calvar.it
·6 luglio 2026
Caso Balogun: la Francia prepara il ricorso per Olise. UEFA e Malagò all’attacco

In partnership with
Yahoo sportscalvar.it
·6 luglio 2026

Il caso Balogun continua ad allargarsi. La decisione della FIFA di sospendere per un periodo di prova di un anno l’applicazione della squalifica automatica di una giornata inflitta all’attaccante degli Stati Uniti dopo il cartellino rosso rimediato contro la Bosnia-Erzegovina non sta soltanto facendo discutere: sta già producendo i primi effetti concreti.
Secondo L’Équipe, infatti, la Federcalcio francese è pronta a chiedere alla FIFA l’annullamento del cartellino giallo mostrato a Michael Olise nel recupero di Paraguay-Francia. L’esterno del Bayern Monaco era stato ammonito dopo un confronto con Matías Galarza, ma le immagini mostrerebbero come il francese non abbia mai colpito l’avversario: Olise si sarebbe limitato a portare un dito davanti alla bocca del paraguayano, che subito dopo si è lasciato cadere a terra.
Una richiesta che nasce inevitabilmente anche alla luce del precedente creato dalla vicenda Balogun. Se la FIFA ha infatti deciso di intervenire su una squalifica automatica già scattata, la Federazione francese ritiene di poter chiedere una revisione anche di un provvedimento disciplinare che rischia di avere conseguenze pesanti: con un altro cartellino giallo nei quarti di finale contro il Marocco, Olise salterebbe l’eventuale semifinale.

La dura presa di posizione della UEFA
Proprio il tema del precedente è al centro del durissimo comunicato diffuso dalla UEFA, che ha definito la decisione della FIFA “un limite invalicabile“.
La confederazione europea ribadisce come la squalifica automatica conseguente a un cartellino rosso sia un principio regolamentare e non una facoltà discrezionale. Per questo motivo, modificare la sua applicazione nel pieno di un Mondiale metterebbe a rischio la certezza delle regole, l’integrità della competizione e aprirebbe inevitabilmente la strada a richieste analoghe in casi simili. Secondo la UEFA, una scelta del genere crea infatti un precedente che dovrà essere preso in considerazione per tutte le situazioni successive, con il rischio di compromettere la credibilità del torneo.
Di seguito il comunicato integrale:
“La decisione di ieri di sospendere per un periodo di prova di un anno l’applicazione della squalifica automatica di una giornata a seguito del cartellino rosso inflitto al giocatore Folarin Balogun ha superato un limite invalicabile.
Il calcio, come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono alla base di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso no. Una squalifica automatica minima di una giornata a seguito di un cartellino rosso non è una facoltà discrezionale e non richiede la decisione di un organo competente per essere emanata. È un principio sancito dal regolamento, che non può essere oggetto di eccezioni, tanto meno nel bel mezzo di un torneo in cui diversi altri giocatori si sono trovati nella stessa situazione e hanno regolarmente scontato la loro squalifica.
Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l’integrità del gioco è a rischio e la credibilità della competizione viene compromessa. Allo stesso modo, una tale decisione crea un precedente nel torneo in corso, dove situazioni simili richiederanno ora un trattamento equo, a discapito della competizione stessa.
Il calcio è lo sport più amato al mondo perché è un gioco bellissimo e gode di fiducia perché viene praticato ovunque con le stesse regole. Un torneo non è mai un evento isolato e, se si tratta della Coppa del Mondo, ha il potere di generare conseguenze positive o negative sull’intero panorama calcistico.
Esprimiamo la nostra incredulità di fronte a una decisione così senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile”.
Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, che ha espresso forte preoccupazione per quanto accaduto.
Intervenuto a Radio Anch’io Sport, Malagò ha definito la decisione “un’assurdità“, sottolineando come l’articolo 27 del Codice disciplinare FIFA non possa diventare uno strumento per aggirare il principio della squalifica automatica. Secondo il numero uno della FIGC si tratta di “un precedente pericolosissimo”, destinato a pesare non solo sul Mondiale in corso ma anche sulla credibilità dell’intero sistema calcistico.
La sensazione, dunque, è che il caso Balogun sia tutt’altro che chiuso. Anzi, la richiesta della Francia sul cartellino giallo di Olise rappresenta il primo vero banco di prova per capire quali effetti potrà avere il precedente creato dalla FIFA e se altri provvedimenti disciplinari potranno essere messi in discussione nel corso del torneo.







































