di Andy è leggermente arretrato, e Pio si inventa un colpo di tacco col destro per girare la palla in porta. Un golazo tanto spettacolare quanto importante, perché ha consentito all'Inter di portarsi sul 3-1 dopo un primo tempo equilibrato: il suo urlo liberatorio si è unito a quello del popolo nerazzurro, dopo una perla che rimarrà sicuramente nell'elenco dei gol più belli della stagione.
Quindici minuti per assaporare per la prima volta l'emozione di giocare a San Siro con la maglia dell'Inter. È il minuto 75 quando John Stones calpesta per la prima volta il manto erboso del Meazza, ricevendo gli applausi del suo nuovo popolo. Il primo, fortissimo messaggio di benvenuto, però, è arrivato da Cristian Chivu: l'allenatore nerazzurro ha stretto il difensore inglese in un abbraccio poco prima del cambio, regalando un momento intenso e ricco di significato. Il modo per accogliere nella famiglia interista un giocatore che ha vissuto in Inghilterra per tutta la vita, pronto a muovere i primi passi di un nuovo capitolo. Un'emozione forte, visibile negli occhi di John nel momento del suo ingresso in campo. Qualche minuto più tardi è stato il turno di Aleksandar Stankovic, che ha realizzato il suo sogno di esordire a San Siro con la maglia dell'Inter, ricalcando le orme di suo padre. Un finale di partita ricco di emozioni e di prime volte, in un'atmosfera di festa sotto il tramonto di San Siro.
Tra i volti più sorridenti al termine del match c'è sicuramente quello di Andy Diouf. Dopo un precampionato da protagonista, il francese ha fornito una prova estremamente positiva contro il Monza: una minaccia continua sulla fascia destra tra accelerazioni e dribbling, decisivo con due assist per i gol di Calhanoglu e Pio Esposito. Un Diouf visibilmente contento ha ricevuto il premio di Mvp della partita, festeggiato con sorrisi e abbracci con Marcus Thuram. Un riconoscimento alla sua grande prova e applicazione, con lo stesso Andy che ha dichiarato di aver parlato molto con Chivu per rendere al meglio nel ruolo di esterno.







































