Caso Ronaldo, si conclude la vicenda in tribunale: non dovrà restituire i 9.7 milioni alla Juventus del periodo Covid. Cos’è successo | OneFootball

Caso Ronaldo, si conclude la vicenda in tribunale: non dovrà restituire i 9.7 milioni alla Juventus del periodo Covid. Cos’è successo | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Juventusnews24

Juventusnews24

·19 gennaio 2026

Caso Ronaldo, si conclude la vicenda in tribunale: non dovrà restituire i 9.7 milioni alla Juventus del periodo Covid. Cos’è successo

Immagine dell'articolo:Caso Ronaldo, si conclude la vicenda in tribunale: non dovrà restituire i 9.7 milioni alla Juventus del periodo Covid. Cos’è successo

Caso Ronaldo, si conclude finalmente la vicenda in tribunale: il fenomeno portoghese non dovrà restituire i soldi alla Juve del periodo Covid

La Juventus esce sconfitta da un’altra battaglia, questa volta non sul rettangolo verde ma nelle aule di giustizia. Cristiano Ronaldo ha battuto la Juventus, in tribunale, scrivendo probabilmente la parola fine a una disputa economica che si trascinava da mesi. Secondo quanto riportato da Repubblica.it, il giudice del lavoro di Torino ha infatti dato ragione all’ex giocatore bianconero, confermando la validità del lodo arbitrale emesso in precedenza. La sentenza rappresenta un colpo finanziario per la società: il club non potrà riavere indietro i 9,7 milioni di euro di stipendi arretrati versati al fuoriclasse portoghese e, oltre a questo, dovrà anche pagare 80.000 euro di risarcimento per le spese per l’appello.


OneFootball Video


La Juventus chiedeva l’annullamento, proprio di fronte al giudice del lavoro di Torino, del verdetto firmato dai tre arbitri Gianroberto Villa, Roberto Sacchi e Leandro Cantamessa. Il collegio aveva riconosciuto che la società dovesse pagare a Cristiano Ronaldo alcune mensilità di stipendio al lordo. Queste somme, che il calciatore non aveva ricevuto, rientravano nella complessa manovra stipendi durante la pandemia di Covid, quando gli importi erano stati congelati in nome di un accordo collettivo tra club e tesserati per fronteggiare la crisi.

L’ex numero 7 aveva fatto ricorso chiedendo quasi il doppio della cifra e aveva avuto ragione in sede arbitrale, quattro mesi fa. La Juventus ha impugnato la decisione di fronte al tribunale del lavoro di Torino, tentando l’ultima carta legale, ma il giudice ha di nuovo dato ragione al calciatore. Una vittoria netta per CR7, rappresentato dal suo avvocato di fiducia, John Shehata, e da un team composto da Emanuele Lucchini Guastalla, Fabio Iudica e Paola Tardati. La vicenda si chiude con il rigetto delle istanze bianconere e la conferma del debito milionario maturato in quegli anni difficili.

Visualizza l' imprint del creator