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·30 novembre 2025
Careca racconta Roma-Napoli e la corsa scudetto: analisi, ricordi e una promessa per aprile

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·30 novembre 2025

Antonio de Oliveira Filho, per tutti Careca, continua a essere un simbolo intramontabile del calcio napoletano. Ogni suo ritorno in Italia richiama una nostalgia che unisce Maradona, gli anni d’oro del Napoli e un modo di interpretare il calcio che appartiene alla storia.
“Ogni volta che sono qua, sono sommerso d’amore”, confessa. Un sentimento reciproco, nato dai suoi gol e da quel legame che il tempo non ha mai incrinato.
Roma-Napoli, una sfida che richiama il passato e scrive il presente
Ogni volta che giallorossi e azzurri si affrontano, torna alla mente il celebre gol di Careca nella stagione del secondo scudetto. Lui sorride: “Ma io non facevo gol brutti… Ne ricorda qualcuno?”. Oggi, però, lo sguardo dell’ex attaccante è rivolto alle stelle del presente, dalle reti di Neres alla potenza di Scamacca: “Quel ragazzo mi piace davvero tanto, sarebbe un acquisto ideale per molte squadre e può dare un contributo importante anche alla Nazionale italiana”.
Brasile, talenti senza fine e certezze in panchina
Parlando del nuovo talento Estevao, Careca non ha dubbi: “Gli viene naturale tutto. In Premier, e al Chelsea, può soltanto migliorare”. E quando il discorso cade su Carlo Ancelotti, il suo giudizio è netto: “È stato accolto con qualche critica, ma ha vinto ovunque ed è una persona di grande spessore. Per Carlo parla il campo”.
Il momento dell’Italia e il bisogno di una scossa
L’ex centravanti commenta con franchezza la situazione della Nazionale: “Non è consentito saltare un altro Mondiale. Sarebbero almeno sedici anni senza una vetrina che alimenta la passione. Scamacca sta tornando e può essere decisivo negli spareggi”.
Neres, un talento in crescita
Careca apprezza la sua evoluzione: “In quella posizione vede bene la porta. Se la partita glielo consente, può filare via e non lo prendono. Ha rapidità, coraggio e un modo di attaccare lo spazio che mette in difficoltà qualsiasi difensore”.
Roma e Atalanta: due avversarie allenate da maestri
Sul valore della Roma, Careca è chiaro: “Gioca molto bene, anche se è lontana dagli standard dell’Atalanta di Gasperini. Ma ci arriverà”. E su Gasp il giudizio è quasi affettuoso: “È bravissimo. Ha portato l’Atalanta ai vertici e ha vinto l’Europa League dando spettacolo. Quando era calciatore era già un ragazzo serio, ora è un grande allenatore. Per me sarà in alto fino alla fine”.
Una sfida-scudetto, ma senza sentenze anticipate
Roma-Napoli è già molto più di una semplice partita: “È un confronto tra due candidate al titolo, anche se è presto per definirla decisiva. I campionati si vincono da marzo in poi, ma i punti attuali pesano”.
Conte e Gasperini: due leader con lo stesso fuoco
Careca vede nei due tecnici una continuità emotiva: “Vivono il calcio nella stessa maniera. Conte ha vinto tanto, Gasperini ha segnato un’epoca e ora sta incidendo anche a Roma”.
Il Napoli tra infortuni e resilienza
Arrivato in Italia, Careca ha trovato un Napoli in difficoltà soltanto all’apparenza: “Non è mai stato davvero in crisi. Mancavano sei giocatori internazionali: rinunciare a Lukaku, De Bruyne e Anguissa significa perdere fisicità e qualità. Senza Gilmour, Meret e Gutierrez diventa difficile ruotare gli uomini”.
Hojlund, tra fatica e futuro
Oggi il centravanti azzurro è Hojlund, un talento in crescita: “Sta faticando un po’, ma lavora con generosità. La mancanza del gol lo condiziona, ma si sbloccherà presto. Deve restare sereno”.
La lotta scudetto: quattro certezze
Per Careca saranno quattro a giocarsi lo scudetto: “Inter, Milan, Napoli e Roma. Le altre stanno facendo bene, ma non le vedo in corsa fino alla fine”.
Uno sguardo al derby e un giudizio sulle milanesi
Ha seguito il derby di Milano da lontano: “Maignan è stato decisivo. Il Milan ha mentalità da grande squadra. Dall’Inter mi aspettavo meno sconfitte: quattro in dodici partite sono tante, soprattutto tre negli scontri diretti”.
Nostalgia della Coppa dei Campioni
L’ex attaccante, pensando ai suoi anni, riflette: “Quel Napoli avrebbe riempito gli stadi ovunque. Notavo certi spazi nelle partite di oggi e immaginavo cosa avremmo potuto fare io, Maradona, Giordano e Carnevale. Diego mi manca sempre”.
Il ritorno in Italia?
La risposta è una promessa: “Quando torno? Per il quinto scudetto del Napoli. Verso aprile…”.
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