Caracciolo: «Pisacane sta facendo un ottimo lavoro. Il Cagliari può salvarsi tranquillamente. Mi impressiona…» – ESCLUSIVA | OneFootball

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·24 febbraio 2026

Caracciolo: «Pisacane sta facendo un ottimo lavoro. Il Cagliari può salvarsi tranquillamente. Mi impressiona…» – ESCLUSIVA

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Il collega Rosario Caracciolo ha parlato con noi in esclusiva in vista della sfida tra Parma e Cagliari in programma venerdì. Le sue parole

Il Cagliari continua il suo percorso in Serie A e ad attenderlo ci sarà il Parma al Tardini venerdì 27 febbraio. In vista della sfida, valida per la 27a giornata, abbiamo intercettato telefonicamente il collega Rosario Caracciolo, anche opinionista e conduttore di El Diez No fue evasor, facendo il punto sulla formazione di Pisacane e sul campionato italiano in generale. Di seguito le sue dichiarazioni:


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Il Cagliari di Fabio Pisacane sta performando discretamente in questa stagione di Serie A nonostante il rendimento altalenante. Come valuti il lavoro del tecnico rossoblù?

«Io credo che Fabio Pisacane abbia trasmesso alla squadra tantissima grinta e trasformato il Cagliari in un gruppo veramente solido, capace di saper soffrire, una chiara identità tattica. Il momento di appannamento, se ti riferisci a quello, secondo me è fisico, è proprio qualcosa che riguarda tutta la Serie A in generale. Però io penso che per quello che stia trasmettendo Pisacane c’è solo da migliorare, perché questi ragazzi stanno dimostrando domenica per domenica grande impegno, grande attaccamento e grande abnegazione e rispetto nei confronti dell’idea del tecnico. E’ chiaro che lo scivolone in casa contro il Lecce faccia pensare a un momento di ferma, mentre con la Lazio ha mostrato di essere sul pezzo. La formazione sarda ha tutte le possibilità per raggiungere l’obiettivo salvezza. Quindi valuto il lavoro del tecnico campano molto positivo».

A proposito di giovani, sono saliti in rampa di lancio profili interessanti come Rodriguez e soprattutto Kilicsoy. Quale prospetto ti sta impressionando di più?

«Se dovessi nominarne uno in particolare troverei difficoltà, perché ho visto la crescita di tanti ragazzi, è chiaro che il primo che mi viene in mente è Palestra, anche se di proprietà dell’Atalanta, destinato a fare una carriera straordinaria. Penso allo stesso Rodriguez, ma pure a Caprile, io sono convinto che il Napoli abbia commesso un grande errore a cedere il ragazzo. Pure Kilicsoy ha avuto la difficoltà iniziale di adattamento nel nostro campionato, come succede per qualsiasi giocatore che provenga da un altro torneo, però personalmente mi ha ricordato molto Sergio Aguero per le sue capacità balistiche, il dribbling, segna gol decisivi come contro Fiorentina e Torino. Io credo che questi ragazzi stiano dimostrando grande grande volontà e voglia, c’è solo da da migliorare e Pisacane è l’allenatore giusto per sfruttare al massimo questi giovani».

Un giocatore che conoscete bene a Napoli è Gianluca Gaetano, arretrato prima dell’infortunio nel ruolo di play, dove stava rendendo bene. Cosa ne pensi del centrocampista e quanto ancora può migliorare? Pensi si possa costruire attorno a lui il Cagliari del futuro?

«Il Napoli è stato troppo frettoloso a cedere il ragazzo perché secondo me con un allenatore che gli avrebbe dato fiducia nel momento più delicato della sua carriera, avrebbe potuto avere l’opportunità di crescere ulteriormente. Però è chiaro che il giocatore, come è giusto che sia, debba puntare alla sua carriera, alla sua vita calcistica. E devo dire che la bravura di Pisacane nel leggerlo durante gli allenamenti giova tanto, infatti è riuscito a rendersi conto che il centrocampista in quella posizione da play probabilmente gli potesse dare qualcosa di molto importante. È un calciatore sicuramente in crescita, peccato per l’infortunio. Io sono convinto che quando finalmente ritornerà dimostrerà di essere destinato a essere molto utile alla causa Cagliari».

Venerdì prossimo il Cagliari giocherà al Tardini contro il Parma. Si confronteranno due allenatori giovani. Valutazioni?

«A me l’allenatore del Parma non è che dispiaccia tanto, però diciamo che il suo calcio non è propositivo, tipo per esempio quello che invece propone Fabregas con il Como. Al contrario Pisacane sfrutta al massimo quelle che sono le caratteristiche dei suoi calciatori ed è molto propositivo, anche se chiaramente quando si gioca contro determinate squadre, non puoi consentirti sempre di andare a fare la partita. Quando ha giocato gli scontri diretti io ho visto una squadra veloce, rapida, molto legata, e mi è piaciuta la manovra, consistente ad esempio in massimo due tocchi, senza palla, è uno che cura molto la fase sia difensiva che offensiva. Quindi io credo che sulla carta Pisacane abbia molte più chance rispetto a Carlos Cuesta».

Rimanendo in zona salvezza, qual è la tua analisi generale?

«Il Cagliari io non lo metto proprio nella lista salvezza perché reputo la formazione rossoblù la squadra più pronta sotto questo profilo a raggiungerla anticipatamente. Poi ci sono formazioni come Verona, Pisa e Genoa che lotteranno fino all’ultimo per restare in Serie A. Quella che mi ha “deluso” di più, però, è la Cremonese, da cui mi aspettavo qualcosa di diverso per la campagna acquisti fatta. Poi c’è il Parma, una squadra altalenante capace di andare in trasferta e vincere e poi paradossalmente in casa perde; comunque sia si salverà tranquillamente. Capitolo a parte per la Fiorentina, che non ha una rosa da retrocessione, credo che possa salire la china in classifica».

Adesso saliamo in classifica, l’Inter capolista alterna prove buone in campionato, mentre in Europa è stata surclassata dal Bodo Klimt. Cosa ne pensi di questo andamento contraddittorio?

«Per quanto riguarda la lotta scudetto, io penso che l’Inter in questo momento non sia ancora inciampata. Poteva succedere contro la Juve, ma sappiamo come è andata, ma al di là di questo, io sono sempre dell’idea che il campionato non è finito in quanto ci sono ancora tanti scontri diretti da giocare. Capitolo Champions League, al di là della gara d’andata con il Bodo Klimt, secondo me la formazione di Chivu può rimontare se gioca a calcio, non lasciando riferimenti agli avversari. Ci dobbiamo augurare che i nerazzurri vadano quanto più avanti possibile in Europa, perché comunque a livello mentale c’è un dispendio di energia straordinario. In questo momento la compagine milanese in campionato è la più forte, però io non sono fermamente convinto che l’Inter possa essere la padrona definitiva del risultato finale di questo campionato. Ci sono tante squadre che hanno ancora tanto da dire».

Tra le squadre che possono ostacolare l’Inter nella corsa allo scudetto annoveri anche il Milan?

«Allegri sta facendo un capolavoro ma ci sono degli aspetti da considerare, a partire dal fatto che il Milan aveva il jolly non dispuntando le coppe ma non lo ha sfruttato. Secondo, i rossoneri hanno pagato l’assenza di un centravanti; terzo c’è da menzionare Leao, da cui ci si aspettava il definitivo salto di qualità sebbene sia stato frenato da diversi infortuni. Quarto, ci sono stati alcuni calciatori che non hanno dato il contributo di cui ci si aspettava. E puntare su un ragazzino di quarant’anni, anche se dalla classe cristallina come Modric, chiaramente lascia il tempo che trova».

Corsa Champions League, la bagarre è in corsa e di settimana in settimana cambia la classifica. Non c’è certezza allo stato attuale. Un tuo commento?

«Napoli, Roma e Juventus sono quelle che potrebbero addirittura scalzare il Milan dalla Champions League. Per quello che ho visto, reputo i rossoneri non attrezzati adeguatamente, quindi restano una grande incognita. Possono contare su Allegri, bravo a fare gruppo e saper gestire, ma ancora c’è da lavorare per dare un’identità al gruppo; elemento che invece hanno Cagliari, Como, la stessa Roma con Gasperini, Conte con Napoli. Non è da escludersi un crollo abbastanza serio dei rossoneri nei prossimi incontri».

Adesso ci spostiamo a Torino, sponda Juventus. La formazione di Spalletti sta faticando in Europa e in campionato. Come analizzi questo momento tra Champions League e Serie A? Quanto sta pesando l’assenza di un vero centravanti?

«Spalletti ha fatto bene a Torino, qualcosa di straordinario perché la Juventus adesso gioca a calcio e lo fa anche bene in determinate partite. È chiaro che la sfida con Galatasaray va vista in due tranche. A tal proposito faccio un esempio con e senza Bremer: quando il brasiliano era in campo, la Juve vinceva a 2-0 alla fine del primo tempo con la doppietta addirittura di Koopmeiners; dopo l’uscita del difensore si è assistito a un tracollo paradossale in cui si è assistito a degli obbrobri dove Spalletti non c’entra nulla. Quanto successo contro i turchi è lo specchio di quello che era la Juventus in quel momento, una squadra spaventata, un attimo sbandata. Comunque sia non giudicherei così la Vecchia Signora, potrebbe rappresentare ancora una sorpresa. Quanto al capitolo centravanti, la formazione bianconera soffre maledettamente non avendo un finalizzatore, né Conceicao né Openda riescono ad essere incisivi; poi non dobbiamo dimenticarci dell’assenza di Vlahovic. Sia chiaro, la Juventus non è ancora una squadra da scudetto, ma se riesce ad acquisire un certo tipo di mentalità sul piano del gioco, basterebbe poco per poi ritornare ad essere una compagine che può certamente far parte di quel gruppetto che si è formato nel corso degli anni e ritornare poi a quella che è la mentalità Juventus».

Un’altra squadra che sta avendo molte difficoltà è la Lazio, alle prese con le continue tensioni tra Lotito e i tifosi, che disertano l’Olimpico. In questo ambiente difficile, Sarri e la squadra hanno deciso di fare quadrato nel tentativo di cercare una svolta nonostante il pareggio all’Unipol contro il Cagliari. Come valuti l’attuale momento dei capitolini?

«A parte che c’è una parte di me che soffre tantissimo perché ho una grande stima di Maurizio Sarri per quello che ha regalato anche quando era a Napoli, ma anche per il suo attaccamento nei confronti di una Lazio, che ha tradito le aspettative dell’allenatore a cominciare dal presidente Lotito per il famoso blocco del mercato. Poi l’aria che si respira a Roma per quanto riguarda la tifoseria, io sinceramente vorrei sensibilizzare i tifosi biancocelesti a dire che è inutile disertare lo stadio. I capitolini hanno bisogno dei propri supporters per affrontare questa seconda parte di stagione. Teniamo conto del fatto che nella sessione invernale di mercato sono stati ceduti pezzi come Castellanos e Guendouzi, ha perso Pedro e Gila per infortunio, in attesa di recuperare Zaccagni appena rientrato. Non me ne voglia poi il caro Daniel Maldini, ma stiamo parlando di un giocatore in formazione quindi non è quel profilo che può dare quel qualcosa in più. La formazione biancoceleste è in tempo per raddrizzare il tiro in classifica e andare in finale di Coppa Italia, anche se di fronte avrà di nuovo neanche a farla apposta l’Atalanta, e chi sa, può darsi che questa competizione potrebbe regalare un finale a sorpresa tipo Lazio-Como… Che ne sappiamo? Vediamo. Però io spero che soprattutto che i tifosi della Lazio si ricompattino e mettano un attimo da parte la situazione Lotito, perché il club ha bisogno di ritornare in Europa altrimenti poi l’anno prossimo sarebbe ancora più difficile».

Un’ultima domanda capitolo nazionale a breve avremo la gara dei playoff tra Italia e Irlanda del Nord pronostico?

«Credo che la nostra nazionale sia nettamente superiore alla compagine nordirlandese, con tutto il rispetto che ho per loro. I precedenti sono dalla nostra, ma ciò non vuol dire però crogiolarsi, servono concentrazione, determinazione e ottimo approccio nell’affrontare la partita. Quindi bisogna stare tutti con i piedi per terra, rimanere sul pezzo e affrontare questa sfida come se fosse una finale di Coppa del Mondo. Non andare al Mondiale anche questa volta sarebbe proprio qualcosa di insopportabile per tanti motivi, anche perché sotto certi aspetti diciamo che la tavola è già apparecchiata, aspettano solo che l’Italia si segga. Dunque ci sono tutti i presupposti per festeggiare definitivamente questo ritorno al mondiale della nostra nazionale».

Si ringrazia Rosario Caracciolo per la gentilezza e la disponibilità dimostrate nell’averci concesso questa intervista.

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