Lazionews24
·27 febbraio 2026
Cardone: «Gila e Romagnoli possono lasciare la Lazio quest’estate. La stagione si salva solo con la vittoria della Coppa Italia. Su Maldini…» – ESCLUSIVA

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Giulio Cardone è un esperto del mondo biancoceleste e nella giornata odierna ci ha concesso una lunga intervista esclusiva. Il giornalista di La Repubblica ha fatto il punto tra ambizioni stagionali della squadra di Maurizio Sarri e gli effetti del calciomercato invernale. Inoltre ha ha rilasciato delle dichiarazioni sul momento della Lazio e vari singoli giocatori. Le sue parole:
La Lazio ora deve puntare tutto sulla Coppa Italia per conquistare l’accesso all’Europa. Credi che vincendola i biancocelesti salverebbero la stagione?
«La stagione la salvi solo se vinci la Coppa Italia. Bisogna cercare di andare in Europa e in Europa ci puoi andare, visto il campionato disastroso, soltanto attraverso la Coppa Italia. E così puoi salvare la stagione, così come è successo nel 2019 con Inzaghi. In quella stagione la Lazio mollò un po’ il campionato e vinse in finale proprio con l’Atalanta».
ANNATA TORMENTATA – «Considera che stiamo parlando della quarta peggiore stagione dell’era Lotito in campionato, quindi è chiaro che la salvi solo così. E’ stata definita la stagione maledetta, di certo è una stagione tormentatissima col blocco del mercato, poi i 33 infortuni e i torti arbitrali nei momenti topici della stagione. Poi c’è anche questa contestazione legittima contro la società i cui riflessi sulla squadra sono inevitabili».
ATALANTA – «Intanto bisogna passare il turno contro una squadra che è più forte, perché l’Atalanta è più forte della Lazio a livello di rosa. Però ti dico che l’Atalanta sta vincendo si, ma è una squadra con cui comunque te la puoi giocare perché concede qualcosa in difesa. Il Napoli e il Borussia Dortmund hanno avuto parecchie palle gol, ma poi non sono stati abili a sfruttarle. I bergamaschi in difesa qualcosa concedono con il loro modo di difendere a uomo. La Lazio fatica a creare palle gol, però è chiaro che quelle sono partite dove dovrai dare il massimo in assoluto. Sarri sta studiando un po’ tutto un piano di gestione della rosa proprio per queste due partite, tra Torino e la sfida con l’Atalanta».
SPERANZA QUALIFICAZIONE – «Secondo me non è una missione impossibile, è molto complicata e l’Atalanta è favorita. Sicuramente dispiace che non ci saranno più di 5000 spettatori, ma d’altronde la gente ha deciso così per questa protesta contro Lotito, la scelta va rispettata. Lo hanno detto anche Sarri e la squadra che questa scelta la rispettano, di sicuro non sarà un vantaggio per la Lazio ed è un peccato, l’assenza dei tifosi pesa. Però dal punto di vista proprio del campo, io penso che non sia una partita ingiocabile come tanti pensano. Con qualche palla gol di troppo concessa in difesa la speranza c’è, è chiaro che devi giocartela bene all’andata perché al ritorno poi è tosta a Bergamo».
Il mercato invernale a Roma ha portato Daniel Maldini e Petar Ratkov. Che ne pensi delle due operazioni completate dal d.s. Angelo Fabiani? Come vedi Maldini da falso nove? E di Ratkov che ne pensi?
«Intanto c’è da dire che non sono due giocatori che Sarri aveva chiesto. La società ha deciso di andare un po’ per conto suo sulle scelte di mercato e secondo me è un errore. Quando hai un allenatore come Sarri, che fa un gioco molto particolare, la società dovrebbe seguire le sue indicazioni. Sarri ha detto chiaramente che Ratkov non lo conosceva, anche se poi insomma mi pare strano che non conoscesse il centravanti del Salisburgo. Però ha detto così ed è chiaro che era una dichiarazione polemica per far capire che lui avrebbe puntato su altri giocatori, cioè Raspadori, per esempio».
IL CASO MALDINI – «E per Daniel Maldini vale lo stesso discorso, non era un giocatore che aveva chiesto, un giocatore su cui ha puntato molto Angelo Fabiani e il suo vice, il club manager Alberto Bianchi. Era un pallino dei due, l’ha detto lo stesso Fabiani in conferenza stampa. E’ un giocatore di tecnica speciale, ha anche doti fisiche. Sarri continua a elogiarlo da questo punto di vista, però se mi chiedi se mi ha convinto da falso nove, ti dico di no. Mi sta convincendo la tecnica, lui è un trequartista per il 4-2-3-1, è un giocatore che deve giocare alle spalle della punta perché lì lui ha delle qualità da rifinitore molto interessanti».
LA CESSIONE DI CASTELLANOS – «Sul centravanti sinceramente non ci siamo. La Lazio ha ceduto Castellanos che era il falso nove per antonomasia. Secondo me era assolutamente perfetto per il gioco di Sarri per tecnica, capacità di palleggio e per la guerra che sapeva fare in mezzo all’area. È andato via per i 30 milioni offerti dal West Ham, ma anche perché il suo rapporto con Sarri non è mai stato idilliaco».
IL CONFRONTO RATKOV-RASPADORI – «Insisterei più su un giocatore che centravanti comunque lo è, come Ratkov. E’ chiaro che è giovane, viene da una realtà diversa, è un vero centravanti, ma cerca ancora il suo primo gol. Diciamo che probabilmente Ratkov almeno è un centravanti vero, però capisco che Sarri aveva chiesto un attaccante di caratteristiche diverse. Raspadori e Ratkov, credo che non ci possano essere due centravanti con caratteristiche diverse, ammesso che Raspadori lo sia. Il mercato è stato un po’ un cortocircuito tra società e allenatore. Sarri sta insistendo su Maldini, vedremo se giocherà Maldini da falso nove anche in Coppa Italia. Lui ha dimostrato di stimare Dia, uno che in 16 presenze con la Lazio ha fatto solo un gol, insomma non stiamo messi bene come centravanti».
Alessio Romagnoli promesso sposo dell’Al Sadd a giugno e Mario Gila nel mirino del Milan: la difesa biancoceleste sembra destinata ad una rivoluzione. Penso che andranno via entrambi?
«Sì, è uno scenario probabile. Gila e Romagnoli hanno il contratto in scadenza nel 2027. Gila penso che sarebbe andato via già se ci fosse stato il mercato aperto nell’estate del 2025. Credo che andrà via a giugno. Al Real Madrid dovrà essere girato il 50% dell’incasso, quindi Lotito cercherà di monetizzare al massimo questa cessione, ma mi aspetto una partenza. Per la Lazio giocare senza di lui è un handicap clamoroso, è un giocatore importante, il rinnovo è un aspetto su cui ci si doveva muovere prima. Come ci sono i promessi sposi, in questo caso sono i promessi divorziati: penso che a Romagnoli, che era già praticamente andato via all’Al Sadd a gennaio, partirà. Credo che la cessione si possa concretizzare in estate. Penso che la difesa della Lazio sarà rivoluzionata».
MOMENTO STORICO – «La scommessa molto rischiosa è quella di fare un discorso del genere, cioè il player trading e fare tagli sul monte ingaggi, senza abbassare il tasso tecnico della squadra. Mi pare molto difficile. Il mercato di gennaio non è stato un banco di prova confortante. Anche se Taylor è un giocatore importante, forte e di grande personalità: l’abbiamo visto col rigore a Bologna. Se perdi Gila e Romagnoli non è facile rafforzare lo stesso la squadra. È un momento molto complicato. Ho detto all’inizio della stagione che questa sarebbe stata la stagione bivio della Lazio: o affondi, o ti rilanci. In questo momento le indicazioni sono inquietanti anche dal punto di vista dei risultati. Un progetto come quello del Flaminio deve diventare il trampolino di rilancio, ma la congiuntura è difficile. Mettendo insieme risultati e situazione ambientale, è il momento più difficile nei 22 anni di gestione Lotito, una situazione del genere non c’era mai stata».
Nonostante le frizioni pubbliche con Maurizio Sarri, la Lazio ha fatto filtrare la voglia di proseguire la collaborazione con il tecnico toscano. Il matrimonio continuerà dopo la fine di questa stagione?
«Sarri ha un contratto triennale. Io non credo che la Lazio possa permettersi di rinunciare a un allenatore molto amato dalla piazza che comunque ha fatto un lavoro importante quest’anno tenendo unito il gruppo nonostante tutto. La Lazio non può permettersi di perdere una figura come Sarri. Dall’altra parte, io credo che Sarri non si dimetterà, lo farà soltanto se dovesse trovare una squadra che, come ha detto lui, sia in grado di farlo sognare. Ci sono un po’ di rumors sul Bologna se dovesse separarsi da Italiano e la Fiorentina. Paratici portò Sarri a Torino, però insomma sono due situazioni fredde in questo momento. Io credo che lui si dimetterà soltanto se dovesse trovare una squadra di suo gradimento. Lui ama la Lazio, si è innamorato un po’ della squadra, se non troverà alternative di spessore penso che potrebbe restare».
L’Inter ha già messo una serie ipoteca sullo scudetto o il Milan ha ancora qualche speranza di poter rimontare?
«L’Inter ha solo la Coppa Italia, oltre al campionato, sta recuperando giocatori importantissimi come Dumfries; però gli manca Lautaro. Il distacco mi sembra consistente a 12 giornate dalla fine. La rosa è migliore, il distacco è consistente, Chivu sta recuperando Dumfries e Calhanoglu, non c’è più la Champions. È vero che le prossime quattro giornate sono un po’ più complesse per l’Inter e un po’ più facili per il Milan. C’è anche da dire che c’è il derby da cui dipenderà tutto, però sinceramente non credo molto a una rimonta del Milan. Io credo che sia molto favorita l’Inter! Deve essere bravo Chivu a gestire l’eventuale contraccolpo psicologico di questa uscita col Bodo».
Si ringrazia Giulio Cardone per la disponibilità e gentilezza mostrate nel concederci questa intervista









































