Zerocinquantuno
·15 giugno 2026
Caro ‘Orso’, per eliminare tutte le “cazzate” basta mettere una firma

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·15 giugno 2026

«Quante cazzate mi tocca leggere», cit. Riccardo Orsolini. Ultime considerazioni in merito, poi promettiamo di non parlarne più fino a questione conclusa.
Sappiamo a cosa si riferiva ‘Orso’ con la suddetta frase, pubblicata in un commento su Instagram per commentare la notizia di un ultimatum di dieci giorni che il Bologna gli avrebbe dato per avere una risposta in merito al rinnovo contrattuale.
Comunque sia, 2,5 milioni più bonus e un contratto fino ai 33 anni da queste parti sono tanta roba: tutto indubbiamente meritato per quanto fatto vedere soprattutto negli ultimi quattro campionati, andando sempre in doppia cifra, ma tanta roba restano.
Ora, Riccardo può mettere a tacere tutte le «cazzate» firmando il contratto per la felicità generale, è molto semplice. In caso contrario ci sarà sempre chi penserà male, è una conseguenza ovvia.
Personalmente, iniziando la mia età a crescere e con essa l’esperienza in materia calcistica, non piango per la partenza di nessuno. Nello specifico in questa squadra, che ha spesso e volentieri lavorato di collettivo, non c’è un giocatore più forte di un altro.
L’unico punto interrogativo può subentrare nel capire chi prenderebbe il posto di chi, ma siamo in mani sicure: il club ha idee importanti e una programmazione chiara dai tempi di Motta, passando per Italiano e arrivando fino al recente ingaggio di Tedesco.
Orsolini che diventa un’autentica bandiera del Bologna, concetto sottolineato più volte da Fenucci, Sartori e Di Vaio di recente, sarebbe una bellissima cosa, all’interno di un mondo in cui attaccamento e riconoscenza sono ormai merce rara.
Arrivati a questo punto non si pretende Carlo Nervo, dodici stagioni e mezza in maglia rossoblù, e nemmeno Beppe Signori, che firmò in bianco. Ma almeno, caro ‘Orso’, non facciamola diventare una stucchevole telenovela.







































