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·8 giugno 2026

Castro o Rowe? La possibile soluzione al dubbio amletico dell’estate del Bologna

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Il Bologna dovrà respingere l’assalto per i suoi gioielli, tenendo presente che qualche cessione andrà fatta. Chi conviene tenere? L’analisi

“Essere o non essere, questo è il dilemma”: recita così l’Amleto di William Shakespeare, in cui il protagonista è assorto da un profondo dubbio. La stessa situazione sembra viverla anche il nuovo Bologna: “Vendere o non vendere, questo è il problema”. Parte dei successi recenti del club sono stati costruiti con cessioni onerose, anche con qualificazioni alle coppe europee, chiaro quindi che la storia quest’estate sembra destinata a ripetersi, vista anche la mancata qualificazione in Conference.


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Bologna: perché tenere Rowe appare la soluzione migliore

Lo stesso Fenucci nei giorni scorsi aveva ammesso: “È inevitabile che qualcuno partirà, già qualcuno dei nostri ha chiesto di andare. Vedremo anche cosa succederà sul mercato. La volontà è di mantenere la maggior parte della squadra dell’anno scorso“. Concetto che è stato ribadito anche da Sartori, il quale ha però riconosciuto di non sapere se i rossoblù riusciranno a tenere sia Rowe che Castro, ben inteso che sarebbe lo scenario più auspicabile, ma (forse quello meno realistico).

Ecco che quindi potrebbe configurarsi una scelta, che metterà il club (salvo piacevoli sorprese) di fronte a un bivio: Castro o Rowe? Gli ultimi scampoli di stagione, a mio modo di vedere, fanno pendere l’ago della bilancio verso l’inglese. Esterni con questa qualità e potenza sono ormai merce rara e la crescita poderosa del classe 2003 fa pensare che sotto i Portici non è stato ancora espresso tutto il suo potenziale.

Il numero 11 rappresenta il prototipo del calciatore moderno: rapido, brevilineo, tecnico e nell’ultimo periodo anche cinico, qualità indispensabili per una squadra con ambizioni europee. Cercare un giocatore di questo livello sul mercato per il Bologna potrebbe essere maggiormente complicato rispetto a una punta centrale.

Castro: il salto di qualità non è arrivato

L’argentino invece dopo l’exploit dell’autunno scorso, non è riuscito a trovare continuità in zona gol. Qualità tecniche indiscutibili, ma una lucidità sotto porta che obiettivamente fa sorgere interrogativi sull’effettivo guadagno nel tenerlo come unica punta. Qualora venisse affiancato da una punta fisica, con conseguente cambio modulo, la situazione prenderebbe tutta un’altra piega poiché il classe 2004 potrebbe esaltarsi e sprigionare tutte le sue qualità tecniche.

Ritrovarsi a battagliare con difensori molto più fisici di lui, giocoforza comporta uno spreco di energie fisiche non indifferente che gli fa perdere inevitabilmente lucidità sotto porta e per un attaccante non è certamente un vantaggio. Anche per questo motivo la soluzione migliore appare tenere Rowe per poi reinvestire i soldi guadagnati dalla cessione di Castro in un attaccante più fisico e che possa fare reparto da solo. Fermo restando che la soluzione migliore in generale sarebbe mantenere entrambi per continuare un percorso di crescita, tuttavia la storia recente del Bologna rende questo scenario alquanto utopico.

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