Caputi: «I nuovi innesti possono migliorare la squadra. Ora tocca a Gattuso lavorare sul piano della personalità» | OneFootball

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·27 agosto 2026

Caputi: «I nuovi innesti possono migliorare la squadra. Ora tocca a Gattuso lavorare sul piano della personalità»

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Il noto giornalista Massimo Caputi ha analizzato l’attuale momento della Lazio in esclusiva a CalcioNews24. Le dichiarazioni

Tra l’eliminazione in Coppa Italia per mano del Mantova e l’esordio vincente in campionato contro il Bologna, la Lazio ha iniziato la sua stagione nonostante il periodo complesso, con il mercato che sembra essersi sbloccato a pochi giorni dalla fine della sessione estiva. Il noto giornalista Massimo Caputi ha fatto il punto sulla squadra biancoceleste in esclusiva a CalcioNews24:

Tocchiamo anche il tema relativo alla Lazio, che si è ripresa dopo la batosta dell’eliminazione immediata in Coppa Italia contro il Mantova e reagendo bene con la vittoria pesante sul campo del Bologna col gol di Frattesi. Adesso è arrivato anche Pinamonti, io non ti chiedo un’analisi sul momento della Lazio perché è chiaro che vivrà come lo scorso anno una stagione in polemica aperta, con Lotito, soprattutto per quanto riguarda i tifosi che hanno svuotato anche quest’anno l’Olimpico, solo 4.000 abbonati. Però proprio per questo clima in cui la Lazio dovrà operare durante tutto l’anno, te la senti tu di puntare un euro sul fatto che i biancocelesti possano essere la vera sorpresa della stagione, anche in maniera totalmente inaspettata, viste le premesse?


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«Può esserlo, può esserlo, con evidentemente dei limiti che l’ambiente che tu hai citato comunque in qualche maniera comportano, perché in fin dei conti la Lazio è come se giocasse in trasferta sempre.

Quindi soprattutto quando giochi all’Olimpico e affronti squadre che magari hanno bisogno di punti, che magari sono inferiori ma che però non hanno il peso di un’atmosfera che carica la squadra di casa, magari possono fare meglio di come farebbero invece nelle condizioni normali. Questo comunque rimane un aspetto.

La Lazio comunque con Sutalo, con Frattesi, con Pinamonti e con Pedraza anche, secondo me sta mettendo dei giocatori che migliorano la squadra rispetto a un anno fa. Forse uno dei temi può anche essere quello di capire se Romagnoli resterà o meno, perché in quel caso la difesa assume un aspetto ancora migliore rispetto a quella attuale.

E direi che di tutti i reparti quello che sta meglio è proprio il centrocampo, con i giocatori che ha, con Taylor, con Rovella, adesso con Frattesi, con Dele Bashiru, secondo me questo è un signor centrocampo, quindi perché no? Deve fare un gran lavoro Gattuso e non lo deve fare solamente sul piano tecnico e tattico, ma direi molto anche sul piano della personalità, del carattere.

E quando intendo carattere non mi riferisco a quello a cui troppo spesso è accompagnato Gattuso. La voglia di reagire e di dimostrare di essere più forti nonostante tutto, ecco questo secondo me può essere un valore che può dare qualcosa in più alla Lazio».

Chiudiamo con un tasto che purtroppo per noi italiani è dolente, che è quello della Nazionale che non solo ha vissuto la tragedia della mancata qualificazione per la terza volta consecutiva ai mondiali, ma anche tutto il teatrino che si è sviluppato a inizio estate, prima con la nomina di Maldini e Leonardo, poi con le dimissioni, l’arrivo di Ranieri e Mancini in panchina, che era stato preferito da Malagò a Pirlo. Visto che a breve ci sarà la prima pausa delle nazionali e vedremo la nuova prima Italia di Roberto Mancini, volevo innanzitutto un tuo commento sulla vicenda che si è sviluppata quest’estate e che ha portato all’elezione, alla nomina di Mancini come nuovo CT. E soprattutto, legata a Mancini, da che parte stai tu nella polemica sul fatto che Mancini non doveva essere ripreso perché ha abbandonato l’Italia per andare in Arabia Saudita?

«Sarò breve, io credo che Mancini sia un’ottima scelta, che sicuramente quello che è accaduto alcuni anni fa non è stato bello, ma Mancini ha chiesto scusa e ha anche dimostrato tutta la sua volontà nel voler tornare sulla panchina azzurra, quindi per quello che mi riguarda io sono sincero, tra Mancini e Pirlo non ci sia neanche discussione su quale sarebbe stata la scelta migliore.

Penso che noi in questo momento abbiamo bisogno di ritrovare fiducia, di avere coraggio, quello che ci è mancato nello spareggio con la Bosnia, che è il coraggio di mettere in campo i giocatori migliori e non quelli presunti tali, ma che non erano in condizione.

Ci serve quel tipo di coraggio e ci serve anche un allenatore che sappia dare tranquillità a questa squadra, perché noi non abbiamo campioni, ma abbiamo dei buoni giocatori e quindi con i buoni giocatori che abbiamo possiamo fare decisamente meglio rispetto a quello che purtroppo i risultati ci hanno detto».

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