Calcio e Finanza
·18 gennaio 2026
Caso Groenlandia, dalla Germania: boicottare i Mondiali in USA per far pressione su Trump

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·18 gennaio 2026

Dopo il blitz in Venezuela e le minacce di intervento in Iran, le mire di annessione della Groenlandia da parte del presidente degli Stati Uniti Donald Trump stanno incendiando i dibattiti internazionali e iniziano a influenzare le sorti dei Mondiali 2026, che si giocheranno, principalmente, proprio negli USA, e anche in Canada e Messico.
Come riporta il quotidiano tedesco Bild, il sentimento delle varie federazioni calcistiche, specialmente quelle europee (con i vari stati che appartengono alla NATO, fra cui la Danimarca di cui fa parte la Groenlandia) inizia a farsi sempre più ostile verso la competizione iridata, anche se al momento non ci sono posizioni ufficiali in merito, come fanno presupporre le parole della ministra dello Sport tedesca Christiane Schenderlein che ha rimandato la questione «alle federazioni competenti, in questo caso DFB e FIFA».
Ben diversa e più netta la posizione del gruppo parlamentare tedesco presente in Europea. Jürgen Hardt, deputato dell’Unione Cristiano-Democratica (stesso partito della ministra dello Sport) ha dichiarato alla Bild: «Un annullamento del torneo potrebbe essere preso in considerazione solo come ultima ratio, per riportare il presidente Trump alla ragione sulla questione della Groenlandia».
Una ipotesi al momento, ma che ora è esplicitamente citata da un rappresentante politico di uno dei maggiori paesi del mondo, che anche a livello calcistico è di primissimo livello, come dimostrano i quattro Mondiali vinti nella storia dalla Germania. Hardt ha poi sottolineato come lo stesso Trump abbia già chiarito «quanto alto sia per lui il valore del Mondiale». L’esperto di politica estera si è detto «fiducioso che sulla questione della Groenlandia si possa arrivare, all’interno della NATO, a una migliore comprensione comune della sicurezza». Hardt ha definito «coraggiosi» la visita dei ministri degli Esteri danese e groenlandese e l’invio di soldati della Bundeswehr.
Quindi il boicottaggio da parte delle nazionali europee, o comunque di una parte di esse, è una opzione che rimane remota, ma come detto inizia a essere presa in considerazione. È bene ricordare che la Germania non ha mai boicottato una edizione dei Mondiali, né nel 1978 con la dittatura militare argentina, né nelle più recenti e discusse edizioni del 2018 in Russia e del 2022 in Qatar. Un discorso diverso, infine, va fatto per le Olimpiadi quando nel 1980, la Germania, insieme proprio agli Stati Uniti che fungevano da capofila, boicottarono i Giochi organizzati a Mosca per via dell’invasione sovietica dell’Afghanistan.









































