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·11 agosto 2026
Capello avvisa Amorim: «Apprezzo l’ambizione con cui si è presentato, ma tra filosofia e pratica c’è il mondo»

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A poco più di un mese dall’inizio della nuova avventura sulla panchina del Milan, Ruben Amorim ha iniziato a trasmettere alla squadra i principi alla base della sua filosofia calcistica: pressing alto, possesso palla e volontà di imporre il proprio gioco. Un percorso ancora agli inizi, che secondo Fabio Capello richiederà tempo e lavoro per trasformare le idee in risultati concreti.
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L’ex tecnico rossonero, intervenuto sulle colonne della Gazzetta dello Sport, ha analizzato i primi passi dell’allenatore portoghese, sottolineando le difficoltà del passaggio dalla teoria alla pratica e invitando il club a ritrovare una maggiore identità.
LA FILOSOFIA DI AMORIM E LE DIFFICOLTÀ IN CAMPO – «Per Amorim al Milan è tutto nuovo. Apprezzo l’ambizione con cui il portoghese si è presentato al mondo rossonero – chi allena il Milan non può e non deve essere piatto -, ma deve essere chiaro che tra la filosofia e la pratica ci passa il mondo. Il pressing alto, l’anima offensiva, la volontà di dominare sono bei concetti, però richiedono predisposizione e mesi di lavoro. L’ultima amichevole contro il Chelsea, per esempio, ci ha detto che le idee dell’allenatore oggi come oggi possono esporre la difesa – non proprio di ferro – a situazioni pericolose».
IL CASO LEAO E L’ANIMA ITALIANA DEL MILAN – «Ma ho l’impressione che tra i rossoneri ci sia un po’ di confusione, a cominciare dalla situazione di Leao: Rafa si è sopravvalutato chiamando pubblicamente la Premier League e, dovesse rimanere, starei attento alla reazione di San Siro alla prima rincorsa mancata. Mi auguro che il prossimo incontro tra Cardinale e Amorim metta un po’ di ordine e dia la giusta spinta al mercato negli ultimi venti giorni. Il tutto avendo chiaro un concetto: il Milan deve tornare ad avere un’anima italiana. Ecco perché spero che Camarda, Comotto (molto interessante il ragazzo), Bartesaghi, Torriani restino in rosa».
Le parole di Capello evidenziano quindi un Milan ancora alla ricerca della propria identità, con Amorim chiamato a costruire un nuovo progetto tecnico senza fretta ma con idee chiare. La gestione del mercato e il ruolo dei giovani saranno due elementi fondamentali per definire il futuro della squadra rossonera.
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