Cagliarinews24
·8 giugno 2026
Canini: «Esposito si può cedere solo per un’offerta irrinunciabile. Rodriguez dovrà confermarsi nella prossima stagione» – ESCLUSIVA

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Michele Canini ha segnato un’epoca in rossoblù arrivando a collezionare 185 presenze tra tutte le competizioni tra il 2005 e il 2012. L’ex giocatore del Cagliari ha parlato in esclusiva con noi di CagliariNews24 della stagione della squadra di Fabio Pisacane, del possibile rinnovo di Andrea Belotti e tanto altro ancora. Le sue parole:
Fabio Pisacane va verso la conferma dopo una stagione positiva chiusa con 43 punti e la 14a posizione. E’ l’uomo giusto per il Cagliari? Che ne pensi dell’annata dei rossoblù?
«Secondo continuare con Pisacane è l’idea giusta perché alla fine ha portato il risultato che che la società voleva. Ha fatto un un bel lavoro, conosce la squadra, quindi è giusto che prosegua lui. Perché andare a cambiare è come ripartire ogni volta da zero, quindi bisogna ripartire da lui. Il bilancio, quando si raggiunge l’obiettivo, è più che positivo. Ha fatto 43 punti, è un bel traguardo e c’è solo da essere contenti. Nel girone di ritorno ho visto un Cagliari migliore rispetto magari a quello d’andata. E’ stato più squadra, riusciva ad avere più soluzioni, quindi l’ho visto meglio e sono stati raggiunti degli ottimi risultati».
Tu sei stato un difensore centrale di grande livello, che ne pensi di quelli dei rossoblù? In primis Yerry Mina e Juan Rodriguez
«Yerry Mina secondo me è un giocatore di di livello, a trovato la sua dimensione a Cagliari, ha fatto e sta facendo bene. Anche Rodriguez ha fatto bene, magari con alti e bassi, la prossima stagione dovrà dare conferme. Non sarà facile perché iniziano a conoscerlo, però penso che sia una buona coppia da cui ripartire. Che ne pensi del modo in cui Mina affrontare i duelli con gli attaccanti? Ci vogliono quei giocatori lì che ti danno quella cattiveria agonistica che tante volte manca. Alla fine il calcio son duelli e bisogna avere intensità, cattiveria agonistica e quei giocatori ci vogliono sempre in squadra. Quindi per me è un bene che nel Cagliari ci siano giocatori così perché i calciatori passivi alla fine non portano niente. Servono i giocatori che trascinano anche gli altri, è fondamentale».
Uno dei giocatori più ambiti della rosa del Cagliari è Sebastiano Esposito. Il club di Tommaso Giulini deve confermarlo o puntare a monetizzare con la sua cessione?
«Questo dipende dalla società, andranno valuti tanti fattori che adesso non conosco. Se arriverà una buonissima offerta allora è giusto lasciar andare il ragazzo, così facendo la società potrebbe incassare e fare una plusvalenza. Questo dipende dalle offerte, altrimenti bisogna ripartire dai giocatori che han fatto bene quest’anno. Non si può rifondare ogni anno, quindi se c’è possibilità di tenerli poi si riparte con un’ossatura importante. Se arrivano offerte sostanziose bisogna valutarle e fare i i giusti conti!».
Oltre a tanti giovani, la rosa del Cagliari ha giocatore esperti come Andrea Belotti (in scadenza). Pensi che vada rinnovato per mettere la sua esperienza al servizio della squadra?
«C’è da capire quali sono le condizioni di Belotti, se ha recuperato e sta bene ci si può puntare perché dà esperienza e un aiuto ai giovani. Se è ancora in fase di riabilitazione, ci sono dei problemi, società dovrà valutare questo ed eventualmente andare su un altro profilo esperto che possa dare una mano ai giovani. Non sapendo la situazione è difficile parlare da fuori, bisogna vedere queste due cose».
Qual è il ricordo più bello dei tanti anni che hai passati a Cagliari?
«Il primo ricordo che ho è l’esordio fatto con la maglia del Cagliari in Serie A, penso che sia il più bello perché è un sogno che avevo da bambino quello di giocare in Serie A; ed è avvenuto proprio con la maglia del Cagliari. Poi ci sono le varie tappe: la prima a San Siro sempre con il Cagliari, una gran partita in casa con la Juve pareggiata all’ultimo secondo. Ci sono state tante emozioni vissute in 7 anni, cose che mi porterò sempre dentro. Però se devo citarne una, l’esordio con la maglia del Cagliari in Serie A penso sia la cosa più bella».
Quali sono i compagni più forti che hai avuto nel tuo periodo con i rossoblù?
«Posso fare una lista molto lunga, ti dico Suazo, Conti, Marchetti in porta, Lazzari, Astori, Biondini, e Fini, che era un gran giocatore e magari ha avuto meno di quello che meritava a livello calcistico. Faccio anche i nomi di Jeda e Lazzari, in quegli anni al Cagliari son passati tanti giocatori che nel calcio di oggi potrebbero giocare in grandi squadre. Abbiamo sempre avuto giocatori importanti e abbiamo sempre fatto ottimi campionati, ci sono state delle difficoltà, non lo nego, però son passati giocatori davvero forti!».
Negli anni che rapporto hai avuto con i tifosi del Cagliari? Quanto contribuiscono ai risultati della squadra?
«Con loro ho sempre avuto un buonissimo rapporto, sono una tifoseria che ti trascina. Era esigente perché rappresentavamo una regione, un’isola, un popolo, questo noi lo sentivamo. Ci sono stati momenti bellissimi, ma anche dei momenti negativi, però tutto sommato abbiamo sempre avuto un ottimo rapporto con loro. Ho sempre visto e sentito il loro supporto, quindi sono molto legato a loro. Quando posso torno più che volentieri in Sardegna, ne ho un bellissimo ricordo».
In questi giorni la Nazionale sta affrontando delle amichevoli e il CT Silvio Baldini ha puntato quasi interamente con il blocco dell’U21. Che ne pensi della sua scelta? Solo una provocazione o è qualcosa di più?
«Penso che ci possa anche stare essendo due amichevoli di poco conto, è giusto fargli assaggiare la Nazionale A a questi ragazzi. Secondo me ci sono giocatori che che vanno convocati, non c’è un ricambio generazionale, ma questo succede anche da troppo. A settembre si ripartirà e in quel momento si faranno le valutazioni perché verrà scelto, penso, un nuovo CT. Questa scelta di Baldini ci può stare per far fare esperienza a questi ragazzi, ma sarà il prossimo tecnico a fare le vere scelte».
Circola con forza il nome di Roberto Mancini come nuovo commissario tecnico dell’Italia? E’ il nome giusto per rilanciare gli Azzurri?
«Non credo che sia la scelta giusta, è un ruolo che ha già occupato e si era lasciato male, quindi questa cosa può andargli contro. Questo non si saprà mai, però io punterei su altri tecnici che non sono mai stati in Nazionale, c’è chi merita questa possibilità. Allo stesso tempo penso che, se faranno questa scelta, di sicuro mister Mancini ha tutte le carte in regola, però è sempre complicato in questi casi».
Si ringrazia Michele Canini per la gentilezza mostrata nel concederci questa intervista







































