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·3 aprile 2026

Caso 777, Pasko patteggia con la SEC: bandito a vita dai vertici delle quotate USA

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Si chiude, almeno in parte, uno dei capitoli dell’indagine federale statunitense su 777 Partners, il gruppo che in passato è stato proprietario tra le altre del Genoa. Il tribunale federale di New York, come appreso da Calcio e Finanza da documenti ufficiali, ha approvato il “consent judgment” nei confronti di Steven Pasko, uno dei fondatori della società, trasformando in decisione vincolante l’accordo raggiunto con la Securities and Exchange Commission (SEC), l’ente federale statunitense responsabile della vigilanza dei mercati finanziari.

Il provvedimento riguarda esclusivamente Pasko e non chiude il procedimento per gli altri imputati né per le società coinvolte, ma rappresenta un passaggio chiave in una vicenda che intreccia finanza e calcio internazionale.


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Alla base del caso c’è l’accusa, mossa dalla SEC nell’ottobre 2025, di una raccolta di capitali da circa 237 milioni di dollari ottenuta – secondo l’autorità – attraverso informazioni fuorvianti agli investitori. Tra il 2021 e il 2024, i manager di 777 Partners e 600 Partners avrebbero presentato il gruppo come solido e in grado di garantire un dividendo annuo del 10%, mentre in realtà le società si trovavano in una grave crisi di liquidità.

Il nodo centrale della contestazione è una linea di credito utilizzata dalla controllata SuttonPark: secondo la SEC sarebbe stata impiegata in modo improprio, con fondi deviati, garanzie riutilizzate più volte e report falsati ai finanziatori, fino a generare uno scoperto di circa 300 milioni di dollari. Un elemento che, sempre secondo l’accusa, comprometteva completamente la capacità del gruppo di generare utili e quindi di pagare i dividendi promessi.

Non solo. Parte dei fondi raccolti dagli investitori sarebbe stata utilizzata per fini personali: oltre 30 milioni di dollari sarebbero stati trasferiti direttamente a Joshua Wander e allo stesso Pasko, nonostante nelle comunicazioni ufficiali si parlasse di utilizzo per “scopi aziendali”.

In questo quadro, la posizione di Pasko è stata definita in sede civile con un accordo. Il manager ha accettato la sentenza senza ammettere né negare formalmente le accuse (come prassi in queste situazioni), ma rinunciando a contestarle e ad appellarsi in futuro.

Le conseguenze sono pesanti. Il giudice ha disposto un divieto permanente di violare le leggi federali sui titoli, vietando a Pasko qualsiasi comportamento ingannevole nei confronti degli investitori. Inoltre, è stato escluso in modo definitivo dalla possibilità di partecipare all’emissione o alla vendita di strumenti finanziari – salvo operazioni per conto personale – e soprattutto è stato interdetto a vita da ruoli dirigenziali o di amministrazione in società quotate o soggette alla vigilanza della SEC.

Si tratta di un divieto che vale per tutte le società che rientrano nella normativa federale statunitense, quindi non solo quelle quotate a New York, ma in generale tutte le public companies negli Stati Uniti, incluse eventuali società estere quotate sui mercati Usa.

Resta però aperto il capitolo economico. La sentenza non quantifica ancora eventuali sanzioni pecuniarie o la restituzione dei profitti illeciti (disgorgement), che saranno oggetto di una successiva decisione del tribunale o di un ulteriore accordo tra le parti. In quella fase, c’è un dettaglio non secondario: le accuse contenute nel complaint saranno considerate come vere e Pasko non potrà più contestarle. In attesa di definire anche i procedimenti degli altri soggetti coinvolti, come l’altro co-fondatore Joshua Wander.

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