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·9 settembre 2026
Camarda, il Milan e il nodo della fiducia: zero minuti e un interrogativo che non può più essere rinviato – VIDEO di Alberto Petrosilli

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·9 settembre 2026

Francesco Camarda, attaccante classe 2008 considerato uno dei talenti più luminosi del vivaio rossonero, non ha ancora giocato un solo minuto nelle prime tre partite ufficiali della stagione. Un dato che non può essere trasformato in un caso, ma che allo stesso tempo non può essere ignorato. Il Milan ha sempre ribadito fiducia nel ragazzo, ma nel calcio la fiducia si misura con le scelte, non con le dichiarazioni.
Il tecnico Ruben Amorim, allenatore portoghese noto per il suo calcio aggressivo e strutturato, non è certo obbligato a consegnare a Camarda una maglia da titolare. Sarebbe prematuro e forse controproducente. Il Milan deve trovare equilibrio, gestire le rotazioni e non può trasformare ogni partita in un laboratorio per i giovani. Tuttavia, tra il ruolo da titolare e l’assenza totale di minutaggio esiste una vasta zona intermedia che, finora, non è stata esplorata.
Cinque minuti nel finale, un ingresso a partita indirizzata, una sostituzione pensata per sfruttarne entusiasmo e freschezza: le occasioni per coinvolgerlo possono essere create. Perché un giovane cresce attraverso il campo, non attraverso gli elogi. E finora la scelta è stata quella di lasciarlo fuori.
Il tema non riguarda solo il minutaggio, ma il percorso. Camarda deve confrontarsi con difensori esperti, sbagliare, imparare, capire cosa significhi incidere nel calcio dei grandi. Non può crescere restando ai margini, aspettando un futuro indefinito scandito da complimenti e promesse. Se Amorim lo ritiene pronto per far parte stabilmente della prima squadra, deve iniziare a utilizzarlo con continuità. Se invece lo considera ancora lontano dal livello richiesto, il club deve interrogarsi su una soluzione che gli garantisca minuti reali.
La situazione peggiore sarebbe quella intermedia: Camarda trattenuto come simbolo del futuro, ma sistematicamente escluso dalle rotazioni. Non sarebbe protezione, sarebbe immobilismo.
Con l’inizio dell’Europa League, il calendario diventerà più intenso e aumenteranno le opportunità per chi ha giocato meno. Sarà questo il momento in cui capire davvero quale ruolo Amorim immagina per Camarda.
Tre partite non bastano per emettere una sentenza, ma sono sufficienti per porre una domanda: il Milan vuole davvero investire su Camarda o lo sta solo proteggendo a parole?
Adesso servono segnali. Anche piccoli, purché concreti. Perché la fiducia autentica comincia quando un giovane viene mandato in campo. Tutto il resto rischia di essere soltanto comunicazione.
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