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·18 febbraio 2026

Caso Inacio, si accende lo scontro Atalanta-Dortmund: vertenza alla FIFA

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«Da un punto di vista morale lascio giudicare a ciascuno ma è una ferita aperta. Siamo affezionati ai ragazzi che cresciamo, Inacio è dall’età di 7-8 anni che era nel nostro settore giovanile e ci è stato portato via». L’amministratore delegato dell’Atalanta, Luca Percassi, a margine del match di Champions col Borussia Dortmund, ha spiegato la decisione del club bergamasco di disertare il tradizionale pranzo UEFA: si tratta del passaggio in giallonero di Samuele Inacio nel 2024.

Il calciatore, figlio dell’ex attaccante Inacio Piá e talento del settore giovanile orobico, si è trasferito in Germania senza indennizzo circa due anni fa, una mossa che ha incrinato i rapporti tra il club bergamasco e il Dortmund. «Il pranzo UEFA serve per conoscersi ma noi non siamo andati per un grave mancanza di rispetto per la nostra squadra», ha aggiunto ancora Percassi.


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«C’è un tesserato del nostro settore giovanile, figlio di Inacio Pià, portato all’Atalanta ai tempi della nostra prima presidenza, oggetto di una vertenza che abbiamo portato in FIFA. È grave che il Borussia non abbia nemmeno voluto sedersi a discuterne. Dal punto di vista legale siamo sicuri di avere ragione. C’è un periodo in cui si può operare, il Dortmund ha agito molto precedentemente. Tra club bisogna rispettarsi. Il Borussia è quotato in borsa, ha ricavi straordinari, come può sottrarre un talento a una realtà piccola come la nostra?», aggiunge Percassi.

L’AD ha dunque svelato che la questione è stata portata davanti alla FIFA, per quello che si è dunque trasformato in un vero e proprio contenzioso con il Dortmund. «L’Atalanta crede nei giovani, abbiamo preso un altro 2008 dal Genoa, Ahanor, sedendoci e rispettando chi ce l’ha venduto, soprattutto pagandolo il giusto – ha chiuso il dirigente atalantino -. Io in ogni caso ho incontrato sia l’ad che il ds del Borussia. Vediamo se hanno intenzione di sedersi e affrontare questa cosa».

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