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·20 maggio 2026
💥 Capello ATTACCA: “Guardiolismo da latte alle ginocchia, ci ha rovinato! Torniamo a lavorare sulla tecnica”

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Intervenuto a margine del “Global Launch of the 100’s” all’European Golden Boy, Fabio Capello ha detto la sua sul difficile momento del calcio italiano. Ecco quanto ripreso da TMW:
“Adesso si cerca di fare le seconde squadre per non mandare in prestito i giovani. Questo fa sì che il giovane faccia esperienza in casa, ma secondo me il farla fuori ti dà qualcosa in più perché fa maturare. Quando cambi città, paese, abitudini, tutto ti aiuta sul futuro. Io per questo non sono troppo d’accordo sulle seconde squadre, perché chi va fuori a giocare torna più maturo rispetto agli altri che hanno fatto le seconde squadre. E poi sono convinto che i giovani vadano allenati con la prima squadra, perché si gioca un calcio più veloce. E noi questa velocità di gioco l’abbiamo persa. Quando allenavo il Milan, la Roma, il Real Madrid, c’erano sempre 4-5 giovani che si allenavano con noi e questi imparavano moltissimo, perché lavoravano con i più bravi, con i più veloci, solo così puoi migliorare tecnicamente. Alla Roma avevo De Rossi e Aquilani che si allenavano con la prima squadra. Ero convinto che Aquilani fosse più bravo di De Rossi, perché tecnicamente era migliore. Feci esordire Aquilani con la Triestina e giocava con paura, poi quando misi De Rossi giocava come lo faceva in allenamento. De Rossi era pronto, Aquilani no”.
Serve mandare i giocatori all’estero? “Per me mandare i giocatori all’estero è importante, ti fa capire dove puoi arrivare. Io ho allenato Milan, Roma e Juventus e gli ambienti sono diversi. All’estero le cose cambiano. Ci sono giocatori italiani giovani che sono andati all’estero, in Bundesliga ce ne sono 5 di italiani per esempio… Questo deve far riflettere. Forse non abbiamo visto l’investimento da fare su questi giocatori…”.
Perché in Italia non si formano più i difensori? “Il guardiolismo ci ha rovinato. Abbiamo voluto copiare quel sistema di gioco con calciatori che non sanno fare quella cosa lì, non insegnando più a difendere. Stessa cosa per i portieri, che per prima cosa devono saper parare e non giocare coi piedi. A me il possesso palla, il guardiolismo, fa venire il latte alle ginocchia. Così non si fanno verticalizzazioni e i giocatori non rischiano più, perdendo in personalità. Dobbiamo fare questo cambio di mentalità, dobbiamo giocare in verticale. Ma per farlo serve tecnica, serve allenarla e in Italia non ne siamo capaci al momento. Coi bambini bisogna fare tecnica, tecnica e tecnica. Qua in Italia la palla saltella, negli altri paesi la palla scorre via velocemente. Senza tecnica non vai più da nessuna parte”.
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