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·13 settembre 2026
🔎 Calvarese su Padova-Ascoli: "Chakir come il mani di Lobotka: immagini poco chiare! Moro non impattante"

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·13 settembre 2026

Il sabato di Serie BKT è stato contraddistinto, oltre che dal solito spettacolo e dalla grande competitività sul campo, da polemiche soprattutto all'Euganeo. Prima un gol annullato all'Ascoli, poi un dubbio su quello decisivo del Padova.
Gianpaolo Calvarese, ex arbitro internazionale, ha analizzato il tutto sul suo sito calvar.it. Di seguito riportiamo nel dettaglio la sua analisi.
"Due episodi molto contestati in Padova-Ascoli, vinto dai veneti per 1-0. Si discute sia del gol annullato dal campo a Chakir per un presunto tocco di braccio del marcatore nell'immediatezza, che della rete convalidata ai padroni di casa (segnata da Galazzi), viziata secondo gli ospiti da un fuorigioco d'impatto di Luca Moro.
Calcio d’angolo, ribattuta, stop di petto di Chakir e tiro.

Partiamo da un punto regolamentare importante: visto che è lo stesso calciatore a segnare immediatamente dopo il presunto tocco di mano, se il pallone gli toccasse effettivamente il braccio, anche in maniera del tutto casuale e non punibile in altre circostanze, il gol sarebbe comunque da annullare.
Il punto, quindi, è un altro: Chakir la tocca davvero con il braccio oppure no?
Dal campo l’arbitro Collu annulla la rete, ritenendo che ci sia stato un precedente tocco di mano. Andiamo allora a rivedere le immagini.
Qui torniamo su un problema che in Serie B purtroppo emerge spesso: con il numero e la qualità delle telecamere a disposizione (che da quest'anno sono comunque aumentate) si fa davvero fatica, anche guardando tutto ciò che viene trasmesso in televisione, a stabilire con certezza se il pallone tocchi il braccio oppure no.
Di conseguenza, esattamente come già successo nel caso Lobotka in Inter-Napoli, quando non esiste un’immagine chiara e conclusiva che dimostri l’errore, deve rimanere la decisione presa sul terreno di gioco".
"Il secondo episodio riguarda il gol decisivo di Galazzi, convalidato dopo un silent check del VAR per un possibile fuorigioco d'impatto di Moro.
Moro tenta chiaramente di giocare il pallone che è vicino. Questa è la condizione di punibilità che chiede il regolamento e qui c’è. Ma da sola non basta perché il regolamento richiede che quel gesto impatti sulla capacità dell’avversario di giocare il pallone.

Qui c’è il difensore (Curado) e il portiere (Vitale). Sul difensore non impatta perché l’attaccante è dietro. Sul portiere ha una minima incidenza perché crea un attimo di incertezza, se intervenire su di lui o su Galazzi. Alla fine Vitale però riesce a chiudere e va in opposizione all'autore del gol. Didatticamente la decisione di fuorigioco non sarebbe stata errata ma giustamente il VAR opta per il silent check, perché non c’è stata evidenza certa dell’impatto sul portiere che comunque fa la sua opposizione".







































